Telemedicina per piccoli pazienti

“Avevamo pazienti prenotati da mesi che aspettavano una visita e, di punto in bianco, siamo stati costretti a cancellarla a causa del blocco delle prestazioni determinato dall’emergenza coronavirus. Era marzo e ci è sembrato che dovessimo in qualche modo fare qualcosa. Da lì è nata l’iniziativa di Telemedicina Pediatrica che stiamo portando avanti”. Il prof. Roberto Berni Canani, docente al Dipartimento di Scienze mediche traslazionali della Federico II, tra i massimi esperti italiani di allergologia pediatrica, spiega come e perché è nato il progetto delle ‘visite a distanza’ promosso dall’Ambulatorio di Pediatria Generale e Specialistica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, che dirige. Sta riscuotendo molto successo: oltre duemila pazienti si sono collegati ed hanno ricevuto assistenza negli ultimi otto mesi. “Ci sono situazioni emergenziali che possono essere uno stimolo a migliorare la qualità dei servizi di assistenza sanitaria e ad accelerare la realizzazione di progetti di modernizzazione ed innovazione”, sottolinea il docente. La necessità, in sostanza, che diventa virtù. “Ad un mese esatto dai primi DPCM che sancivano il lockdown di marzo e statuivano una enorme riduzione delle prestazioni sanitarie assistenziali ordinarie – racconta – l’ambulatorio di Pediatria del Policlinico federiciano era già pronto per seguire quotidianamente i suoi piccoli pazienti con ‘visite’, consulenze, test e check-up somministrati in telemedicina”. Una metodologia, quest’ultima, già sperimentata in vari settori: neuropsichiatria, endocrinologia, gastroenterologia, allergologia e immunonutrizione. “Anche noi – spiega la dottoressa Rita Nocerino, coordinatrice delle attività infermieristiche dell’ambulatorio – all’inizio abbiamo subìto il colpo psicologico del distanziamento dai pazienti. Nelle prime settimane, vedere il reparto vuoto e sapere che molti bambini erano costretti in casa, magari con problemi di salute, ci stringeva il cuore. E questo ci ha spinto ancor più a realizzare il nostro progetto di Telemedicina Pediatrica”. Funziona così: il paziente invia mail ed impegnativa e con tempi di attesa relativamente brevi si eroga la prestazione a distanza. Un medico ascolta, osserva il bimbo oltre il video del computer, pone domande, chiede al genitore, se necessario, di mostrare in dettaglio alcuni punti della cute del piccolo paziente. Il progetto offre anche la possibilità di effettuare test diagnostici. L’ambulatorio invia a casa del paziente il kit completo degli strumenti da utilizzare, il genitore è guidato nelle operazioni da svolgere – per esempio il prelievo di una goccia di sangue dal dito del bimbo – e si ottengono i risultati in tempo reale. L’ImmunoCapRapid Test, ad esempio,consente di scoprire in pochi minuti le principali allergie alimentari e ambientali (dal latte alla polvere, dalle uova ai derivati epidermici degli animali domestici). Si tratta di un piccolo apparecchio computerizzato che viene spedito gratuitamente a casa dei pazienti che hanno prenotato la visita allergologica. Teleguidato dai medici, il genitore, attraverso l’utilizzo di una goccia di sangue capillare ottenuta da una semplice puntura del dito, attiva il funzionamento del test che colora lo schermo in corrispondenza delle allergie esaminate. Per i bambini affetti da dermatite atopica c’è invece la possibilità di eseguire a distanza lo Scorad (Scoring Atopic Dermatitis), un test per monitorare al meglio l’andamento di una delle condizioni croniche più frequenti in età pediatrica. E per i bambini affetti da allergie alimentari, è stato attivato anche un monitoraggio a distanza della dieta e della crescita attraverso programmi specifici di telemedicina.
Tra le soddisfazioni più belle riscontrate in questi mesi dalla squadra multidisciplinare del reparto ci sono le molte e-mail ricevute anche da genitori di bambini residenti fuori dalla Campania che sono venuti a conoscenza del servizio attraverso il web. “La grande opportunità aggiuntiva della telemedicina – evidenzia la pediatra Linda Cosenza – è proprio la possibilità di abbattere le distanze raggiungendo chi ha bisogno di assistenza sanitaria ovunque si trovi”. E così, tra i primi duemila pazienti ‘virtuali’ dell’ambulatorio c’è stato anche un 2% di bambini di altre regioni italiane, dalla Calabria al Friuli Venezia Giulia, a testimonianza che, in presenza di servizi sanitari di eccellenza, la ‘migrazione’ non è unidirezionale dal Sud al Nord. La completa digitalizzazione dei sistemi di prenotazione ha consentito di prenotare le visite con un’attesa massima di 7 giorni. “La nostra idea – sottolinea il prof. Berni Canani – è di rendere stabile questo servizio che è nato per rispondere all’emergenza. Non vogliamo, naturalmente, sostituire la telemedicina alle visite tradizionali con il paziente in presenza, ma siamo certi, sulla base dell’esperienza di questi mesi, che possa rappresentare un valore aggiunto, una opportunità da non trascurare. Può essere un perfetto collante con pediatri di famiglia e centri di secondo e terzo livello, anche in considerazione del fatto che le nuove generazioni di mamme e papà sono ormai bene attrezzate dal punto di vista delle competenze informatiche”. Quella delle allergie è sempre più una emergenza pediatrica, forse anche a causa di fattori ambientali e della diffusione del ‘cibo spazzatura’. Negli ultimi dieci anni, sottolinea il prof. Berni Canani, “c’è stato un aumento del 400 per cento di accesso in pronto soccorso per anafilassi alimentare. È ricoverato un bimbo ogni dodici ore”.
Fabrizio Geremicca

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