Tempi della didattica: varie le proposte

La Commissione Paritetica, formata da docenti e studenti per decidere degli appelli e delle sedute di laurea straordinarie, si è riunita il 13 febbraio. L’obiettivo è riscandire i tempi della didattica. “Un clima serenissimo ha accompagnato la riunione tra studenti e colleghi. Le problematiche affrontate troveranno risoluzione nel prossimo calendario accademico e ne discuteremo nel Consiglio di Facoltà del 28 febbraio”, così la prof.ssa Marisa Squillante, Coordinatrice della Commissione e Presidente del Corso di Laurea in Lettere Classiche, commenta l’esito dell’incontro. Gli studenti chiedono un maggior numero di appelli e sedute di laurea. Al momento, quelli del primo e del secondo anno del Nuovissimo Ordinamento si battono per ottenere le sessioni di esame di aprile e novembre, già concesse ai colleghi del terzo anno e dei fuori corso, nonché stabilite per il Nuovo Ordinamento. “Abbiamo dato questa possibilità agli studenti che si suppone non debbano più seguire, per cui non si crea lo svuotamento delle aule, dannoso per loro e per noi docenti”, aggiunge la prof.ssa Adriana Mauriello, Presidente del Corso di Laurea in Lettere Moderne. Le proposte in esame sono diverse. La prima: “dividere in due i moduli da 60 ore, inserendovi 15 giorni di esami, ma ciò creerebbe un problema di concentrazione per gli studenti e metterebbe in difficoltà anche i docenti, costretti ad interrompere un discorso già iniziato”. Altra ipotesi: introdurre una sessione di esami al mese ed eliminare gli appelli dei primi quindici giorni di settembre, in cui spesso, complice l’estate, i ragazzi non sono preparati a sufficienza. “Si discute su questa possibilità. L’importante è che gli studenti capiscano che per loro è deleterio dare gli esami senza aver seguito un intero corso. E’ statisticamente provato che chi si presenta all’esame senza aver seguito, non riesce a rispondere correttamente alle domande del docente, perché non si sofferma su questioni ampiamente trattate nei corsi”, conclude la prof.ssa Mauriello. I problemi quindi non si risolvono trasformando la Facoltà in un esamificio. “Il 3 più 2 ha portato un’alta “mortalità” studentesca, da che doveva servire a ridurla. Bisogna fare un discorso di qualità, non di quantità di esami”, afferma convinta la prof.ssa Squillante. Secondo la docente, maggior rilievo ha il problema di riqualificazione dell’Ateneo. “Con la trasformazione in atto, le Facoltà scompariranno a favore dei Dipartimenti, e quelle umanistiche avranno uno spazio ristretto, per cui studenti e docenti dovrebbero unire le forze per vedere cosa si può fare a riguardo”. Inoltre ci si avvia verso una qualificazione degli Atenei di Classe A e di Classe B. “La quantità eccessiva di studenti che hanno un voto di laurea alto, purtroppo, dequalifica l’Ateneo, in particolare ciò accade nelle Università del Sud”. Ma il problema più grande, che attanaglia tutti gli studenti delle Facoltà umanistiche, in particolare di Lettere, è l’assorbimento nel mercato del lavoro. “Sono sempre molto attenta a questo aspetto. Capire quali sono gli sbocchi lavorativi per i nostri laureati ha la priorità assoluta per me. Lettere Classiche, così come Lettere Moderne, oltre al tanto sospirato TFA per l’insegnamento, concedono sbocchi nelle risorse umane”. Fa un esempio: “i selezionatori specializzati nelle aziende appartengono quasi tutti alle Facoltà umanistiche. Quindi bisognerebbe contattare le aziende campane per consentire ai nostri ragazzi di formarsi tramite stage nella regione di appartenenza e avere la possibilità di inserirsi anche nella realtà lavorativa aziendale”. La docente si muove in questa direzione. Ricorda, inoltre, che a breve sarà attivo il sito del Corso di Laurea di Lettere Classiche, mentre a quello del Corso di Laurea in Lettere Moderne (www.letteremoderne.it), già attivo, annuncia la prof.ssa Mauriello, a breve sarà aggiunto un link relativo alla Guida dello studente e al calendario d’esami.
Allegra Taglialatela
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