Procedura Penale, bocciature e voti bassi per gli studenti ex De Lalla

Qualche 18, alcuni bocciati, voti che si assestano sul medio-basso: le prime ore della seduta d’esame di Procedura Penale, prof. Guido Pierro, preannunciano una giornata difficile. A farne maggiormente le spese, gli studenti afferenti l’ex cattedra del prof. Paolo De Lalla. L’accorpamento sembra aver dato già i suoi primi responsi negativi. “Purtroppo è come immaginavamo – commenta Renata, studentessa al quinto anno – Nessuna tutela per gli studenti che provengono da una cattedra diversa. Ci avevano rassicurato che i programmi sarebbero restati invariati, almeno fino a marzo prossimo. Sembra che gli assistenti della cattedra non ne siano al corrente”. Conferma Luigi: “visto il numero di bocciati, non è assolutamente vero che non c’è stato nessun cambiamento, nessuna alterazione di programma. Le domande poste in sede d’esame non si attengono al programma del prof. De Lalla”. Il problema sembra sia derivato dalla mancata suddivisione fra gli studenti delle due cattedre, i collaboratori non sono riusciti così a fare una differenziazione fra i programmi. “Nessuno mi ha chiesto da quale libro avessi studiato – dichiara Lucia – Credevo che la ripartizione avvenisse tra assistenti preliminarmente. All’inizio mi sono semplicemente limitata a rispondere alle domande, poi ho capito che qualcosa stava andando storto. Ho fatto presente che alcuni argomenti non li conoscevo perché non erano inseriti nel programma e mi è stato detto di ripresentarmi più preparata”. “Che rabbia!”, esclama Mario che lamenta: “ho buttato mesi di studio. Se ci avessero detto che bisognava integrare il programma, l’avrei fatto. Magari l’esame lo davo a gennaio, ma mi sarei risparmiato l’umiliazione di una bocciatura”. Gli studenti si sentono presi in giro. “Il mio voto basso non deriva da una scarsa preparazione – racconta Syria – ma dallo studio di un programma diverso. L’emozione mi ha giocato un brutto scherzo e non sono riuscita a far valere le mie ragioni. Con questo disguido ne risentirà la mia media: ho avuto il mio primo 18”. Diversa risoluzione per Paolo: “ad inizio esame ho specificato che provenivo dalla cattedra di De Lalla. Speravo, in questo modo, di poter essere interrogato solo sul programma che avevo studiato. Per un po’ di tempo le cose sono andate bene”. Poi, invece, sono arrivate le domande sulla parte da integrare: “sono restato interdetto, per un attimo ho fatto scena muta. Grazie alla mia capacità di collegamento, sono riuscito a rispondere e a prendere l’esame. Ma è stata davvero fortuna”. Anche Marika è uscita indenne dalla prova: “22, non è il massimo ma, vista la strage a cui ho assistito, mi sento miracolata. Molti ragazzi, che come me frequentavano il corso del prof. De Lalla, sono stati invitati a ritornare. Diciamo che oggi ci voleva proprio una botta di fortuna per passare senza intoppi”. Intanto la petizione on-line – che chiede il reintegro, almeno per quest’anno, del prof. De Lalla – continua a macinare consensi. “Stiamo ancora raccogliendo firme – fa sapere Martina – Purtroppo, al momento, non vi è alcun esito positivo. Il docente ha perso il ricorso al TAR, spetta alla Facoltà l’ultima decisione in merito. Dalla Presidenza non abbiamo avuto notizie rassicuranti anche se continuiamo a chiedere la possibilità di un contratto pro-bono”. In questo modo si spera di limitare “episodi spiacevoli in sede d’esame o addirittura in Commissione di laurea. Ci auguriamo che gli studenti possano essere almeno seguiti dai vecchi collaboratori alla cattedra”.
Susy Lubrano
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