Tesi di laurea in mostra

Una mostra itinerante di tesi di laurea sulla progettazione di strutture per il riscatto civile dei beni confiscati alla camorra. Inaugurata il 29 gennaio alle 19.30, presso il Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi di S. Maria Capua Vetere, resterà allestita fino al 6 febbraio. “Nell’ambito del Laboratorio di Sintesi Finale di due anni fa si è pensato di incentrare il lavoro di tesi su progetti che valorizzassero alcune delle aree confiscate alla camorra, attraverso strutture pubbliche a servizio della cittadinanza. Musei, scuole, centri sportivi: sono tutti progetti che, se adeguatamente rivisti e perfezionati, potrebbero anche tradursi in concreto. In ogni caso, l’intento principale non è questo, ma abbiamo tentato di fare un discorso che fosse ben inserito all’interno delle questioni legate ad un particolare territorio, qual è quello della provincia di Caserta”, spiega il prof. Massimiliano Rendina, docente di Composizione Architettonica presso la Facoltà di Architettura e curatore dell’esposizione.
La mostra “Simulazioni Urbane” è stata realizzata in collaborazione con Libera Caserta, l’Associazione contro le mafie, e vedrà come tappe successive alcuni comuni del territorio particolarmente colpiti dalle attività della camorra. Sono complessivamente nove le tesi arrivate all’approdo finale, ossia alla laurea in Architettura. Una di queste ha anche vinto il premio ‘Concorso migliori tesi di Laurea’, bandito dalla Camera di Commercio di Caserta. Si tratta del progetto di un’Accademia di Arte e Spettacolo, a cura della neo dottoressa Daniela Argenziano, che è situato idealmente nei pressi del Palazzo Arcivescovile di Capua. “Insieme alla Chiesa di Sant’Eligio e al Duomo, si tratta di tre monumenti che rappresentano i nodi con i quali il progetto dialoga – ha spiegato – in un’ottica di contatto diretto tra il progetto e il contesto. La stessa composizione architettonica tiene conto della storia e delle tradizioni locali. Per questo motivo, abbiamo una struttura trasparente realizzata in facciata con un paramento murario in pietra. La muratura tiene conto della tradizione, mentre la trasparenza è utilizzata in modo che il progetto non sovrasti il contesto, ma ne diventi parte integrante. Così si evita che la storia rimanga sotterrata da una modernità sempre più preponderante”. Argenziano si è detta molto soddisfatta del riconoscimento conferitole, anche se il percorso non è stato semplicissimo. “Essendo legato ad un aspetto storico, il progetto è stato corredato da un modello grafico abbastanza complesso – ha detto – Uno schema dei criteri morfologici che ho ritenuto utili da utilizzare, per valorizzare le potenzialità del luogo”. Donato Mirra, Giuseppina Verrone, Giuseppina Marmorella, Giusy Stellato, Annalisa Petrone, Veronica Auletta, Carolina Rinaldi, Anna Ferrara: i nomi degli altri neo-laureati che hanno curato i progetti in mostra.
(A.M.P.)   
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