Prove di lingua: da febbraio quasi tutti gli esami compattati in un’unica tranche

Dopo la pausa festiva, riprende a L’Orientale nel mese di gennaio la didattica a distanza che vede gli studenti in questo momento contemporaneamente impegnati nella preparazione degli esami. Programmati nella sessione straordinaria, in corso fino al marzo 2021, anch’essi continueranno a tenersi sulla piattaforma Microsoft Teams. A seguito di una lunga discussione che ha coinvolto gli Organi di Ateneo e che aveva inizialmente valutato, anche in seguito alla diminuzione dell’indice RT in Campania (per ora zona gialla), la possibilità di sostenere gli esami in presenza, restano invece confermate le modalità a distanza per tutte le prove, comprese quelle scritte. È la notizia comunicata nella mattina del 18 gennaio dal Polo Didattico di Ateneo, preso atto del nuovo decreto rettorale. “Nel mese di dicembre i docenti avevano iniziato ad anticiparci che, nel caso in cui la situazione generale avesse dato prospettive di miglioramento, l’Università avrebbe considerato di tenere in presenza i nuovi appelli degli esami, scaglionando gli studenti in gruppi dai cinque ai dieci prenotati per turno e convocandoli in orari diversi. Come, del resto, sembra che stia procedendo la Federico II. Fermo restando che a ciascuno studente sarebbe stata garantita la possibilità di sostenere lo stesso esame anche a distanza per motivazioni comprovate riguardanti salute o per cause di forza maggiore”, spiega Giulia Merolla di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Tuttavia, in conformità con le direttive ministeriali, che conferiscono al singolo Ateneo l’autonomia decisionale in fatto di organizzazione delle prove d’esame, “fino a marzo sosterremo le prove da casa. In dieci mesi dall’inizio della pandemia sembra che la categoria studentesca continui a essere la più invisibile. Anche i nostri rappresentanti hanno avanzato, attraverso il Senato e il Consiglio di Amministrazione, alcune proposte per favorire il rientro ma la prudenza impone di rimandare a giugno – speriamo non oltre – i colloqui in presenza. Dispiace, però, che la regola applicata sia la stessa per tutti, laddove – è evidente – una cattedra di Polacco non presenti certo gli stessi numeri di una lingua come Spagnolo”, parla Alfonso Romano, studente di Mediazione Linguistica e Culturale. Di questo passo, “gli studenti di lingue meno affollate risulteranno i più penalizzati”, aggiunge. Sono cambiate, invece, da un giorno all’altro le modalità di accertamento del profitto per alcune discipline che prevedono una fase scritta all’interno della valutazione, come le prove di lingua (con alcune eccezioni) o della stessa Linguistica generale. “Una nota del Rettore dello scorso 15 gennaio ha reso noto che per alcuni esami di lingua sarà possibile svolgere nel corso dello stesso appello sia la parte scritta che la parte orale. Non vi saranno più quindi esami parziali, come si è d’altronde sempre fatto nella tradizione de L’Orientale, dove il superamento dello scritto di lingua – propedeutico per l’orale – conservava validità per un anno”, afferma Emilia Ruocco di Mediazione. Cosa succederà quindi nel corso delle nuove date? “Sarà il singolo docente a informare i propri studenti sulle nuove modalità d’esame, a seconda del caso specifico. In linea generale, avranno accesso all’appello di marzo soltanto gli studenti fuoricorso e gli studenti dell’ultimo anno (sia dei Corsi di Laurea Triennale sia della Magistrale), sebbene i rappresentanti abbiano insistito invano per la richiesta di estendere l’appello extra a tutta la platea studentesca”, riprende Giulia. Quanto alle lingue: restano superati in due momenti di valutazione gli esami di Lingua Coreana, Ebraica, Mongola, Araba, Cinese, Giapponese, Hausa, Sanscrita, Swahili, secondo le modalità previste già ad aprile scorso. Per tutte le altre, tra cui le più numerose lingue europee (francese, spagnolo, tedesco e anche inglese), da febbraio gli esami saranno compattati in un’unica tranche. “Il timore più diffuso è che, disponendo di un’organizzazione degli spazi inadatta a contenere numeri anche circoscritti a un massimo di 20 persone, continueremo con l’Università a distanza per un altro anno ancora, anche perché la Campania non ha fatto nessun passo in avanti per intervenire con dei miglioramenti sulla rete dei trasporti: cosa che preoccupa sia noi che i docenti”, prosegue Alfonso. Nel frattempo, quindi, le sedi dell’Università resteranno ancora vuote. “Se questa è la misura necessaria per prevenire la diffusione di ulteriori focolai, chiediamo almeno di dare concretezza ai progetti di cui finora si è parlato senza ratifica di un reale cambiamento”, dice Maria Savarese, laureanda in Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. Tra le proposte in sospeso: la diminuzione ulteriore delle tasse, la nascita di una app per contingentare gli ingressi nelle sedi rese accessibili in funzione di aule studio, l’approvazione di un fondo economico di emergenza per colmare il digital divide con l’acquisto di nuovi dispositivi e modem internet, indirizzati a residenti in zone sprovviste di fibra ottica e studenti con connessioni insufficienti. Una richiesta quest’ultima anch’essa proveniente dalle proposte delle rappresentanze studentesche nei Consigli di dicembre e che il Rettore Roberto Tottoli ha già approvato. “Una vittoria – interviene la studentessa Lucia Vitagliano – che si somma alla riattivazione dello sportello di ascolto per gli iscritti all’Ateneo”, argomento sul quale si erano concentrate le pressioni degli studenti fin dall’inizio del primo semestre. “Eravamo molto scontenti del fatto che in sede di orientamento i docenti avessero parlato del servizio di Counselling ma che nei fatti lo stesso fosse fermo da quasi un anno. Il supporto psicologico gratuito è un diritto fondamentale e in sede di emergenza sanitaria era giusto che fosse ripristinato o addirittura ampliato con nuovi giorni e orari, anche per tendere una mano a studenti che hanno dovuto far fronte a casi di Covid nelle proprie famiglie”, conclude Lucia.

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