Senso di comunità e giornalismo universitario

Lo ha praticato un paio d’anni. Scoprendo che “addentrarsi nel contesto d’Ateneo, raccontare le storie di chi lo frequenta, condividerne i problemi o per lo meno limitarsi a riportarne i punti di vista, anche se su tematiche differenti”, aiuta a costruire il senso di appartenenza ad una “comunità”. Così ha deciso di fare del giornalismo universitario l’oggetto della sua tesi di laurea. Marta Scocco, 22 anni, studentessa del Corso di Laurea in Media e Giornalismo, Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze, ha discusso il suo elaborato il 13 aprile. “E’ andata molto bene”, racconta felicissima del suo 108. Relatore il prof. Carlo Sorrentino, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, napoletano, allievo di Giovanni Bechelloni, professore, a metà anni ’80, presso il Corso di Laurea in Sociologia partenopeo. E uno spaccato della nostra città c’è anche nella tesi di Marta con le sue pagine dedicate alla storia di Ateneapoli.
La studentessa marchigiana – è originaria di Macerata -, che ha vissuto pienamente il suo soggiorno nel capoluogo toscano, tra mille lavoretti per mantenersi agli studi (“ho fatto l’hostess, la promoter, l’intervistatrice telefonica, la cavia per i parrucchieri”) e tirocini in campo giornalistico (quotidiani, radio, televisioni e una testata universitaria fiorentina), ora si guarda intorno. Le piacerebbe conseguire una Specialistica, sempre attinente al campo della comunicazione, all’estero o, magari, trovare qualche opportunità di stage con borsa. Preferibilmente nei paesi anglofoni (Inghilterra o Irlanda). “Perfezionare l’apprendimento delle lingue è necessario per chi aspira a lavorare in questo ambito”, conclude.
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