Trasmissione Numerica, esame che richiede buone conoscenze di Statistica

È una disciplina importante dei percorsi di Laurea Triennale del settore dell’Ingegneria dell’Informazione. Obbligatorio per tutti fino all’ultima riforma, con l’introduzione della 270 è rimasto tale solo per i Corsi di Laurea di Telecomunicazioni, Informatica ed Elettronica in cui insieme a Teoria dei Segnali dà vita ad un più vasto esame denominato Fondamenti di Telecomunicazioni. Trasmissione Numerica si occupa del migliore modo di trasmettere e ricevere segnali su banda tanto infinita, quanto finita. Di solito è collocato al terzo anno, dopo Teoria dei Segnali, con la quale condivide una non semplice parte probabilistica sui segnali aleatori. L’impostazione, l’ampiezza del programma e i crediti attribuiti non sono gli stessi per tutti i Corsi di Laurea. “Si basa su codici binari, ma non in senso informatico. Insegna la codificazione dei canali sorgente affinché un segnale arrivi all’antenna giusta e, occupandosi di segnali aleatori, richiede forti conoscenze di Statistica”, spiegano Rossella Lippiello e Federica Fusco, studentesse magistrali di Ingegneria delle Telecomunicazioni. “Non è di facile comprensione perché è molto teorico. Non prevede alcun laboratorio. Capire fino in fondo quello che si fa è difficile. Aver  studiato bene Teoria dei Segnali è utile, ma non cambia significativamente l’approccio”, sottolinea la collega Elena Battisti. Pasquale Boenio, studente di Ingegneria Biomedica, lo ha superato da poco: “mi piace molto questa parte dell’Ingegneria legata al trasporto ed alla codifica delle informazioni. Con una buona preparazione in Teoria dei Segnali e Metodi Matematici si affronta facilmente. Ho avuto la fortuna di sostenere entrambi gli esami con lo stesso docente, un vantaggio nell’affrontare la parte aleatoria”. Anche Diana Troianiello studia  Biomedica: “mi ha interessato in modo particolare la parte probabilistica legata alla trasmissione dei segnali aleatori, ma per il nostro indirizzo non ha una grande utilità”. 
Il cuore della materia è lo studio della relazione fra un mittente ed un destinatario, rappresentata tipicamente da un’antenna sorgente di elevata potenza che trasmette un segnale specifico, scelto fra i tanti possibili (per esempio la Rai che trasmette le frequenze relative al canale Rai 1). Parte importante del programma, lo studio dei ‘rumori’, i disturbi che interferiscono con la trasmissione del segnale, il più importante dei quali, il rumore Gaussiano, è di natura termica, legato al surriscaldamento dei circuiti. “Però non studiamo i parametri fisici del supporto. Ci interessano piuttosto fattori come fulmini, o altri effetti esterni, che possono interferire, causando la perdita delle informazioni”, dice Pina D’Ambrosio, studentessa di Ingegneria Informatica. Purtroppo, molti confinano quest’esame alla fine degli studi. E’ il caso di Angelo Carandente, iscritto ad Ingegneria Informatica, il quale sottolinea: “di solito è l’ultimo esame della Triennale”.
Simona Pasquale
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