Studenti in marcia, una scia di medaglie

Un oro, un bronzo e un quarto posto, il bottino della marcia napoletana sulla distanza dei 5km ai Campionati Nazionali Universitari 2005 che si sono svolti a Catania durante l’ultima settimana di maggio. Primo posto per Giampiero Palumbo, prossimo alla partenza per le Universiadi in Turchia; terza Tatiana Gabellone e podio mancato di un soffio per Annarita Fidanza, argento ai Cnu dello scorso anno. Grande soddisfazione per il tecnico cusino Gianni Munier: “mi aspettavo le medaglie, sono atleti molto interessanti. Qualche rammarico per la Fidanza, che si è dovuta arrendere per un problemino fisico”.
“Sono atleti molto giovani, 23 anni Palumbo e 18 la Gabellone – prosegue Munier – ma sono già nel giro della nazionale. Come Annarita Fidanza, la più anziana del gruppo (28 anni, ndr), che lo è stata per tanti anni e che a Catania ha disputato la sua ultima gara da universitaria. Un vero peccato per lei non essere andata a medaglie”. Una 5km su pista che non ha intimorito i marciatori cusini. “È stata una gara molto veloce, difficile da gestire per chi, come questi ragazzi, è abituato a distanze più lunghe come la 10 e 20km. In ogni caso – sottolinea il tecnico napoletano – i cinquemila metri hanno agevolato il lavoro dei giudici, impegnati nel controllare i dodici passaggi dal traguardo”.
21’28’’, il tempo di Giampiero Palumbo, che non soddisfa appieno l’atleta. “Il mio record personale sui 5km – dichiara lo studente – è più basso di due minuti. Il problema è che abbiamo corso a mezzogiorno, con una temperatura che si aggirava intorno ai 34°. Inoltre, non è stata una gara molto competitiva”. Ciononostante, Giampiero ha condotto la testa della corsa già dal secondo chilometro, “distaccando al traguardo Nicoletti del Cus Pavia di ben 300 metri, l’unico atleta che mi ha dato un po’ di filo da torcere”.
Beneventano di Apollosa, già laureato triennale nel 2002 in Scienze Motorie al Parthenope, Giampiero è al secondo anno di Tecnico di Radiologia presso la sede distaccata della Facoltà di Medicina della Federico II all’ospedale civile “Gaetano Rummo” di Benevento. Dal 1997 è un tesserato della Libertas Amatori Atletica di Benevento, “ma mi alleno seriamente solo dal 2000, da quando cioè ho conosciuto il mio tecnico Gianni Perricelli, medaglia di bronzo ad Atlanta ’96 nella marcia da 50km”. Terzo agli assoluti italiani del 2004 sui 10km su pista, quinto agli assoluti italiani di aprile sulla distanza dei 20km con un tempo di 1h25’, Palumbo preferisce le lunghe marce, 20 e anche 50km, che sono poi le distanze olimpiche. “Il gesto della marcia – spiega il ragazzo – si snatura nelle gare veloci, dove ci sono anche maggiori rischi di essere squalificati. Credo che a Catania abbiano optato per la 5km per una questione di tempo: forse bisognava lasciare libera il prima possibile la pista di atletica per le altre specialità”.
20 km al giorno di marcia. Poi i corsi all’Università. E gli esami da preparare. Difficile far conciliare studio e sport? “Ci riesco sacrificando altre cose, riducendo, per esempio, le uscite con gli amici, studiando nei giorni di festa, ecc. Ma lo faccio con piacere, perché la marcia è una passione”, ammette Giampiero. “Lo sport in generale è una palestra di vita – aggiunge – e ancora di più lo è lo sport individuale, perché t’insegna a conoscere i propri limiti. T’insegna che gli obiettivi si raggiungono col sudore, con l’allenamento, col sacrifico e col rispetto delle regole. Per questo motivo a scuola, secondo me, dovrebbero aumentare le ore di lezione dedicate all’attività fisica”. 
I Campionati Mondiali Universitari in Turchia, il prossimo obiettivo agonistico del marciatore: “mi sto avvicinando al giro della nazionale, la gratificazione più importante per un atleta. La scuola di marcia italiana, poi, è di ottimo livello, se solo pensiamo all’oro conquistato alle scorse Olimpiadi nella 20km”. Nel breve periodo tocca concentrarsi sugli esami universitari. “Fra qualche giorno sosterrò Diagnostica 6, 7 e 8. Sarà dura, ma mi sento preparato”, dice il ragazzo. Una Professione sanitaria che funziona bene quella di Tecnico di Radiologia: “patiamo solo la distanza dalla sede centrale e gli orari di lezione un po’ saltellanti, dato che i nostri docenti sono tutti medici interni dell’ospedale. In compenso, possiamo esercitarci su apparecchiature nuove di zecca”.
Paola Mantovano 
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