Polemiche in Consiglio sull’attivazione del nuovo Corso in collaborazione con la Stazione Zoologica

Consiglio di Facoltà fiume quello che si è svolto giovedì 14 gennaio alla Facoltà di Scienze, scossa da polemiche e contrasti sull’offerta didattica e sulla riforma. Il punto cruciale con cui si apre la discussione è l’approvazione dell’ordinamento della Laurea Magistrale in Biologia marina dal titolo Biologia ed Ecologia dell’Ambiente Marino ed Utilizzo delle sue Risorse, promossa dal Corso di Laurea in Scienze Biologiche in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn. La procedura, che sembrerebbe una pura formalità visto che ha già incassato il parere favorevole sia del Nucleo di Valutazione che della Commissione Didattica paritetica, diventa invece motivo di un lungo e tortuoso dibattito. Peculiarità del Corso: lezioni in inglese, accesso limitato a non più di poche decine di studenti, formazione basata sulla biologia molecolare per lo sfruttamento sostenibile del mare. “Il progetto rappresenta uno dei primi tentativi di unire le forze fra l’università ed un’istituzione di primissimo rilievo nel campo della ricerca. Non mi sembrano trascurabili i benefici aggiuntivi che potrebbero derivare da questa proposta per far progredire la Facoltà sul cammino dell’eccellenza, dell’internazionalizzazione e dell’apertura al territorio. Un’iniziativa di questo tipo potrebbe anche avere un finanziamento ministeriale”, afferma il prof. Paolo Caputo, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Biologiche. Uno degli obiettivi dichiarati è quello di richiamare a Napoli studenti stranieri sfruttando anche il prestigio della Stazione Zoologica, cosa per la quale l’ADISU sembrerebbe disposta a mettere a disposizione delle residenze. Tutto bene quindi, ma alla presentazione segue un’accesa discussione. “I numeri chiusi sono contro la Costituzione”, interviene il prof. Franco Buccella. “Cosa accade all’analoga Laurea Magistrale nel settore e come si accerta il livello degli studenti in ingresso?”, domanda il prof. Giuseppe Longo. Alla prima domanda rispondono l’attuale Presidente del Corso di laurea in Biologia delle Produzioni Marine ed il suo predecessore. “La nostra posizione è di grande soddisfazione. Si tratta di un rafforzamento del settore ed uno sbocco interessante anche per i nostri studenti. La nostra Laurea Magistrale non è in sofferenza, ma l’offerta globale della Facoltà ha difficoltà a soddisfare appieno questo aspetto, dimostra che la decisione di avviare una laurea nel settore è stata valida e non va persa”, dice il prof. Claudio Agnisola. “A Napoli è sorta la prima cattedra di Zoologia in Italia, si tratta di un normale iter nella nostra università e città. Vorrei solo richiamare l’attenzione sulle procedure con cui il progetto è stato attuato. Una prima comunicazione è arrivata solo a dicembre ed abbiamo solo un giorno per studiare i documenti su cui votare. Così si applica la Gelmini. Dov’è la Facoltà?”, attacca il prof. Gaetano Ciarcia. “Ci saranno delle correlazioni fra le Lauree di ambito marino? Architettura ha compattato quattro lauree magistrali in una sola. Noi andiamo in direzione opposta. Dobbiamo solo incrementare la didattica nell’area della Biologia o vogliamo ristrutturare il settore? Si dice che ha sofferenze, io dico che ne crea. Dove si svolgeranno le tesi? Come selezioneremo gli studenti, solo con l’inglese? Dove prendiamo le risorse umane e materiali? È una proposta di grande profilo, ma mi piacerebbe che ce ne fosse anche una per gli oltre 2mila studenti di Biologia che gravano sulla Facoltà”, incalza il prof. Ugo Lepore. “Una discussione seria sulla riorganizzazione della didattica è inevitabile, dovremo discutere delle attivazioni”, replica il Preside