Ruolo dei ricercatori e didattica

Riorganizzazione della didattica e ruolo dei ricercatori in Facoltà: gli argomenti che hanno tenuto banco nell’ultima Commissione Didattica. “E’ necessario tenere conto delle profonde trasformazioni in atto – dice il prof. Giovanni Leone, Presidente del consesso – un rinnovamento che coinvolge tutte le università italiane. Il Preside Lucio De Giovanni, nell’ultimo Consiglio, ci ha chiesto di attribuire ai ricercatori un ruolo preciso, connotandoli nel settore scientifico-disciplinare che la nuova normativa richiede”. Un ‘utilizzo’ specifico di risorse già presenti in Facoltà. “Il problema sta nella ridistribuzione di queste risorse. Se da un lato il primo anno ha un maggior numero di studenti, dall’altro gli ultimi anni sono frequentati dai tesisti che richiedono una consistente assistenza. Bisogna capire adesso quali esigenze della didattica vadano privilegiate”. Inoltre, come fa notare il prof. Mario Tedeschi, docente di Diritto Ecclesiastico: “occorre supportare le materie professionalizzanti, mentre andrebbero diminuite quelle complementari, valorizzando gli aspetti considerati imprescindibili per la formazione”. Pensiero sostenuto anche dal prof. Massimo Miola (Diritto Commerciale): “Alcune cattedre di discipline fondamentali sono sprovviste di ricercatori. Ciò crea una situazione insostenibile, venendo a mancare l’apporto umano dato agli studenti. Dobbiamo assolutamente recuperare questo gap”. La seduta va avanti auspicando una correzione ‘radicale’ che consenta maggiori possibilità di confronto anche con il mondo delle professioni legali. “I docenti sono in netta diminuzione – continua il prof. Tedeschi – mentre il numero degli studenti resta costante. Una discrepanza che si accentua anno dopo anno e che non possiamo ignorare”. “Un vuoto – aggiunge il prof. Francesco Santoni (Diritto del lavoro) – che si avverte anche nell’orientamento, soprattutto in quello post-laurea. Questo settore ha da sempre lavorato bene, ma ad oggi soffre la scarsità di risorse”. La situazione fa acqua da tutte le parti. Tutti i settori sono sotto pressione, la mancanza di fondi influisce notevolmente sull’offerta formativa. “Ho esortato i miei colleghi e gli studenti a fare il punto della situazione e a focalizzare, in un documento, i punti sui quali occorre intervenire. Con urgenza dovremo stabilire i criteri per l’assegnazione dei posti di ricercatore, ripresentando la discussione nel prossimo Consiglio di Facoltà”, conclude il prof. Leone. 
La risposta degli studenti. “Ci stiamo pensando – dice Isabella Esposito, rappresentante degli studenti – Per ora abbiamo indetto alcune riunioni fra ragazzi, per capire dov’è maggiormente sentito il problema. Raccogliamo stimoli e proposte da chi vive quotidianamente la vita universitaria e sa dove la mela è più marcia”. In attesa di stilare un documento da presentare alla Commissione didattica, nonché al Consiglio di Facoltà, arrivano i primi suggerimenti. In primis: implementare lezioni che diano più spazio alla pratica; prevedere laboratori di scrittura giuridica; abolire il semestre per ritornare ai corsi annuali, allo scopo di rendere le lezioni più complete ed incisive e per avere a disposizione un maggior numero di appelli d’esame.
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