Tempo di esami

Tempo di esami alla Facoltà di Lettere. Fervore di studenti a Porta di Massa: c’è chi studia nei dipartimenti, nelle aule studio, chi attende fuori agli studi dei professori per chiedere le ultime informazioni sui programmi. La paura e l’ambizione di tutti è la stessa: sostenere l’esame. La routine non cambia: l’ansia nel preparare l’esame, l’agitazione prima di sostenerlo e il senso di sollievo quando tutto è finito (qualunque sia il risultato). Agitati erano, infatti, gli studenti che il 21 gennaio hanno sostenuto l’esame di Linguistica generale della prof.ssa Chiara De Caprio. Un esame del primo anno per gli studenti di Lettere Classiche. “L’ho preparato in dieci giorni, troppo poco tempo. Mi sembra di non sapere nulla”, dice Serena. Mentre Tina si lamenta: “sono troppi libri e non c’è il tempo di studiarli tutti”. Invece piange Anna, che ha appena terminato il calvario: “è andato bene, ma mi sento ancora scossa. È il mio primo esame”. Nel frattempo, gli altri studenti che aspettano il loro turno fuori dall’aula ripetono, s’interrogano tra di loro, cercano di capire le domande della docente. Si incoraggiano a vicenda con una premura e un altruismo che prima dell’esame nasce spontaneo. Più tranquilli sono invece i ragazzi di Filosofia, che aspettano di sostenere l’esame con i professori Domenico Iervolino (Filosofia del linguaggio I modulo, Ermeneutica filosofica, Filosofia teoretica) e Rocco Pititto (Filosofia del linguaggio II modulo). Sono in tutto una ventina che attendono in aula e sono quasi tutti per l’esame di Filosofia del linguaggio. “Non è un esame difficile, anzi è interessante – afferma Corrado, studente di Filosofia del terzo anno – Si studiano due libri: il primo designa meglio la Filosofia del linguaggio e tratta anche le differenze tra le varie lingue. Il secondo mi è piaciuto meno. In ogni caso, non è possibile esaurire lo studio di una materia come questa in un solo esame, per quanto sia eccellente il libro”. “Anche per me è stato affascinante studiare questo esame”, dice Giuseppe, anche lui studente in Filosofia che ha scelto, dopo il liceo artistico, la filosofia “perché in philosophia vera libertas”. E chi dice di non avere l’ansia dell’esame “mente sapendo di mentire a se stesso – sostiene Marilina, studentessa ventiduenne di Psicologia – io sono sempre nervosa prima di un esame. Ora sto studiando per un esame che avrei dovuto sostenere il primo anno, Fondamenti di Psicologia sociale, con il quale ho avuto un brutto approccio in passato. È troppo un esame da manuale: troppi nomi, troppe teorie, troppi autori”. E questa è un’altra caratteristica comune degli universitari: il cosiddetto “esame mostro”. Quell’esame che proprio non riesci a studiare. Il cui ricordo rimane anche dopo la laurea. “Il mio è stato Storia greca – confessa Salvatore, laureato in Lettere classiche – comunque il problema più grande è stato sostenere troppi esami e non avere il tempo reale per studiarli”. “L’esame che proprio non riesco a studiare è Archivistica – afferma Salvatore Mauriello, studente di Storia alla Specialistica – non mi piacciono gli esami troppo mnemonici. Ma in ogni caso non mi posso lamentare. Anche se studio saltuariamente è abbastanza per l’esame”. 
Ogni studente ha il suo metodo di studio: c’è chi fa schemi per ripetere, chi sottolinea con evidenziatori di colore diverso, chi semplicemente legge e ripete. Soprattutto tutti sono consapevoli che non ci sono esami che non si possano superare. “Ci sono indubbiamente esami difficili – l’opinione di  Carlotta, studentessa in Lettere classiche – ma i professori sono disponibili. Se non abbiamo capito una cosa ce la rispiegano quante volte vogliamo”. 
Marilena Passaretti
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