Studenti e laureati in giro per l’Europa

“Devo ringraziare la formazione universitaria che ho ricevuto a Napoli se sto riuscendo a portare avanti i miei progetti. Buona parte delle conoscenze ed abilità necessarie, mi sono state insegnate proprio nella Facoltà partenopea”, afferma Pietro Andricciola, laurea in Ingegneria alla Federico II, esperienza Erasmus in Olanda, ora in Belgio per uno stage, con in cantiere un dottorato di ricerca ancora nel paese dei tulipani.
“Scelsi Ingegneria Elettronica – racconta Pietro- perché probabilmente non avrei potuto fare niente altro in maniera ugualmente appassionata. Mi sentivo portato per le materie scientifiche, appassionato di tecnologia come tutti i ragazzi. Inoltre quando mi sono iscritto c’era un certo scetticismo riguardo l’ingresso nel mondo del lavoro dopo aver studiato una delle scienze pure”.
Da un piccolo centro del Molise, Pietro è riuscito ad ambientarsi subito alla vita partenopea grazie anche all’incontro con amici importanti e con docenti disponibili. “Non ho avuto grandi problemi a portare a termine i miei studi, grazie anche all’appoggio dei professori Nicola Rinaldi e Guglielmo D’ambrosio. Ho colto al volo l’opportunità di andare in Olanda per la tesi. I motivi sono stati molteplici. Sicuramente il fascino dell’avventura in terra straniera come studente Erasmus, ha dato un grosso input a superare tutti i lati negativi dello stare lontano dalla vita che ti sei creato negli ultimi anni”.
Anche se il primo periodo non è stato facile per la nostalgia e la difficoltà di adattarsi ad una realtà diversa, Pietro racconta che sono state tante le sorprese positive e gli stimoli che lo hanno spinto a continuare la sua avventura all’estero. “Nell’ambiente universitario olandese si nota una stretta collaborazione tra aziende e università. Anche quando il progetto di tesi non è espressamente una collaborazione con un’azienda, comunque è una ricerca finalizzata per ottenere uno sviluppo concreto di una tecnologia”.
Dopo il lavoro di tesi in Olanda, Pietro ha trovato l’opportunità di andare in Belgio, a Leuven, per  uno stage. “Durante la tesi ho imparato ad usare una marea di strumenti e di software che mi hanno aperto ulteriori possibilità. Infatti, mentre ero in Olanda ho avuto l’opportunità di un colloquio per uno stage, o internship come lo chiamano da queste parti. Avevo trovato questo stage sul sito web della Philips. Subito dopo essermi laureato sono partito per il Belgio ed ho iniziato questo internship con la NXP Semiconductors che è, fondamentalmente, la divisione dei semiconduttori della Philips. Faccio parte di un gruppo di ricerca sulle memorie a cambiamento di fase”.
Anche se è forte lo stimolo a tornare in Italia, l’ingegnere italiano vede ancora il suo futuro prossimo fuori dal nostro Paese. “In questi ambienti ti senti parte di qualcosa di grande e sei super motivato a mostrare che l’università italiana ti forma molto bene – conclude Pietro- Alla fine di questo periodo in Belgio, probabilmente tornerò in Olanda per iniziare un dottorato in collaborazione tra il centro di ricerca della NXP ad Eindhoven e l’università di Twente. Sfrutterò le agevolazioni e contributi messi a disposizione dalla comunità europea nell’ambito del progetto Marie Curie”.
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