Servizio Civile al Cus, un’esperienza utile per sei ragazzi

 
Hanno avuto l’opportunità di coltivare una passione -lo sport-, applicare quanto hanno appreso nel percorso di studi e, cosa che non guasta, guadagnare una piccola somma. Per alcuni anche l’interessante prospettiva di continuare a collaborare con una struttura che non esitano a definire “la migliore della città”. Sono i sei ragazzi -Rachele Pedalino, Paolo Rotunno, Michael Marchiello, Mohamed Ali Abucar, Simona Pupo e Anna Maffei- che hanno appena terminato di prestare il servizio civile presso il Cus Napoli.
“Abbiamo potuto mettere in pratica le nostre capacità e, nello stesso tempo, imparare qualcosa dagli altri”, dice Paolo Rotunno –impegnato nel settore del fitness-, laureato in Scienze Motorie come le sue colleghe Anna Maffei e Rachele Pedalino. “All’inizio ero un po’ spaventata – racconta Anna, 26 anni – perché era la prima volta che mi trovavo in un ambiente di lavoro, però mi sono subito adattata. Ho lavorato al Punto Informazioni e quindi ho imparato a relazionarmi con il pubblico ed a partecipare all’organizzazione del centro. Ho collaborato anche in palestra”. “Per me – aggiunge Rachele, 25 anni – svolgere il servizio civile in uno dei più grandi centri sportivi del sud Italia è stato molto importante a livello professionale, anche se, devo dire, anche abbastanza impegnativo. Io sono stata un po’ il jolly, ho lavorato in amministrazione, segreteria, punto informazioni”. Per Michael, 28enne studente di Giurisprudenza alla Federico II di origini indiane, che pratica pallavolo e basket da quando aveva sette anni e già era istruttore al Cus, questa è stata la possibilità di unire l’utile al dilettevole. “Mi hanno proposto di restare – confessa Michael – ma in realtà mi mancano tre esami e vorrei concludere prima i miei studi”. Anche Mohamed Ali è da sempre appassionato di sport ma la sua disciplina è il body building. Dice:  “prima di svolgere il servizio civile al Cus avevo già lavorato in alcune palestre, ma è qui che ho potuto fare davvero esperienza. Durante quest’anno ho preso il brevetto come istruttore tramite un’associazione del Coni, però è stato al Cus che mi hanno consigliato cosa dovevo fare per seguire la mia passione. Non mi dispiacerebbe continuare a collaborare con il Centro”. 
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