Scienziati ambientali, biotecnologi, farmacisti per chi ha, se non la vocazione, almeno interesse per la matematica

Scienze Ambientali, Biotecnologie e Farmacia: i tre Corsi di Laurea (gli ultimi due interfacoltà con Scienze e Medicina) offerti dalla Facoltà di Scienze Ambientali, con sede presso il Polo Scientifico di via Vivaldi a Caserta. 
Scienze Ambientali, di durata triennale, è progettato per la formazione di figure professionali specificamente orientate ad operare nel settore dei servizi ambientali. Il Corso ha carattere spiccatamente multi e interdisciplinare e mira a fornire allo studente una significativa padronanza sia di conoscenze di base e metodi scientifici generali, che di specifiche competenze applicative. “E’ pensato per chi ha una vocazione ad operare nel campo della tutela e gestione ambientale”, sintetizza il Preside della Facoltà, prof. Paolo Pedone. La Laurea Triennale permette anche l’iscrizione all’albo junior dei Biologi. I diplomati che sono interessati ad iscriversi a questo Corso dovranno svolgere un test di valutazione, obbligatorio ma non vincolante, che si terrà il 30 settembre. Uguale prova anche per gli aspiranti studenti del Corso triennale in Scienze Biotecnologiche che richiede competenze in Matematica, Fisica, Chimica e Biologia. Il Corso è articolato in tre curricula, che garantiscono una preparazione orientata alla professionalità in altrettanti settori applicativi delle biotecnologie: medico, industriale e ambientale e vegetale-alimentare. “Questo Corso offre una buona formazione di base nelle materie scientifiche come la Biologia, la Chimica o l’Informatica, indirizzando anche verso lo studio in laboratorio della Biologia applicata”, sottolinea la prof.ssa Rosaria D’Ascoli, delegata all’orientamento.
Chi si iscrive ad uno dei due percorsi triennali deve, però, pensare ad un completamento della propria carriera nell’arco dell’intero quinquennio se vuole trovare un effettivo riscontro nel mondo del lavoro. “La quasi totalità dei laureati triennali prosegue con la Specialistica – ammette il Preside – In realtà, credo che il mondo industriale possa utilizzare le professionalità formate nei nostri trienni”. Comunque la Facoltà ha attivato due Corsi Magistrali: Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio e Biotecnologie per la Salute e l’Ambiente. Il primo Corso, con i suoi cinque curricula, si rivolge ad una platea studentesca composta non solo dai triennalisti in Scienze Ambientali, ma anche da laureati in Geologia, Chimica, Biologia, Scienze e Tecnologie Farmaceutiche indirizzo tossicologico/ambientale che vogliono completare o ampliare la loro formazione con le competenze necessarie per operare nel settore ambientale. I laureati in questa Specialistica possono iscriversi a numerosi albi professionali: Dottori agronomi e Dottori forestali, Sezione A – Settore Agronomo e Forestale; Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Sezione A – Settore Paesaggistica; Biologi, Sezione A; Geologi, Sezione A.
Passiamo al Corso di Laurea a ciclo unico, di durata quinquennale, e a numero programmato (150 posti) in Farmacia. E’ un percorso professionalizzante, quindi permette l’iscrizione all’albo professionale dei Farmacisti. “La vocazione di chi frequenta questo Corso è quella di iscriversi all’albo e di operare all’interno di una farmacia, sia intesa come esercizio pubblico che come struttura all’interno di ospedali, carceri etc. – spiega D’Ascoli – Attualmente i settori di impiego si sono allargati con la vendita di medicinali e parafarmaci anche nei supermercati”. 
Pensare in un’ottica quinquennale e non spaventarsi per la presenza di una grande quantità di materie scientifiche è il modo giusto per iniziare, dunque, la propria carriera universitaria, avverte il Preside. “Si può anche non avere la ‘vocazione’ per la Matematica, ma almeno una minima preparazione di base e un interesse per la materia sono necessari”, aggiunge la prof.ssa D’Ascoli. Un consiglio: “frequentare la Facoltà. Noi docenti siamo tutti in sede e i ragazzi sono molto seguiti in itinere con dei test, per valutare l’approccio al corso, o personalmente dai docenti”.
L’invito che arriva dal Preside è, invece, quello di non perdere il ritmo di studio acquisito alle superiori perché “molto spesso lo studente che arriva all’università si sente investito da un’idea di falsa libertà, liberato dal mondo scolarizzato. Questo è molto nocivo perché si rischia di perdere tempo e ritmi. Lo studente, quando inizia i corsi, deve pensare che dopo qualche mese, alla fine del semestre, avrà le prime interrogazioni, proprio come a scuola, e le deve sostenere tutte, per non accumulare pericolosi ritardi”.
Valentina Orellana
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