Se si è bravi dopo la laurea (e un Master) si trova lavoro

Chi si iscrive ad Economia dopo la laurea trova lavoro. Se si è bravi, basta un Master. E’ quello che pensa il prof. Renato Santagata, docente di Diritto Commerciale alla Parthenope. “Io sono un giurista alla Facoltà di Economia”, dice parlando di sé. “Mi sono laureato in Giurisprudenza alla Federico II. Poi ho fatto il dottorato. Se si vuole diventare avvocato o magistrato comunque si deve continuare a studiare, fare il praticantato. Ad Economia, invece, una volta laureati non c’è bisogno di fare concorsi post-laurea”. Il docente spiega che ad Economia le discipline sono eterogenee: “non si studiano solo le materie economiche classiche, ma anche Economia politica, Scienza delle finanze”. Uno dei più grandi problemi delle università meridionali? L’emigrazione degli studenti. Dice Santagata: “molti preferiscono Atenei come la Luiss o la Bocconi per avere un più sicuro futuro lavorativo. Ma sia la Parthenope che la Federico II hanno un corpo docente molto valido”. Inoltre, da dicembre la Parthenope avrà una nuova sede in via Monte di Dio accanto alla ‘Nunziatella’. Il bravo studente è quello che, in maniera costante e con metodicità, segue i corsi e dà gli esami. “Se fate così avrete sicuramente successo. Importante è anche vivere la vita universitaria”. Inoltre, invita le future matricole a seguire i precorsi che iniziano nella seconda decade di settembre perché “sono un ponte tra la scuola e l’università”, dice. Niente precorsi, invece, per la Federico II dove è comunque molto accurata l’accoglienza, fa notare il prof. Mario Rosario Lamberti, delegato all’orientamento, il quale illustra l’offerta formativa. “Siamo stati la prima università laica, fondata nel 1224”, ricorda il prof. Nicolino Castiello, docente di Geopolitica e Presidente del Corso di Laurea in Scienze del Turismo ad indirizzo Manageriale. Non perdere tempo, il primo consiglio del prof. Castiello: “questi sono gli anni migliori. Quelli in cui dovete decidere cosa fare. Soprattutto per le ragazze, loro devono sgomitare di più. Perdere degli anni a quest’età è negativo”. Racconta alla platea che quando era lui studente, il primo anno si perdeva solo per capire come approcciarsi allo studio, così si “cominciava a dare gli esami dal secondo anno e questo era un danno”. Scienze del Turismo è a numero chiuso (massimo 230 posti), una scelta che lo vede contrario “perché tarpa le ali a intelligenze che possono esplodere”. Il prof. Castiello ritiene che non per forza chi va male a scuola non può avere successo all’università. I ragazzi chiedono ai professori quanto è importante l’inglese. “L’inglese non lo puoi imparare all’università”, risponde il prof. Castiello. Occorre viaggiare, seguire corsi, perché così si impara la lingua. E l’informatica? “Non si può fare a meno dell’informatica. Anche se all’università sono previste prove idoneative”, spiegano entrambi i docenti. C’è chi chiede circa il proprio futuro lavorativo. “E per diventare broker?”, si informa un ragazzo. “Il broker assicurativo – spiega il prof. Santagata – può farlo anche dopo la Triennale ed un Master. Ma non so se le conviene, è un mestiere che si va assottigliando. Le imprese assicurative ormai lavorano solo on-line”. Qualcuno, spaventato, chiede “qual è la media ideale di esami da sostenere in un anno?”. “Tutti – risponde sorridendo il prof. Castiello – Ma state tranquilli: se arrivate a 4 su 6 potete dirvi già soddisfatti”.
Marilena Passaretti
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