Risponde il direttore di Ateneapoli

Gentile Preside,
la Facoltà di Scienze Biotecnologiche è fra quelle che richiamano maggiormente l’attenzione degli studenti, per la tipologia di studi come dei potenziali sbocchi occupazionali. Perciò periodicamente ce ne occupiamo. L’articolo. Ci siamo concentrati effettivamente, per ora, solo sul Corso di Laurea di Biotecnologie della Salute. Perché è quello di gran lunga più affollato per numero di iscritti. La foto? Abbiamo pubblicato una delle diverse sedi su cui si tengono i corsi di Scienze Biotecnologiche. Forse una delle migliori. E non la tensostruttura ubicata al Policlinico di Cappella Cangiani. A dimostrazione della pluralità e frammentazione attuale delle sedi. Del resto abbiamo più volte scritto che la sede definitiva è in via di costruzione in via Pansini. Un risultato frutto anche della forte crescita di iscritti, di cui forse anche i numerosi articoli di Ateneapoli, specie nel periodo dell’orientamento, possono modestamente aver contribuito. 
Esami fino a mezzanotte, o alle 23,00. L’articolo riferiva un fatto oggettivo. Non voleva essere una denuncia, ma la constatazione di una realtà frutto dei tempi ristretti e massacranti cui la riforma universitaria obbliga studenti e docenti (meritori coloro che, pur con qualche difficoltà, vengono incontro alle esigenze degli studenti, anche il caso del prof. Scopacasa). Se gli studenti poi si rivolgono ad Ateneapoli o gli riconoscono un ruolo di filtro, tra utenza ed istituzioni accademiche, ciò non è casuale. È frutto di un lavoro costante che dura da 23 anni, della puntualità e correttezza di Ateneapoli, e della capacità del giornale di incidere nella soluzione dei problemi. Una valvola di sfogo, spesso utile anche alle Facoltà, per venire a conoscenza di istanze che altrimenti a loro non giungono. Come Lei stesso espressamente evidenzia. 
Illustre Preside, Lei è in carica da poco e perciò Le facciamo i migliori auguri, anche perché vive l’Università con grande passione. Passione e stima per gli atenei napoletani e dunque per il Federico II, che è anche la molla che muove l’attività di Ateneapoli.
Cordiali saluti
Paolo Iannotti
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