Il 12 aprile, mentre Ateneapoli va in stampa, si sono svolte le elezioni del Consiglio degli Studenti di Ateneo e per i due rappresentanti in seno al Comitato per lo Sport Universitario (il CUS). Gli unici ad aver presentato la loro candidatura sono stati gli aderenti a Pensiero Libero, lista promossa dall’associazione Koinè. Il numero dei candidati – 25 – è inferiore al tetto massimo di rappresentanti eleggibili nel parlamentino studentesco, che è a quota trenta.
L’elettorato attivo spetta a 9.319 studenti, così suddivisi: 2.474 per Lettere, 3.928 per Lingue, 2.875 per Scienze Politiche e 42 per Studi Islamici. Il voto di preferenza è doppio a Lettere, triplo a Scienze Politiche e quadruplo a Lingue. Questo l’elenco completo delle candidature di Pensiero Libero.
Al Comitato per lo Sport Universitario sono scesi in campo Giovanni Accardo e Salvatore Marra, entrambi iscritti a Scienze Politiche.
Al Consiglio degli Studenti di Ateneo, per Scienze Politiche, si sono proposti: Salvatore Marra, Rosa Vaia, Giovanni Accardo, Sebastiano del Vecchio, Alfonsina Palmiero, Daniele Collodi, Francesco Mazza, Rosanna Nardo e Simona Faiella. Questi i candidati a Lettere e Filosofia: Marika Verde, Desirè Guida, Ruben Tilotta, Amedeo Trezza, Mariangela Errico, Grazia Prodon, Maria Grazia Mansi, Melania Napoletano. Lingue e letterature straniere è la facoltà nella quale Pensiero Libero ha incontrato maggiori difficoltà a scovare candidati da proporre. Ne mancano, infatti, cinque. Hanno chiesto agli studenti di votarli Maria Longobardi, Luca Ippolito, Luisa Ferraro, Dora Rossi, Ilaria Nappi, Valentina Del Gatto e Francesca Vitale.
Alla vigilia del voto Sebastiano del Vecchio, candidato di Pensiero Libero, ha scritto alcune note su Ianua, il bollettino informativo pubblicato da Koinè. “Gli studenti che vanno a votare sono il quattro od il cinque per cento del totale- sottolinea. “Da tutto ciò si dovrebbe dedurre una disaffezione al voto, ma la questione non riguarda soltanto le elezioni”. Si rammarica: “ogni volta che si organizza un’attività che si discosta dal formale corso istituzionale (vedi il cineforum Dragaladrogacheminalamente) gli studenti veramente interessati sono pochissimi”. Ipotizza alcune ipotesi esplicative: “probabilmente i programmi di esame sono troppo lunghi e non resta tempo da dedicare alle attività associative. Molto più probabilmente la questione è più complicata. A Napoli sono davvero pochi gli studenti non fuorisede che hanno abbandonato la casa d’origine. Vivendo ancora con i genitori si è sottoposti a quotidiano stress dovuto a spostamenti più o meno lunghi, al rispetto del regime di orari in vigore in famiglia, ai martellamenti pre e post esame”. Terza ipotesi: “agli studenti davvero non interessa un bel niente di quello che noialtri facciamo”.
Il Collettivo Sinistra in Movimento, da parte sua, ha esplicitamente invitato gli studenti all’astensione. “Il C.d.S. ha solo la facoltà di dare pareri non vincolanti al Consiglio di Amministrazione ed al Senato accademico su questioni che il Rettore ritenga di interesse studentesco”, sottolinea il volantino distribuito alla vigilia del voto. “Due anni fa presentammo una lista per quest’organismo ed ottenemmo la larga maggioranza dei voti e dei seggi. Nonostante ciò non siamo riusciti a trasformarlo in uno strumento di lotta degli studenti dell’Orientale. Non è stato possibile approvare un regolamento che collegasse questo consesso all’assemblea generale degli studenti, poiché un siffatto regolamento sarebbe stato in contraddizione con lo statuto dell’Orientale. Quando il C.d.S. prese posizione contro l’aumento delle tasse studentesche è stato cortesemente ignorato e delegittimato dal consiglio di amministrazione, fino ad ignorarne la convocazione. E’ evidente che all’amministrazione interessa soltanto avere un organismo fantoccio che legittimi le scelte prese contro gli interessi degli studenti stessi”. Secondo il Collettivo il Rettore e l’amministrazione dell’Orientale devono ascoltare l’assemblea degli studenti e non gli studenti i quali oggi si candidano al C.d.S.
