Sollevamento pesi, test-gara al Cus

Spartacus, gladiatore trace a capo della rivolta degli schiavi, ha ispirato leggende, film, serie TV, nonché gare, come quella al CUS Napoli. Dal nome dello schiavo che sfidò l’impero, celebre per la sua forza, trae spunto il test stagionale di misurazione del massimale nell’area fitness. Scopo della prova è appunto calcolare la propria forza assoluta e quella relativa. Primo classificato nell’assoluta Bruno Castaldo, che ha sollevato 120 chili, nella relativa Giacinto Gatta, quoziente 1,53. Tra le donne trionfa Silvia D’Ambrosio con il suo carico di 40 chili. “Ragazzi dai 18 ai 27 anni si sono misurati in distensioni su panca piana, partendo da 50 chili, per poi salire di peso nelle successive ripetizioni. Il record storico è stato raggiunto otto anni fa con 160 chili. Chi si ferma ad un carico ha raggiunto il suo massimale assoluto. Quello relativo va calcolato a seconda del peso corporeo”, spiega il tecnico fitness Italo Gatta. “Lo spirito con cui affrontiamo questo tipo di test è tutt’altro che agonistico: il target di riferimento ci permette di fare della palestra un luogo di ritrovo, socializzazione, evasione”. Ormai veterano, si è da subito trovato benissimo al CUS: “lavoro qui da 24 anni. È una buona palestra. Requisiti essenziali per definirla tale: è al passo con i macchinari isotonici e cardio-fitness, che regolano le attività fisiche in base alle richieste del momento ed ha ampi spazi per consentire lezioni di total body, zumba o altre discipline”. La misurazione avviene nel momento di maggiore affluenza: tra le 19 e le 21.30 di lunedì 31 marzo. 
Vincitore di categoria ‘relativo’ è appunto Giacinto, al terzo anno d’Ingegneria Meccanica: “ho vinto anche l’anno scorso, sollevando 130 chili, ma ero più grosso. Ora, sotto tesi, sono meno allenato. Ho voluto iscrivermi alla gara con spirito goliardico, più che competitivo, anche se non avevo intenzione di fare figuracce. Questo tipo di test va affrontato infatti in primavera, perché con il caldo e la perdita di liquidi è impossibile sostenerlo”. Giacinto concilia facilmente sport e studio: “ritengo che lo sport sia una fondamentale valvola di sfogo dopo l’applicazione in aula o a casa”. I risultati sul fisico s’iniziano a vedere dopo un po’. “C’è bisogno di tempo: io li ho verificati dopo il primo anno di costanza e pazienza. Dipendono anche dagli obiettivi prefissati: un obeso può da subito riscontrare benefici, mentre per chi vuole mettere massa è più complesso, bisogna stare attenti all’alimentazione. La pasta sì, ma solo accompagnata da tacchino e bresaola, perché il contenuto proteico è fondamentale. Il sabato e la domenica ci si può concedere tranquillamente la lasagna, se ci si allena tre volte la settimana”.
Anche Paolo Donadori, iscritto al primo anno di Giurisprudenza della Federico II, si allena tre giorni alla settimana, per due ore e mezzo a volta, anche se non è riuscito ad ottenere il primato. Racconta: “Nella prima ripetizione ho caricato il bilanciere di 90 kg. Avevo buone possibilità per il massimale relativo, considerando che ho 19 anni, ma niente da fare. Ogni volta che non riesco a venire in palestra, mi sento in colpa, perché è come se non avessi svolto il mio dovere. Qui ci sono ottimi attrezzi ed istruttori. Quando arrivo mi sento bene fisicamente ed amo l’ambiente circostante, che ti permette di stringere amicizie con coetanei che hanno gli stessi interessi”. Ci tiene a ribadire che non è un fissato con l’alimentazione: “per quello ci sono i culturisti, che stanno sempre a dieta. A noi basta mangiare sano”.
Ha sollevato 100 chili Andrea Marinello, collega di Paolo all’ultimo anno. “La ratio del test è misurare anno per anno il miglioramento fisico. Sono qui da cinque anni, ma non vi avevo mai partecipato. Mi sono da subito trovato benissimo al CUS, grazie ad allenatori e strutture: manca solo l’Internet TV, ma quello è un lusso, non è essenziale alla preparazione fisica”.
Non partecipa al test, ma è ugualmente molto soddisfatto del suo fisico Salvatore Di Genua, al terzo anno d’Informatica: “Vengo qui da un anno e mezzo e il mio corpo è totalmente cambiato da quando faccio palestra. Il peso è passato da 93 ad 82 chili, sono più tonico e riesco ad alzare carichi maggiori. Esistono vari step da affrontare per raggiungere risultati visibili: dimagrimento e preparazione muscolare sono alla base degli obiettivi, che si raggiungono attraverso le frequenti ripetizioni degli stessi esercizi”. Pur frequentando la palestra per sole due volte la settimana, si ottengono risultati: “anche se preferisco venire qui tre volte. Devo ringraziare il mio istruttore Marco per i progressi, è bravissimo. Questo tipo di sport, inoltre, permette di gestire il tempo nel migliore dei modi, perché una volta compilata la scheda, puoi venire quando vuoi a fare gli esercizi. Non amo la misurazione del massimale su panca, perchè preferisco di gran lunga i manubri”.
A contendersi il titolo di Wonder Woman sono poche le ragazze, perché, si sa, le donne, più che la forza, preferiscono affinare l’astuzia. Ci teneva particolarmente a partecipare Annamaria Russo, che si allena da un anno allo scopo: “oggi riesco ad alzare 30 chili, l’anno scorso la metà. Sarò sui generis, ma sono una donna a cui piace tantissimo il sollevamento pesi. I risultati fisici sono evidenti: muscoli su glutei e braccia e fisico asciutto, ovviamente se eviti dolci e bibite gassate e mangi proteine e verdure”. Altra partecipante Deborah Di Fede, al secondo anno di Scienze Motorie: “la sala attrezzi è frequentata molto più da ragazzi, che da ragazze. Posso dire che su mille iscritti sono pochissime e stanno molto sulle loro, quindi è difficile fare amicizia. Personalmente mi trovo meglio con i ragazzi. Ho scelto il fitness, dopo diversi anni di atletica, perché avevo le braccia molto magre e in quattro mesi sono cambiata completamente. Di solito le donne, quando chiedono la scheda, si concentrano principalmente sulla parte inferiore, al contrario fanno i ragazzi”. Per Deborah il lavoro sul corpo dev’essere omogeneo: “non ci si può focalizzare solo su cosce e glutei. Se segui soltanto una parte della scheda, rischi di non sviluppare il fisico nel modo giusto. L’istruttore ne capisce di sicuro più di noi, quindi perché non affidarsi a lui?”.
Ha scelto di non partecipare al test Camilla Di Meglio, al primo anno d’Ingegneria Civile: “non mi alleno con la stessa costanza degli altri, riesco a venire due volte a settimana, per due ore e mezza. Vado tutti i giorni all’Università e finisco tardi. Preferisco i corsi di addominali e glutei perché sono più divertenti del lavoro individuale. In questa palestra si conoscono tantissime persone e si formano comitive, poi è vicinissima alla sede universitaria di via Claudio, quindi conveniente. Ovviamente in questo periodo è presa d’assalto perché siamo tutti in ansia per la prova costume!”.
Allegra Taglialatela
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