Successo per l’iniziativa del Corso di Laurea in Linguaggi Multimediali

Un evento un po’ fuori dagli schemi quello che si è svolto il 14 e 15 aprile presso Palazzo Casamassima, due giorni in cui importanti personalità del mondo della comunicazione di massa si sono succeduti in cattedra per affrontare il tema ‘Le lacrime dello spettatore: la costruzione del pubblico nei mezzi di comunicazione di massa”. Non una conferenza, piuttosto un incontro seminariale, come evidenzia uno degli organizzatori, il prof. Lorenzo Mango, docente di Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo e responsabile del Corso di Laurea triennale in Linguaggi Multimediali e Informatica Umanistica, corso di cui l’iniziativa è diretta espressione. “Si è trattato di due giornate di studio -spiega il professore- i relatori non hanno parlato contemporaneamente ma ciascuno di loro ha avuto un suo spazio. Ogni intervento è stato una sorta di seminario, anche se svolto in maniera per nulla formale”. L’idea di invitare esponenti del mondo dei mass media per un incontro con gli studenti è venuta a un gruppo di lavoro che ha impiegato diversi mesi per programmare l’evento. “E’ stata un’idea corale – dice il prof. Mango- L’articolazione dell’iniziativa non è riconducibile ad alcuna disciplina in particolare perché è una proiezione del progetto che dovrebbe esserci dietro il corso di laurea. Durante gli interventi sono stati affrontati argomenti che difficilmente si studiano nell’ambito delle discipline convenzionali. I ragazzi sono stati messi a contatto con la spiegazione dei meccanismi di funzionamento dei mezzi di comunicazione, normalmente nei nostri moduli non abbiamo spazio per la trattazione di queste specificità”. Numerosi gli studenti presenti, a tal punto che i relatori sono rimasti stupiti. Meravigliati per l’aula affollata ma anche per la grande attenzione con cui hanno seguito le spiegazioni. Gli studenti hanno molto apprezzato il modo in cui Alberto Baader e Rosanna Lamonica hanno parlato di sceneggiatura, produzione filmica e fiction televisiva, rivelando sorprendenti meccanismi di elaborazione dei prodotti, come ad esempio la struttura verticistica che si occupa della scrittura delle sceneggiature. Hanno mostrato curiosità per le relazioni di Sandro Ruotolo, noto giornalista televisivo, e di Giustino Fabrizio, direttore della edizione napoletana de La Repubbblica, i quali si sono soffermati sul modo in cui attraverso i fatti si costruisce l’informazione. Sono stati molto attratti dalla spiegazione a volte anche tecnica che il consulente editoriale Lucio Lamarque ha fornito su come si realizza un prodotto editoriale. E ancora, grande interesse per le testimonianze di Francesco Pinto, direttore della sede Rai di Napoli, Roberta Carlotto, per molti anni direttrice di Radio 3, Ninni Cutaia, direttore artistico del Teatro Stabile di Napoli. “Tutti gli ospiti hanno dimostrato una grande disponibilità e una grande capacità di comunicare con gli studenti – dice Mango- sono rimasti molto soddisfatti dell’esperienza e ci hanno già detto che sarebbero lieti di ritornare”. Quanto ai ragazzi, hanno partecipato attivamente ponendo domande incentrate non solo nel merito degli interventi ma anche sulle possibilità di lavoro nei settori della comunicazione mediale. Con l’iniziativa del 14 e 15 aprile si è voluto dare risposta ad un’esigenza di carattere sia sostanziale che formale, dato che la partecipazione agli incontri ha consentito agli studenti di conseguire i 6 crediti previsti per le attività ulteriori. “Si tratta di crediti che potrebbero essere recuperati anche attraverso la frequenza di stage o tirocini, ma ci sono difficoltà oggettive legate alla non corrispondenza tra il numero degli studenti e quello degli stage disponibili, che rendono necessarie soluzioni diverse. Noi l’anno scorso abbiamo individuato questa soluzione. Allora organizzammo un seminario sulla comunicazione visiva e quella verbale, tenuto dai docenti stessi del Corso di Laurea. Stavolta abbiamo voluto mettere i ragazzi a contatto con una struttura comunicativa dall’interno e non dall’esterno, cioè dal punto di vista di chi la fa e non di chi la studia”. Gli studenti dovranno produrre una relazione bene articolata su ciò che hanno appreso nella due giorni, un ‘reportage critico’ che sarà valutato dai docenti. Le premesse sono buone per continuare lungo questa strada e ripetere l’esperienza il prossimo anno. “E’ una cosa possibile e decisamente auspicabile”, dice il prof. Mango.
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