Sbocchi e lauti guadagni per i farmacisti in Inghilterra

“Il test di ingresso è molto penalizzante e non trova d’accordo molti di noi –Insieme ad alcuni colleghi abbiamo provato per gioco a rispondere ai quesiti e ci siamo resi conto che sarebbero stati in pochi tra noi a superare la prova”, ha confessato la prof.ssa Paola Maiolino, docente di Medicina Veterinaria, Corso di Laurea a numero chiuso. Così come le Facoltà di Farmacia e Scienze Motorie, protagoniste dell’incontro. “I ragazzi, però, non devono arrendersi (quest’anno i candidati erano 753 su appena 64 posti, n.d.r.) ma perseverare e magari evitare di perdere l’anno iscrivendosi per esempio alla Triennale in Tecnologie delle Produzioni Animali che è ad accesso libero, in modo da acquisire le giuste competenze per poter ritentare il test l’anno successivo”. Inevitabili, le domande da parte dei ragazzi intervenuti sull’argomento test d’ingresso: Quanto tempo prima ci si iscrive? Su che materie bisogna prepararsi? Come fare per esercitarsi in vista della prova? I docenti hanno precisato che è fondamentale iniziare a studiare quanto prima: “Già dalla metà di quest’anno scolastico – ha consigliato la prof.ssa Maiolino – utilizzando la piattaforma del Softel. In ogni caso, sappiate che nella nostra Facoltà non si viene per studiare come curare cani e gatti, le cliniche per piccoli animali sono già troppe; piuttosto, pensate ai grandi animali, oppure agli animali esotici come serpenti e iguane: anche loro hanno bisogno delle vostre attenzioni”. Sulla varietà di sbocchi occupazionali, anche per la professione di farmacista, il Preside Paolo Pedone della Facoltà di Scienze del Farmaco per l’Ambiente e per la Salute della SUN:  “Non è vero che solo i figli dei farmacisti possono esserlo a loro volta. E se in Italia anche questo campo sta per saturarsi, in Europa c’è ancora spazio per giovani brillanti; in Inghilterra, ad esempio, dove i guadagni sono anche abbastanza alti”. Le differenze tra il Corso di Laurea in Farmacia e quello in CTF (Chimica e Tecnologia Farmaceutiche): “Il primo offre una preparazione prettamente biologica, mentre nel secondo si dà maggiore attenzione alla Chimica e ci si concentra sulla preparazione del farmaco”, ha chiarito la prof.ssa Patrizia Ciminiello, docente di Chimica alla Facoltà di Farmacia della Federico II. Anche la Ciminiello ha ribadito la possibilità di trovare occupazione all’estero sottolineando, anche in questa prospettiva, l’utilità di trascorrere un periodo di studi fuori approfittando di programmi come l’Erasmus. Il consiglio a chi voglia iscriversi a Farmacia: “Vivere la Facoltà in tutti i suoi aspetti; da noi oltre a studiare molto ci sono anche una serie di attività ludiche, oltre che momenti di aggregazione: dal torneo di calcetto tra docenti, allievi e personale dei dipartimenti, all’elezione di Miss Farmacia”. Essere sicuri della scelta è un requisito fondamentale per la dott.ssa Laura Grauso, del Dipartimento di Chimica, “se c’è la passione per quello che si studia, si riesce bene”. Anche i docenti di Scienze Motorie (Parthenope) hanno insistito sull’importanza di scegliere con accuratezza il proprio percorso sin dall’inizio. “Chi si laurea da noi non può in alcun caso accedere alle professioni sanitarie – hanno chiarito le prof.sse Rosaria Meccariello (Biologia Applicata) e Stefania Orrù (Teoria Metodi e Didattica del Movimento Umano) – Lavorerete con soggetti sani, che possono avere delle difficoltà nei movimenti. Dunque è importante essere preparati sulle discipline biomediche, ma soprattutto imparare una corretta conduzione dell’impresa sportiva”. Alle domande in merito agli sbocchi occupazionali sul management nello sport, le docenti hanno risposto: “Il successo di una società sportiva non è casuale, ma nasconde uno studio impegnativo: ne è un chiaro esempio il Calcio Napoli, che è finalmente diventata una società affermata dopo molti anni di gestione fallimentare”.
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