Per Vito occorre “risalire la china”

Parla di una necessaria “‘risalita della china’, una terra promessa la cui raggiungibilità ha l’aspetto di una fata morgana che pare a portata di mano ma che rimane indefinita ed evanescente”, il prof. Giuseppe Vito, 65 anni, laurea in Ingegneria Chimica alla Federico II, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, Preside di Facoltà
e poi Direttore del Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere. Spiega: “Purtroppo il nostro Ateneo era al fondo delle classifiche sei anni fa e lo è ancora oggi. Noi pensiamo che ci sono due modi per ‘risalire la china’: il primo è quello di dedicarsi ad operazioni di maquillage cercando di migliorare, qui e là, i rapporti a noi meno favorevoli; il secondo modo è quello di utilizzare gli indicatori come ‘traccia’ da seguire per estrarre da essi le nostre criticità più evidenti. Quindi, punto per punto, indicatore per indicatore, dobbiamo scovare i nostri punti di forza e quelli di debolezza”. È da qui che parte il programma del prof. Vito, che, sul sito giuseppevito51.it, segue questo fil rouge per analizzare alcuni concetti base e proporre la sua idea di Ateneo. Migliorare la comunicazione interna ed esterna è uno degli obiettivi: “partendo dal sistema informatico che spesso non riesce a censire le borse di studio erogate o i tirocini e stage attivati, e questo va ad incidere sulla comunicazione esterna”. Poi tutto ciò che riguarda le “attività di orientamento da inquadrare in un’ottica strategica per aumentare l’attrattività da fuori regione e per aiutare i nostri laureati triennali a scegliere il biennio magistrale, e una volta completato il percorso per seguirli nell’inserimento lavorativo e migliorare il placement”. Proprio sul tema della comunicazione, anticipa l’idea “di istituire un forum interno all’Ateneo nel quale si possano confrontare i singoli uffici, Dipartimenti, unità di ricerca per dare voce alle problematiche di ognuno e cercare una soluzione nella più completa trasparenza e
collaborazione. Proprio in questa ottica è mia intenzione delegare ampiamente. Sono numerosissime le incombenze rispetto agli obblighi istituzionali, da qui la necessità di delegati (Prorettore) con ampi poteri alla didattica, alla ricerca, all’edilizia, alla contabilità, bilancio e patrimonio e all’informatica”. Anche se lo Statuto di Ateneo attualmente non prevede Prorettori con queste deleghe, in realtà è proprio in questo senso che sembra voler lavorare il prof. Vito, attraverso la previsione di modifiche dello Statuto per puntare ad della governance e della macchina amministrativa. Benessere è, infatti, una delle parole chiave del suo manifesto: “abbiamo molte competenze complementari, a volte anche sovrapponibili, nei diversi uffici e Dipartimenti e che non sempre riescono a collaborare. Una riorganizzazione attorno ad alcune idee chiare per trasformare le rivalità in collaborazione”. Così per la ricerca, altro indicatore chiave e missione di Ateneo, bisogna effettuare una ricognizione per mettere in collegamento le tante competenze anche qui spesso complementari presenti nei diversi
Dipartimenti: “Oggi la ricerca è prevalentemente di carattere interdisciplinare e all’interno del nostro Ateneo si deve lavorare per mettere in rete le diverse competenze su temi comuni. Ad esempio, sulle energie rinnovabili confluiscono gli studi dei giuristi, degli economisti, degli ingegneri, di Scienze Motorie e di Scienze e Tecnologie. Sarà compito del Prorettore alla ricerca operare un censimento e comporre gruppi di lavoro tematici. Da questi
gruppi informali, se ci saranno le condizioni, potrebbero nascere dei Centri interdisciplinari di ricerca”. Sul piano della didattica, internazionalizzare è la tra le priorità: “Bisogna intervenire sotto tutti i punti vista, partendo dalle facilities per i visiting professor fino ai titoli congiunti, dal pianificare Corsi di studio in lingua straniera alla promozione dello studio delle lingue attraverso laboratori linguistici e specifici moduli formativi”. Per quel che riguarda i servizi, significa anche andare a colmare o compensare quelli offerti dall’Adisu: “Bisogna riorganizzare e riprocessare i rapporti con l’Azienda per il diritto allo studio, ora che è stata approvata la costituzione di due grandi Adisu regionali (una per la provincia di Napoli e un’altra per Salerno e Benevento). Un’Azienda così accentrata potrà infatti predisporre, per lo più, servizi di tipo generale. L’Università sarà chiamata a predisporre servizi più mirati alle necessità della propria utenza”. Questo per la Parthenope significa integrare benefici dell’Adisu in materia di trasporti per gli studenti ‘pendolari’; partecipare, in base a valutazioni di profitto, ai costi per l’uso della residenza da parte degli studenti fuori sede; richiedere ulteriori agevolazioni sui trasporti urbani ed extra-urbani; individuare un contingente di posti nella residenza universitaria da mettere a disposizione – gratis o a tariffe ridotte – a studenti stranieri che scelgono la Parthenope; integrare le borse Erasmus+; puntare ad una maggiore informatizzazione anche con una teledidattica che si affidi ai social. Inoltre, “bisognerà affrontare da subito il tema dei trasporti tra la residenza e le diverse sedi predisponendo un servizio di navette per Palazzo Pacanowski, stabilendo eventualmente un punto di raccolta in Piazza Municipio”.
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