Piove nelle aule T di Monte Sant’Angelo

Acqua che si infiltra dal tetto, cortocircuiti, umidità e scarsa manutenzione. Sono i problemi che affliggono le Aule T di Monte Sant’Angelo dove seguono soprattutto le matricole. Nell’ultimo Consiglio di Facoltà di Ingegneria i rappresentanti degli studenti hanno chiesto chiarimenti e rassicurazioni sui disagi che quotidianamente affliggono studenti e docenti. “Un mio amico mi ha riferito che nella sua aula cade acqua dal tetto. Nella nostra, la T10, invece, non ci sono infiltrazioni, ma sui banchi camminano branchi di formiche” racconta Paolo Nardiello, studente di Ingegneria Meccanica. “È una situazione pericolosa perché sul pavimento bagnato si può scivolare. Inoltre, l’illuminazione è costituita da neon che non mi sembrano da esterni e non capisco perché non abbiano isolato l’impianto in quel punto”, dice Angelo Sabino, matricola di Ingegneria Aerospaziale, indicando un punto del soffitto, tra due file dei neon, dal quale l’acqua gocciola allegramente formando una bella pozzanghera giusto al centro del corridoio. Per il resto Angelo si dice soddisfatto dei servizi: “sono un novellino, ma l’impressione generale è positiva, la mensa e il resto mi sembra che vadano bene. Mi sembra strano però che occorra pagare il biglietto per la navetta interna”. Giuseppe Zeppa, iscritto ad Ingegneria Meccanica, promuove con un bel 7 la sua Facoltà e si dispiace per questi disservizi: “non ci sono mai stati problemi di infiltrazioni in aula, solo qualche disagio con i microfoni, ma niente di serio. Le infiltrazioni nei corridoi, però, in prossimità delle luci, sono evidenti. Ed è una situazione pericolosa. È un peccato, queste piccole problematiche rischiano di mettere in cattiva luce l’Università che invece mi sembra bene organizzata. I servizi sono buoni, in rete si trova sempre tutto quello che serve”. Carmine Pezzella, primo anno di Ingegneria Meccanica, non sembra molto preoccupato dalle pozzanghere – “basta stare attenti”-. Piuttosto vive come vero disagio “la mancanza di posti a sedere. Abito lontano, non posso arrivare mezz’ora prima della lezione. Spesso non trovo posto e resto in piedi a seguire, anzi esco dall’aula perché non riesco a prendere appunti”. “Qualche giorno fa si nuotava per quanta acqua c’era tra le aule T7 e T8. Non credo che la situazione sia tanto preoccupante, anche altri edifici hanno questo problema, bisogna solo fare attenzione a non scivolare. Invece, non ho mai notato cortocircuiti o mancanze di corrente elettrica” dichiara dal canto suo Martina Esposito, studentessa di Ingegneria Chimica. L’Ufficio Tecnico ha assicurato che non ci sono problemi e che quanto prima si troverà una soluzione, però c’è chi non condivide l’ottimismo di Martina e non si fida. “Ci assicurano che non ci sono problemi di statica?Hanno verificato con i loro occhi?”, si chiede Vincenzo Rocco, studente di Meccanica. 
La situazione sembra sia più pesante nelle aule T7 e T8 dove seguono gli studenti di Ingegneria Gestionale. Anna Formisano è molto bene informata dell’intervento al Consiglio di Facoltà, pur essendo una matricola. “Cade acqua da tutte le parti e spesso in aula manca la luce. Uno degli interruttori ha anche preso fuoco, si vedono ancora le macchie. Talvolta non c’è posto per seguire seduti, ma un numero di iscritti elevato può anche essere difficile da prevedere, la manutenzione, invece, è un’altra cosa. Venerdì 14 novembre, il giorno dello sciopero nazionale, non abbiamo potuto fare lezione nella solita aula. Per fortuna ce n’erano alcune libere e ci siamo potuti trasferire”. Lezione il giorno dello sciopero? “Si, chi non ha aderito alla manifestazione è venuto regolarmente all’università”. “Nella T8 apriamo gli ombrelli per non bagnarci. Ci sono stati anche dei piccoli black out.  In un’altra aula, invece, si è bloccato un climatizzatore e c’erano 40 gradi. Insomma, una serie di piccoli problemi che non dovrebbero esserci all’università, visto che paghiamo le tasse” afferma Salvatore Guarino. Jasmine Fransise è molto dura. “La situazione è pessima. Quando piove entra acqua e continua a fluire anche nei giorni successivi perchè si accumula. Quando fa freddo, invece, si gela. Ci è anche capitato di stare in classe con gli ombrelli aperti. Alcuni banchi sono distrutti dalle infiltrazioni. È preoccupante, ci sono anche già stati dei cortocircuiti ed hanno già dovuto sostituire un pannello senza però eliminare la causa”. Marco Garofano, iscritto al primo anno, incalza: “è scandaloso, soprattutto dopo quello che è successo a Torino – il cedimento del tetto di un liceo che ha causato la morte di uno studente di 17 anni lo scorso 22 novembre- Paghiamo le tasse e facciamo lezione in condizioni indecenti, perfino con gli ombrelli aperti. Ogni giorno rischiamo un corto circuito, o che ci cada il tetto in testa. E poi i bagni che sono sempre sporchi, anche alle otto di mattina”. 
(Si. Pa.)
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