Tira e molla per le elezioni studentesche alla Federico II

Tira e molla per le elezioni delle rappresentanze studentesche alla Federico II. Indette dal Rettore per il 2 e 3 dicembre, dopo vicende altalenanti, sono slittate al 16 e 17 dello stesso mese. Fin dal primo momento non sono mancate richieste di rinvio da parte di gruppi di diversi schieramenti, dall’Udu (che per protesta non ha presentato liste di candidati) alla Destra di Azione Giovani, passando per la Rete Universitaria della Sinistra. Convinta della necessità del voto è sempre stata, invece, Confederazione. La decisione del Rettore di procedere allo svolgimento della consultazione, nonostante le richieste di rinvio, è stata però messa a dura prova dall’occupazione della Facoltà di Sociologia, avvenuta il 27 novembre ad opera degli studenti dell’Assemblea Permanente. La mancata risposta alle richieste di rinviare il voto è stata “la goccia che ha fatto traboccare l’Onda” – spiegano gli studenti dell’Assemblea. “Riteniamo che la criticità dell’attuale momento politico renda ragionevole sospendere il voto. In primo luogo perché è inutile e controproducente imbottigliare l’energica partecipazione politica degli ultimi due mesi nei soliti quattro inutili canali della rappresentanza studentesca e, al tempo stesso,  perché riteniamo necessario ripensare in maniera radicale il concetto e il funzionamento della rappresentanza”. Vista, quindi, l’occupazione di quella che era una delle sedi elettorali (seggio n. 30) il Rettore nella stessa giornata ha firmato un decreto con cui veniva sospesa la tornata elettorale. Questa decisione ha provocato, però, la reazione dei gruppi e delle associazioni che, decise a partecipare al voto, avevano presentato le loro liste secondo i termini previsti dal regolamento elettorale. Sempre giovedì, rappresentanti e candidati hanno occupato il Rettorato, in netto contrasto con la sospensione del voto. “Il Rettore Trombetti con la decisione di annullare le elezioni universitarie previste per il 2 e 3 dicembre dimostra per l’ennesima volta la sua irresponsabilità e la sua incapacità di gestire l’Ateneo federiciano – afferma il Presidente della Federazione di Napoli di Azione Giovani, Alessandro Sansoni. “Più volte prima della chiusura delle liste avevamo chiesto a Trombetti di rimandare le elezioni, ma il Rettore aveva fatto orecchie da mercante. Un mese dopo, a pochi giorni dalle votazioni, ha deciso di annullarle dopo che gli studenti candidati hanno perso tempo e speso energie e soldi per la campagna elettorale”, aggiunge Sansoni che chiede, in ultimo, le dimissioni di Trombetti. Ma è proprio all’occupazione del Rettorato del 27 che fa seguito, venerdì 28, un secondo decreto con il quale “considerata la necessità di individuare seggi elettorali diversi da quelli già fissati, onde consentire il regolare svolgimento delle elezioni”, il Rettore decreta di fissare “per i giorni 16 e 17 dicembre le operazioni elettorali”.  
La decisione ha provocato nuove polemiche. “Il Rettore ha fissato nuovamente la data delle elezioni delle rappresentanze studentesche, elezioni che verranno legittimate ancora una volta senza quorum. – dichiarano dal Coordinamento delle Assemblee Federico II – Il comunicato del Rettore, che riteniamo alquanto strumentale e scorretto, non menziona le numerose pressioni e le migliaia di firme raccolte nelle Facoltà della Federico II, e trasmesse in giornata al Rettorato, in merito al ritiro delle elezioni”. Condanna anche dall’Udu che ritiene la delibera “una scelta scellerata”, “il movimento studentesco aveva ottenuto la sospensione delle elezioni portando all’attenzione del Rettore la necessità di aprire una discussione paritaria tra i vari soggetti che vivono l’Università sulla riforma degli organi di governo. Riteniamo inaccettabile questo passo indietro dovuto alle minacce di dimissioni fatte al Rettore dalle associazioni di destra. Giudichiamo ridicolo l’atteggiamento dei candidati della Confederazione che hanno occupato il Rettorato per interessi personali (l’essere eletti) quando non hanno mai praticato proteste per rivendicare i diritti degli studenti”.
Dall’altro lato, i rappresentanti di Confederazione si dicono solo “moderatamente soddisfatti” della decisione del Rettore. “L’importante è che in questo momento ci sia la vittoria del diritto al voto – commenta Rosario Pugliese, di Confederazione – Non è giusto che un piccolo gruppo di studenti blocchi il regolare svolgimento delle attività accademiche. Il 28 abbiamo occupato il Rettorato, insieme ad Azione Giovani e tutti quelli che avevano presentato liste di candidati, perché non si può frenare lo svolgimento democratico del voto solo per 100 o 200 studenti che da tre mesi ripetono sempre le stesse cose senza fare mai nulla di concreto. Noi non capiamo il motivo di tanta opposizione alle elezioni, ma sappiamo che questi gruppi sono fomentati anche da elementi esterni all’Università. Le elezioni del 16 e 17 rappresenteranno, allora, non la vittoria delle singole associazioni studentesche, ma della democrazia”.
Da Sociologia e, in particolare dalla Sinistra Universitaria, arriva il totale dissenso per le decisioni del Rettore. “In questo momento parlare di elezioni è assurdo: non è il clima giusto, non c’è serenità e c’è pericolo di scontri. – commenta Antonio Chianese, Sinistra Universitaria- Inoltre, per noi di Sociologia la situazione è ancora più grave perché il nostro seggio verrà trasferito in un’altra sede, vista l’occupazione della Facoltà. Sarà difficile portare i ragazzi al voto”.
Non si placa, quindi, il clima di forte tensione. Il 1° dicembre alla Facoltà di Economia, un gruppo di giovani ha strappato i manifesti elettorali. Sono le prime avvisaglie di giornate che si prevedono difficili.
Valentina Orellana
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