Si sono tenute mercoledì 18 aprile, mentre andavamo in stampa, le elezioni del preside della Facoltà di Giurisprudenza di Nola, dopo le dimissioni del preside in carica (fino al 31 ottobre 2008) prof. Salvatore Vinci. Sulle motivazioni alla base della decisione, il prof. Vinci ha detto in una recente intervista ad Ateneapoli: “sentivo di non godere più del consenso della facoltà”. Un consenso che sembrava essere venuto meno nel momento in cui si era trattato di sancire il riequilibrio tra le due fondamentali componenti della facoltà, quella giuridica e quella economica, attraverso l’attivazione della Specialistica per il corso di Economia aziendale. Auspicando l’avvio di un processo di chiarificazione tra le diverse anime scientifiche presenti in Facoltà, il Preside Vinci ha preferito farsi momentaneamente da parte. Contemporaneamente, si è dimesso da Presidente del Corso di Laurea in Scienze giuridiche il prof. Giorgio Meo, docente di Diritto commerciale.
Alla vigilia delle elezioni, l’unica candidatura ufficiale alla presidenza della Facoltà è quella dello stesso prof. Vinci, mentre per quanto riguarda la presidenza di Scienze giuridiche, l’unica cosa certa è che il prof. Meo non intende ricandidarsi.
Al prof. Vinci abbiamo chiesto di descriverci il clima pre-elettorale. Nessuna candidatura oltre alla sua: segno che si è giunti alla chiarificazione sperata? “Sembra che ci sia stato un accomodamento, ma in ogni caso il voto rappresenta un fondamentale momento di verifica”. In che modo si è arrivati a questo accomodamento? “Attraverso una serie di incontri, durante i quali abbiamo redatto un documento -dopo la ricostituzione delle cariche di governo, andrà portato in Consiglio – in cui si prende atto delle peculiarità della nostra Facoltà e che su questa base indica delle linee programmatiche. Ci sono stati anche un Consiglio e un Senato Accademico, durante i quali si è discusso ancora”. Quali sono gli immediati programmi per il futuro? “Anzitutto riequilibrare il rapporto tra la componente giuridica e quella economica. Un primo segnale concreto in questo senso c’è già stato con l’approvazione all’unanimità, nell’ultimo Consiglio di Facoltà, della delibera con cui si richiede l’avvio della specialistica di Economia aziendale e l’integrazione del personale docente del ramo aziendalistico. A breve dovrebbero essere pubblicati i relativi bandi in Gazzetta Ufficiale”. L’approvazione all’unanimità dovrebbe essere un segnale molto incoraggiante, oltre che concreto. “Effettivamente ci si avvicina al ‘fifty fifty’ per le due anime della facoltà. Per Economia aziendale si trattava anche di sanare uno squilibrio iniziale che io leggo come un fatto storico, visto che si tratta di un Corso nato solo tre anni fa e per questo non ancora del tutto assestato. Quanto al carattere incoraggiante del segnale, come ho già detto, io attendo l’esito del voto”. Lei è molto cauto. Teme di cantare vittoria troppo presto? “Credo che non ci sia da cantare né vittoria, né sconfitta. Le Facoltà nascono in un certo modo e non è detto che debbano restare sempre uguali, possono cambiare. L’importante è che ci sia consapevolezza e condivisione sulla maniera in cui si sviluppano”.
Sara Pepe
Alla vigilia delle elezioni, l’unica candidatura ufficiale alla presidenza della Facoltà è quella dello stesso prof. Vinci, mentre per quanto riguarda la presidenza di Scienze giuridiche, l’unica cosa certa è che il prof. Meo non intende ricandidarsi.
Al prof. Vinci abbiamo chiesto di descriverci il clima pre-elettorale. Nessuna candidatura oltre alla sua: segno che si è giunti alla chiarificazione sperata? “Sembra che ci sia stato un accomodamento, ma in ogni caso il voto rappresenta un fondamentale momento di verifica”. In che modo si è arrivati a questo accomodamento? “Attraverso una serie di incontri, durante i quali abbiamo redatto un documento -dopo la ricostituzione delle cariche di governo, andrà portato in Consiglio – in cui si prende atto delle peculiarità della nostra Facoltà e che su questa base indica delle linee programmatiche. Ci sono stati anche un Consiglio e un Senato Accademico, durante i quali si è discusso ancora”. Quali sono gli immediati programmi per il futuro? “Anzitutto riequilibrare il rapporto tra la componente giuridica e quella economica. Un primo segnale concreto in questo senso c’è già stato con l’approvazione all’unanimità, nell’ultimo Consiglio di Facoltà, della delibera con cui si richiede l’avvio della specialistica di Economia aziendale e l’integrazione del personale docente del ramo aziendalistico. A breve dovrebbero essere pubblicati i relativi bandi in Gazzetta Ufficiale”. L’approvazione all’unanimità dovrebbe essere un segnale molto incoraggiante, oltre che concreto. “Effettivamente ci si avvicina al ‘fifty fifty’ per le due anime della facoltà. Per Economia aziendale si trattava anche di sanare uno squilibrio iniziale che io leggo come un fatto storico, visto che si tratta di un Corso nato solo tre anni fa e per questo non ancora del tutto assestato. Quanto al carattere incoraggiante del segnale, come ho già detto, io attendo l’esito del voto”. Lei è molto cauto. Teme di cantare vittoria troppo presto? “Credo che non ci sia da cantare né vittoria, né sconfitta. Le Facoltà nascono in un certo modo e non è detto che debbano restare sempre uguali, possono cambiare. L’importante è che ci sia consapevolezza e condivisione sulla maniera in cui si sviluppano”.
Sara Pepe








