Sono tredici gli scienziati italiani a cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di conferire cinque titoli di Commendatore e otto di Cavaliere della Repubblica. A presiedere la cerimonia in Prefettura del 30 marzo il Ministro per le Riforme e l’Innovazione della Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais. “Fino a pochi mesi fa, ricevevo onorificenze come scienziato – ha detto Nicolais, fautore, nel 2004, di una pillola studiata per dimagrire che sarà sul mercato tra sei mesi grazie ad un’azienda svedese – adesso, le consegno”, poi riferendosi ai premiati: “questi scienziati non sono andati all’estero per studiare, ma per lavorare nei propri campi. Poi sono tornati. Solo qualcuno è ancora precario, presso il CNR, ma ora sono quasi tutti incardinati tra Università e Centri di ricerca”. L’elenco dei commendatori si apre con Andrea Ballabio, ordinario di Genetica al Federico II e direttore del Tigem (l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina, trasferito dal 2000 da Milano a Napoli); prosegue poi con Roberto Di Lauro, ordinario di Genetica al Federico II; Paolo Antonio Netti, professore associato al Federico II già al Mit di Boston; Marco Pagano, ordinario di Politica economica al Federico II e Aldo Zollo, ordinario di Geofisica sempre al Federico II. Tutti giovani i Cavalieri – la loro età oscilla tra i 35 e i 47 anni-: Alberto Auricchio, direttore del gruppo di ricerca Terapia genetica malattie oculari al Tigem; Amelia Cimmino della Sun; Ivan Conte da tre anni all’Istituto Cajal Csic di Madrid, in rientro in Italia al Tigem; Maria Pia Cosma, docente di Genetica; Mario Di Bernardo, associato di Controlli automatici al Federico II; Vito Mocella, ricercatore all’Istituto di Microelettronica e Microsistemi Imm; Valerio Orlando, genetista rientrato dalla Germania a Napoli e Giuseppe Perugino che lavora presso l’Istituto di Biochimica delle proteine. “Questo riconoscimento a studiosi e ricercatori è, per me, motivo d’orgoglio – ha detto il Rettore del Federico II prof. Guido Trombetti – Sono tutte persone di qualità… Poi, rappresenta anche un riconoscimento meritato agli Atenei e a tutta la città di Napoli che ha bisogno di risultati positivi”.
Il parere di qualche neo Commendatore. “Sono orgoglioso che le istituzioni si occupino di ricerca – è quanto esprime il prof. Di Lauro – Il nostro problema rimane quello dei fondi. Purtroppo in Italia non esiste un sistema per destinare fondi ai più meritevoli, occorrerebbe una rigorosa redistribuzione delle risorse in base al merito. E oggi andiamo in questa direzione”. Sulla questione delle risorse, il prof. Ballabio, dal ‘94 in Italia dopo sei anni trascorsi negli gli Stati Uniti e due in Inghilterra, dice: “ci sono, ma bisogna industriarsi per cercarle. Non sono tante e non è nemmeno facile ottenerle ma ci si riesce. Se a Napoli continueranno a sussistere le condizioni per fare bene e meglio, resto. Altrimenti andare all’estero non è una condanna”.
Il parere di qualche neo Commendatore. “Sono orgoglioso che le istituzioni si occupino di ricerca – è quanto esprime il prof. Di Lauro – Il nostro problema rimane quello dei fondi. Purtroppo in Italia non esiste un sistema per destinare fondi ai più meritevoli, occorrerebbe una rigorosa redistribuzione delle risorse in base al merito. E oggi andiamo in questa direzione”. Sulla questione delle risorse, il prof. Ballabio, dal ‘94 in Italia dopo sei anni trascorsi negli gli Stati Uniti e due in Inghilterra, dice: “ci sono, ma bisogna industriarsi per cercarle. Non sono tante e non è nemmeno facile ottenerle ma ci si riesce. Se a Napoli continueranno a sussistere le condizioni per fare bene e meglio, resto. Altrimenti andare all’estero non è una condanna”.