Roberto Pettorino chiamato in causa. “Abbiamo la possibilità di attirare ricercatori stranieri illustri e non credo che manchino le persone per portare avanti un discorso culturale”, sottolinea dal canto suo la prof.ssa Maria Furia. “In una Facoltà grande possono esserci due Corsi di Laurea dedicati al mare con approcci diversi. Col tempo si potrebbero integrare. I dubbi sull’operazione non riguardano la qualità culturale, ma le modalità con cui è stata portata avanti, tra sussurri e bisbigli nei corridoi e quando finalmente è uscita fuori, è stata subito associata ad una nostra chiusura. Un’indelicatezza che ha avuto delle ripercussioni. Inoltre, avrebbe dovuto presentarla chi ha svolto il lavoro, invece ha parlato sempre solo il Presidente del Corso di Laurea. Voterò a favore perché credo che sia una buona operazione culturale, ma non perché creda che sia stata fatta bene”, interviene la prof.ssa Chiara Motta, docente del Corso di Laurea in Biologia delle Produzioni Marine. “Ho delle perplessità sull’internazionalizzazione. È un’idea buona portata avanti, forse, con eccessiva fretta. Dovremmo rallentare per stabilire come incentivare la presenza degli studenti stranieri”, suggerisce il prof. Gustavo Avitabile. “È una bella opportunità, ma l’inglese pone dei problemi. Quanti studenti italiani e napoletani sarebbero in grado di seguire le lezioni?”, domanda la rappresentante degli studenti Irene Stanislao. “Il corso dovrebbe assumere la fisionomia di un Master o di un Dottorato, perché la formazione di base deve formare figure flessibili, non specializzate”, sostiene nel suo intervento il prof. Francesco Avitabile. “Difendo la laurea perché ci credo, ma ho appreso del progetto nella stessa riunione in cui l’hanno scoperto i colleghi. Il regolamento cambierà ancora molte volte e siamo aperti anche ai suggerimenti, ma il numero programmato è una necessità perchè impiegheremo le strutture della Stazione Zoologica. Per quanto riguarda l’altra Laurea Magistrale ad indirizzo marino, l’obiettivo è cominciare dove termina l’altra. Non andremo a regime nel primo anno per il numero di posti disponibili se non diamo una spinta ai contatti internazionali. Per il resto, all’estero, anche in paesi non di madrelingua inglese, si fa lezione in inglese da anni. Dovremmo fornire una formazione generalista? La legge consente percorsi specialistici”, afferma a più riprese il prof. Caputo rispondendo alle domande. “Le offerte non sono in contrapposizione. Diamoci da fare altrimenti restiamo decrepiti”, esorta tutti alla fine del dibattito il prof. Renato Musto. 
Questa prima parte del Consiglio si chiude con la decisione di delegare alla Giunta le decisioni sui cultori della materia e la conferma ed attivazione di alcuni Master. Vengono ribaditi il Master di primo livello in Materiali e Tecniche Costruttive per il Recupero del Paesaggio Culturale del Mediterraneo, in collaborazione con le Facoltà di Ingegneria e Architettura, ed i Master di secondo livello in Rischio Ambientale, Analisi e Monitoraggio per la Bonifica dei siti Contaminati, coordinato dal prof. Luciano Ferrara, ed in Igiene Chimica e Tecnologie degli Alimenti, coordinato dal prof. Aliberti, inseriti nel catalogo di Alta Formazione per i quali la Regione devolve delle borse di studio. Tra i Master di nuova istituzione compaiono quello di secondo livello in Petrolium Geosciences in collaborazione con l’Università della Basilicata e la Shell (la cui attivazione è stata rimandata a causa di ritardi), quello interfacoltà con Ingegneria in Robotics and Intelligent System ed il Master in Metodologie Molecolari nelle Indagini Forensi proposto dalla prof.ssa Simonetta Bartolucci.
Simona Pasquale
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