Un’aula aperta 24 ore, più mete Erasmus, parcheggio economico

Un’aula studio sempre aperta è il sogno. Un parcheggio economico per gli studenti è l’utopia. Dare vita a spazi inutilizzati è l’obiettivo. Hanno diversi punti in programma i rappresentanti eletti nel Consiglio della Scuola di Medicina e Chirurgia. Fabrizio Luiso, studente di Medicina del quarto anno: “puntiamo alla concessione di un’aula aperta per ventiquattro ore al giorno. Non ne abbiamo ancora individuata una nello specifico. L’ideale sarebbe riuscire a tenere aperto l’intero Edificio 20, ma sappiamo che è complicato per ragioni di sicurezza”. Si pensa anche a un ampliamento dello spazio studio disponibile: “è un discorso che sta evolvendo in positivo. Basta pensare all’Edificio 6, che è stato completamente ristrutturato ed è sempre pieno di gente. Speriamo di riuscire a portare avanti questa linea perché al Policlinico ci sono enormi spazi non utilizzati né dall’Azienda ospedaliera né dall’Università”. Un esempio? “La biblioteca Quagliariello nei pressi della Torre biologica. È stata chiusa, però è uno spazio bello e ricco di volumi che potrebbero veramente servire a noi studenti”. Definisce invece “un’utopia” la possibilità di “istituire un parcheggio per gli studenti a prezzo ridotto. Entrare con la macchina al Policlinico prima di pranzo è difficile se non impossibile. Tutta la mattina bisogna affidarsi o a dei parcheggi che hanno dei costi alti per gli studenti o, peggio ancora, ai parcheggiatori abusivi”. Simone Magelli, 23 anni, suo collega, insiste sui posti studio, con un occhio particolare all’aula informatica che si trova al piano terra dell’Edificio 20: “andrebbe rinnovata. Non tutte le postazioni hanno un computer funzionante. Crediamo che una manutenzione attiva e qualche pc di nuova generazione possa essere una marcia in più per chi vive il Policlinico quotidianamente”. È iscritto al sesto anno di Medicina, invece, il venticinquenne Luca Perna: “andiamo nella direzione della Laurea abilitante, quindi è importante organizzare i tirocini necessari per raggiungere il monte ore richiesto da una formazione del genere. Sarà nostra premura tenere sotto controllo la situazione per non perdere questa occasione”. In tema di attività pratiche, si sofferma sulle Clinical Rotation: “hanno funzionato, l’obiettivo è estenderle a più materie possibili, così da avere un quadro esaustivo della professione”. Spazi studio: “la biblioteca al 20 sta funzionando bene. È un luogo di assoluto silenzio che permette di studiare in tranquillità. L’idea è di estendere l’esperimento anche altrove”. Porterà sul tavolo di discussione le esigenze degli infermieri Lucio Moreno, 23 anni, al terzo di Infermieristica. Due i punti ai quali si dedicherà nell’immediato. Il primo: “vogliamo lavorare alla tesi sperimentale che al momento non attribuisce punti bonus rispetto a quella compilativa”. Il secondo, invece, chiama in causa l’Erasmus: “vogliamo aumentare le mete per favorire l’internazionalizzazione. Al momento ne abbiamo soltanto tre disponibili, in Spagna e Francia. Penso si possano valutare i paesi scandinavi che hanno una grande richiesta di infermieri italiani. Permetterebbe di ambientarsi con anticipo per poi pensare a un trasferimento post laurea”. Da new entry della Scuola di Medicina, anche il Dipartimento di Farmacia ha un proprio rappresentante. Si tratta di Francesca Ribecco, studentessa iscritta al II anno del Corso di Laurea Triennale in Scienze nutraceutiche: “è importante poter far sentire la nostra voce alla Scuola. Per avere dei miglioramenti didattici occorrono più laboratori, fondamentali per il Dipartimento di Farmacia. Molti sono rivolti alle Magistrali, ma le Lauree Triennali ne hanno pochi”. 
Ciro Baldini
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