Un nuovo radiometro per monitorare lo stato dei ghiacci

Progettare un nuovo radiometro alle microonde multicanale interamente europeo è l’obiettivo di CIMR (CIMR sta per Copernicus Imager Microwave Radiometer), progetto finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), a cui ha preso parte l’Università Parthenope in una cordata con Airbus Spagna come soggetto capofila. “Siamo parte del progetto dal 2018 e siamo stati scelti da Airbus per il nostro background, perché abbiamo una tradizione nel campo dei problemi inversi nell’ambito del telerilevamento alle microonde”, sottolinea il prof. Ferdinando Nunziata, docente di Campi Elettromagnetici e capogruppo del team di Ateneo composto dai professori Maurizio Migliaccio e Andrea Buono e dal dott. Matteo Alparone. “Il radiometro – precisa il docente – è un sensore che funziona nel range spettrale delle microonde. Il nuovo radiometro, che dovrebbe essere costruito nel 2021 o 2022 e sarà lanciato in orbita nel 2025, servirà alla comunità scientifica per monitorare lo stato dei ghiacci nell’Artico e nell’Antartico”. Concluso il primo task, già da diversi mesi, al team della Parthenope ne è stato recentemente assegnato un secondo: “Il primo, che è stato approvato dall’ESA, consisteva nel miglioramento della risoluzione spaziale del radiometro, nel generare un nuovo prodotto caratterizzato da una misurazione spaziale più fine rispetto a quello originale e avere, quindi, un migliore livello di dettaglio spaziale”. Il secondo: “è relativo alla generazione delle immagini. Dobbiamo mettere insieme le singole misurazioni del radiometro per creare l’immagine e quindi una mappa dell’emissività misurata. I lavori non sono ancora cominciati a causa del lockdown”. L’Europa ha già un radiometro, ma dalle limitate capacità avendo una sola frequenza, “e il nuovo radiometro sarà una versione più avanzata del precedente poiché consentirà misurazioni a più frequenze, h24 e in qualsiasi condizione climatica, e quindi mappe più dettagliate. L’attenzione ai ghiacci è tema estremamente importante, sia dal punto di vista dell’ecosistema, quando si parla di cambiamenti climatici, che dal punto di vista commerciale perché l’assottigliamento dei ghiacci può portare all’apertura di nuove rotte commerciali”.
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