Taglio divulgativo per i seminari scientifici

“E’ una lodevole iniziativa per cercare di spiegare, in una maniera non troppo tecnica e specifica, la parte oscura del nostro lavoro, quella  che non emerge mai”, Alberto Di Donato, Preside della Facoltà di Scienze esprime, con queste parole, tutta la sua approvazione per i seminari “Chi Ri-cerca trova” organizzati dai ricercatori della facoltà e rivolti agli studenti, in particolar modo a quelli del primo anno, che si sono svolti il 19 e il 21 gennaio rispettivamente, presso le sedi di Via Mezzocannone e di Monte Sant’Angelo. Un modo per interessare i giovani alla ricerca e per combattere la tendenza, sempre più diffusa, alla settorializzazione. “L’estrema specializzazione- dice ancora Di Donato- rende difficile la comprensione anche tra scienziati, perché, come le discipline, anche i linguaggi diventano specialistici”.
“Quella per le scienze è una passione che presenta una notevole ampiezza di interessi e la scelta del campo di studi spesso è casuale. Quello che speriamo di fare oggi, è dare agli studenti la possibilità di capire di cosa ci occupiamo”, dice Sebastiano Perriello, promotore e organizzatore dell’evento. “Il principale obiettivo degli studi sugli ecosistemi, consiste nell’approfondire il concetto di bio-diversità, ovvero la varietà di organismi che compone l’ambiente stesso. Questa varietà permette una maggiore produzione di risorse primarie e una maggiore resistenza alle perturbazioni dell’ambiente”, dice l’ecologo Angelo Fierro il quale, nel suo intervento, non dimentica di sottolineare quanto le risorse naturali siano preziose per la sopravvivenza umana, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e, in antitesi alla specificità della conoscenza, quanto la diversità culturale e lo scambio tra discipline sia importante. “La natura ha approfittato di caratteristiche chimiche simili per applicazioni diverse”, afferma il chimico Alessandro Pezzella. Gli studi sulle trasformazioni molecolari che avvengono all’interno delle cellule, permettono di comprendere processi biologici, come la trasmissione delle informazioni nello spazio intersinaptico tra le cellule cerebrali, o fattori come la diversa pigmentazione. Il vulcanologo Claudio Scarpati ha invece parlato del ‘laboratorio Pompei’, nel quale è possibile fare ricerche ed esperimenti altrimenti difficili da riprodurre in laboratorio. “Possiamo studiare gli effetti delle diverse fasi di un’eruzione e comprendere quali sono quelle maggiormente distruttive per gli edifici e più letali per le persone”, grazie anche al progresso tecnologico che permette, con i satelliti, di osservare le eruzioni senza correre pericoli e di acquisire dati recenti da confrontare con quelli emersi dalle ricerche sul passato. Il vulcanologo ha poi arricchito il suo intervento con la proiezione di un filmato che ha mostrato proprio la ricostruzione dell’esplosione del Vesuvio del 79 d.C. “Noi cerchiamo di comprendere la struttura dell’universo per ‘disporre’ correttamente le galassie e ricostruirne l’evoluzione”, dice l’astrofisico Maurizio Paolillo, che ha illustrato al pubblico gli stratagemmi che gli studiosi del cosmo utilizzano, per trarre informazioni da un ambiente che non si può esplorare fisicamente. Si sfrutta la vasta famiglia di onde attraverso le quali le diverse energie emesse dai corpi celesti si propagano, per trarre ‘i colori’ che identificano, temperature, età e distanze di stelle, nebulose e galassie. La presentazione è stata supportata da una vasta carrellata di suggestive immagini dello spazio riprese dal telescopio Habble e attraverso strumenti a raggi X e ultravioletti. In chiusura, il matematico Giovanni Cutolo, ha spiegato la logica matematica che si nasconde dietro le procedure di salvaguardia dei  sistemi informatici. “Immaginate di avere un cofanetto e di volerlo aprire per vedere che cosa c’è dentro,  bisogna avere la chiave giusta”, dice. Le chiavi sono di due tipi, pubbliche e private; da scambiare con un reciproco accordo in un caso, o da indirizzare, esclusivamente, al destinatario, con un complesso sistema di calcolo che permetta di risalire alla funzione inversa oppure no. Nel corso del seminario, più volte i ricercatori hanno sottolineato l’importanza della corretta informazione in campo scientifico e parlato agli studenti della protesta che intendono continuare nei confronti del Decreto Moratti.
Simona Pasquale
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