Tasse, il nuovo sistema

Nuovo sistema di tassazione per gli studenti della Parthenope. La diversa tabella di contribuzione è stata discussa nel Senato Accademico del 17 dicembre ed approvata dal Consiglio di Amministrazione del 22 dicembre.
La modifica del sistema di tassazione rientra, infatti, tra le proposte contenute nella relazione stilata dal Direttore Amministrativo, dal Direttore della Ragioneria e dal Dirigente della Terza Ripartizione, e volta a risolvere i problemi economici dettati dai tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario.
Con il nuovo sistema sono aumentate da 5 a 12 le fasce di contribuzione. La vecchia struttura è stata rimodulata sulla base di tre macro-aree di reddito: le prime due sono, a loro volta, suddivise in ulteriori tre fasce, mentre l’ultima area, cioè quella per i redditi più alti, è stata aperta in sei fasce, in modo da evitare scalini troppo alti tra una fascia e l’altra.
“In base al nuovo sistema – commenta Peppe Sbrescia, rappresentante degli studenti in Senato Accademico – si dovrebbe avere una ridistribuzione delle risorse. Per gli studenti rientranti nella prima macro-area, sono circa 6.000, non ci saranno aumenti, anzi per alcuni si verificheranno delle riduzioni. Per la macro-area centrale resterà tutto pressoché invariato, mentre ci sarà un maggiore contributo da parte delle famiglie con redditi più alti. L’aver suddiviso l’ultima macro-area in sei fasce, sistema da noi fortemente voluto, ha reso possibile non solo un più graduale passaggio da una fascia di reddito ad un’altra, ma ha anche un tipo di tariffazione che si è fatta ancora più proporzionale al reddito”.
Gli fa eco Angelo D’Alia, presidente del Consiglio degli Studenti, che commenta: “Ci sembra un sistema più giusto perché, mentre le fasce di reddito più basse non risentiranno delle novità se non in maniera positiva, un maggiore contributo arriverà dai redditi più alti e quindi con maggiori possibilità”.
Fuoricorso. “Rappresentano un costo per l’Università. Gli Atenei con troppi fuoricorso sono penalizzati. L’idea era di aumentare le tasse per questa categoria di studenti”, dice D’Alia. L’ipotesi iniziale vedeva una tolleranza per il primo anno fuoricorso con un importo, invariato rispetto al vecchio sistema, di 432 euro; per gli iscritti al secondo anno fuoricorso ci sarebbe stato il passaggio in una macro-area più alta con un importo fisso di 600 euro; al terzo anno lo studente sarebbe stato chiamato a pagare 856 euro di tasse rientrando nella fascia più alta. La proposta approvata, invece, prevede il pagamento di 100 euro in più rispetto alla propria fascia di riferimento per gli iscritti dal secondo anno fuoricorso in poi.
Ancora in sospeso, invece, la richiesta avanzata dai rappresentanti degli studenti di offrire anche agli studenti lavoratori della Facoltà di Economia la possibilità di stipulare dei contratti di studio con l’Ateneo, come già previsto per tutte le altre Facoltà della Parthenope: in questo modo gli studenti a contratto spalmano la durata legale dei loro studi sui sei anni, anziché tre, e non sono costretti a pagare di più in quanto fuori corso: “E’ un’opportunità che viene concessa a chi lavora e speriamo che possa essere, finalmente, estesa anche ai ragazzi di Economia, dove l’unico impedimento per questa agevolazione sembra essere solo l’alto numero di iscritti. Siamo in attesa che se ne discuta nel prossimo Consiglio di Facoltà”.
(Va.Or.)
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