L’elettorato attivo spetta a 9.319 studenti, così suddivisi: 2.474 per Lettere, 3.928 per Lingue, 2.875 per Scienze Politiche e 42 per Studi Islamici. Il voto di preferenza è doppio a Lettere, triplo a Scienze Politiche e quadruplo a Lingue. Questo l’elenco completo delle candidature di Pensiero Libero.
Al Comitato per lo Sport Universitario sono scesi in campo Giovanni Accardo e Salvatore Marra, entrambi iscritti a Scienze Politiche.
Al Consiglio degli Studenti di Ateneo, per Scienze Politiche, si sono proposti: Salvatore Marra, Rosa Vaia, Giovanni Accardo, Sebastiano del Vecchio, Alfonsina Palmiero, Daniele Collodi, Francesco Mazza, Rosanna Nardo e Simona Faiella. Questi i candidati a Lettere e Filosofia: Marika Verde, Desirè Guida, Ruben Tilotta, Amedeo Trezza, Mariangela Errico, Grazia Prodon, Maria Grazia Mansi, Melania Napoletano. Lingue e letterature straniere è la facoltà nella quale Pensiero Libero ha incontrato maggiori difficoltà a scovare candidati da proporre. Ne mancano, infatti, cinque. Hanno chiesto agli studenti di votarli Maria Longobardi, Luca Ippolito, Luisa Ferraro, Dora Rossi, Ilaria Nappi, Valentina Del Gatto e Francesca Vitale.
Alla vigilia del voto Sebastiano del Vecchio, candidato di Pensiero Libero, ha scritto alcune note su Ianua, il bollettino informativo pubblicato da Koinè. “Gli studenti che vanno a votare sono il quattro od il cinque per cento del totale- sottolinea. “Da tutto ciò si dovrebbe dedurre una disaffezione al voto, ma la questione non riguarda soltanto le elezioni”. Si rammarica: “ogni volta che si organizza un’attività che si discosta dal formale corso istituzionale (vedi il cineforum Dragaladrogacheminalamente) gli studenti veramente interessati sono pochissimi”. Ipotizza alcune ipotesi esplicative: “probabilmente i programmi di esame sono troppo lunghi e non resta tempo da dedicare alle attività associative. Molto più probabilmente la questione è più complicata. A Napoli sono davvero pochi gli studenti non fuorisede che hanno abbandonato la casa d’origine. Vivendo ancora con i genitori si è sottoposti a quotidiano stress dovuto a spostamenti più o meno lunghi, al rispetto del regime di orari in vigore in famiglia, ai martellamenti pre e post esame”. Terza ipotesi: “agli studenti davvero non interessa un bel niente di quello che noialtri facciamo”.
Il Collettivo Sinistra in Movimento, da parte sua, ha esplicitamente invitato gli studenti all’astensione. “Il C.d.S. ha solo la facoltà di dare pareri non vincolanti al Consiglio di Amministrazione ed al Senato accademico su questioni che il Rettore ritenga di interesse studentesco”, sottolinea il volantino distribuito alla vigilia del voto. “Due anni fa presentammo una lista per quest’organismo ed ottenemmo la larga maggioranza dei voti e dei seggi. Nonostante ciò non siamo riusciti a trasformarlo in uno strumento di lotta degli studenti dell’Orientale. Non è stato possibile approvare un regolamento che collegasse questo consesso all’assemblea generale degli studenti, poiché un siffatto regolamento sarebbe stato in contraddizione con lo statuto dell’Orientale. Quando il C.d.S. prese posizione contro l’aumento delle tasse studentesche è stato cortesemente ignorato e delegittimato dal consiglio di amministrazione, fino ad ignorarne la convocazione. E’ evidente che all’amministrazione interessa soltanto avere un organismo fantoccio che legittimi le scelte prese contro gli interessi degli studenti stessi”. Secondo il Collettivo il Rettore e l’amministrazione dell’Orientale devono ascoltare l’assemblea degli studenti e non gli studenti i quali oggi si candidano al C.d.S.








