Pecchinenda: “siamo ad un bivio”, il rischio “l’ulteriore perdita di centralità della sociologia napoletana”

Un sociologo o un economista. Parrebbe essere questa l’alternativa sulla quale dovranno pronunciarsi, entro dicembre, i docenti, i ricercatori, i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e degli studenti che andranno alle urne per eleggere il nuovo Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali. Colui il quale prenderà il posto della prof.ssa Enrica Amaturo, l’attuale Direttore, che è reduce da due mandati e non può ricandidarsi.
L’economista, se saranno confermate voci di corridoio ed indiscrezioni su incontri informali, è il prof. Stefano Consiglio che insegna Organizzazione aziendale. Già da alcune settimane il docente ha reso nota, finora in maniera informale, la sua disponibilità a proporsi alla guida del Dipartimento. La sua mossa, però, non è passata inosservata ed ha motivato il nucleo degli ordinari di Sociologia eleggibili – Enrica Morlicchio, Roberto Serpieri, Adam Arvidsson, Gianfranco Pecchinenda – ad attivarsi per proporre un nome. Obiettivo: evitare che il timone di comando del Dipartimento finisca nelle mani di un professore che non è un sociologo. Sarebbe la prima volta che accade, dall’epoca in cui è nato il Corso di Laurea, la Facoltà e poi il Dipartimento, sei anni fa. I sociologi che potrebbero comunicare la propria disponibilità a candidarsi in alternativa a Consiglio sono Serpieri o, più probabilmente, l’ex Preside della Facoltà, Pecchinenda, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi. “La decisione di non restare a guardare – dice quest’ultimo ad Ateneapoli – ovviamente non è un segnale di disistima verso il professore Consiglio. Il punto è un altro: queste elezioni rappresentano un bivio. O si decide di intraprendere una strada che determinerà l’ulteriore perdita di centralità della sociologia napoletana, già intaccata sei anni fa dalla scelta del nome del Dipartimento e dalla diaspora di alcuni colleghi verso altri Dipartimenti, per esempio Scienze Politiche, oppure si stabilisce che quel progetto nato oltre 40 anni fa merita di restare in piedi”. Prosegue: “Naturalmente non è in discussione il fatto che la sociologia debba dialogare con molteplici discipline nell’ambito del Dipartimento. Lo ha sempre fatto e lo stesso è avvenuto quando c’era ancora la Facoltà. Prova ne sia che, a quell’epoca, i Direttori del Dipartimento sono stati anche economisti – tra i quali Consiglio –  antropologi e storici. Una cosa, però, è dire che c’è un progetto culturale incentrato sulla sociologia ed al quale contribuiscono altre discipline, altra cosa è che la sociologia sia una materia come le altre. Se così deve essere, allora liberi tutti. Ciascuno di noi si sentirà autorizzato ad andare altrove, in qualunque Dipartimento possa coltivare al meglio i suoi interessi di ricerca, da Scienze Politiche a Studi Umanistici e magari, perché no, a Medicina”. Già ora, ritiene l’ex Preside, il nucleo di sociologia sconta alcune scelte del passato rivelatesi controproducenti. “Per esempio – ricorda – la collocazione di Servizio sociale a Scienze Politiche piuttosto che a Scienze Sociali ha generato confusioni ed incertezze. Se c’era un Dipartimento che sarebbe stato adatto e legittimato ad ospitarlo, quello era il nostro”.
Conclude: “Siamo ad un bivio con queste elezioni. Ciascuno scelga l’opzione che preferisce, se quella di un Dipartimento imperniato ancora sulla sociologia o una diversa. Importante è che si vada al voto avendo la consapevolezza della posta in palio”.
Un appello, il suo, che parrebbe sia rivolto in particolare ai sociologi, che sono una trentina e, se votassero compatti, potrebbero determinare il risultato elettorale. Certo è, intanto, che la data delle votazioni ancora non è stata stabilita dal decano del Dipartimento, che è il professore Mauro Calise.
Fabrizio Geremicca
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