Diritto dell’energia: per i dieci anni dell’insegnamento tornano in aula gli ex studenti della prof.ssa Gabriella De Maio

Dieci anni possono bastare per capire se un’intuizione ha trovato la sua strada. E, qualche volta, basta guardare anche chi torna a sedersi tra i banchi per capire che quella strada ha portato lontano. È successo il 14 ottobre nell’Aula Pessina del Dipartimento di Giurisprudenza, dove il decennale dell’insegnamento di Diritto dell’energia si è trasformato in qualcosa di più di una ricorrenza accademica: una giornata di bilanci e incontri con dieci ex studenti tornati nella loro università per raccontare tutto ciò che è successo dopo la laurea.

Oggi lavorano in grandi aziende del settore energetico, si occupano di consulenza, sostenibilità, regolazione oppure proseguono il proprio percorso nella ricerca. I loro ruoli sono diversi, ma il punto di partenza è comune: un’aula universitaria in cui è stato studiato Diritto dell’energia per la prima volta in Italia. A colpire, durante la mattinata, è soprattutto il clima: i sorrisi, l’emozione della docente, l’entusiasmo dei relatori, la soddisfazione di ritrovarsi e di riconoscersi in un percorso condiviso. Perché dietro il bilancio di un insegnamento ci sono le persone che lo hanno attraversato e i rapporti che hanno continuato a vivere ben oltre la fine degli studi.

Ad aprire l’incontro è il prof. Andrea Federico, Vicedirettore del Dipartimento, che dà il bentornato ai professionisti: “quella di stamattina è un’iniziativa originale, perché ci permette di vedere l’impatto di un insegnamento a dieci anni dalla sua nascita”, sottolinea. E ricorda come questo anniversario offra l’occasione per un bilancio attraverso le esperienze personali di chi ha frequentato il corso. “Il diritto dell’energia – aggiunge – rappresenta oggi uno dei terreni più interessanti da studiare, e ritrovare gli ex studenti significa anche mantenere vivo il rapporto tra l’università e chi, dopo la laurea, ha intrapreso la propria strada”.

Il cuore della giornata è nel racconto della prof.ssa Gabriella De Maio, docente di Diritto dell’energia e promotrice del percorso. Le sue parole restituiscono il senso di un progetto che, dieci anni fa, aveva prima di tutto la forma di un sogno: “questa giornata ha delle note molto umane, sono molto emozionata”, esordisce. E ripercorre l’idea da cui tutto è cominciato: “il sogno era quello di trasmettere agli studenti la passione per una materia che cominciava in quegli anni ad avere uno spazio all’interno dell’università; il progetto era costruire un percorso formativo in cui il diritto non fosse solo lettura e interpretazione delle norme, ma anche uno strumento per comprendere le grandi trasformazioni del nostro tempo e, possibilmente, immaginare nuove strade professionali”.

Negli ultimi dieci anni, ricorda De Maio, sono mutate le priorità della transizione energetica, si sono moltiplicate le sfide e le crisi geopolitiche hanno mostrato quanto l’energia sia intrecciata agli equilibri internazionali. È cambiato il settore, dunque, “ma anche il modo di studiarlo e insegnarlo, sebbene personalmente non sia mai cambiata una condizione: offrire ai giovani gli strumenti per trovare la propria strada, attraverso l’università”, afferma la docente. Ed è proprio qui che si colloca la scommessa della De Maio: portare in aula una materia capace di mettere in dialogo la formazione giuridica con un mondo professionale in piena trasformazione. Un percorso che, come ci racconta la docente, nasce da una passione coltivata già durante il dottorato di ricerca, dedicato al governo dell’energia. “È una materia molto tecnica, non soltanto giuridica, e mi è sempre piaciuto interloquire anche con altri settori, come quello ingegneristico ed economico”.

Poi c’è un’immagine che la prof.ssa De Maio continua a raccontare ai suoi studenti, quasi una fotografia delle origini di questa passione: “Mi ricordo che, andando a Roma in treno, vedevo i tralicci della luce e pensavo: che cosa affascinante l’energia che unisce il territorio e porta energia nelle case; e già mi chiedevo quali fossero i problemi giuridici dietro. Può sembrare strano ma ho davvero avuto questo tipo di ispirazione”. Quando, durante la sua carriera universitaria, le viene chiesto di proporre un insegnamento da attivare, De Maio dopo aver verificato che a livello nazionale non esistesse niente del genere, propone Diritto dell’energia con la volontà di creare un placement per gli studenti. Nasce così un insegnamento che non si limita allo studio delle norme: gli studenti lavorano alla costruzione del curriculum, si esercitano a sostenere colloqui di lavoro simulati con le società energetiche e affrontano progetti in gruppo, confrontandosi con problemi concreti.

Il percorso però non è stato costruito da una sola persona. De Maio ricorda il sostegno del settore del Diritto Amministrativo che ha reso possibile l’attivazione dell’insegnamento, e quello del Diritto Tributario, che lo ha accolto, oltre “all’entusiasmo del prof. Lucio De Giovanni, allora direttore del Dipartimento; nel tempo hanno contribuito anche studi legali, società di consulenza e realtà professionali che hanno portato nelle aule esperienze e problemi del mondo reale, un ruolo fondamentale è stato svolto anche dal World Energy Council Italia, che ha aperto agli studenti le porte di convegni e incontri con i protagonisti del settore energetico; ma il cuore di tutto questo sono soprattutto gli studenti e il patto di fiducia che si crea con loro”, sottolinea la docente.

Le testimonianze

A rendere tangibile il bilancio del decennale sono proprio le testimonianze degli ex studenti. Leonardo Baratta, oggi Senior Manager nell’area Audit & Assurance – Sustainability Services di Deloitte & Touche nella sede di Milano da quattro anni, rivolge agli studenti presenti un invito a coltivare l’entusiasmo e a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà del contesto attuale. Enrico Corduas, attualmente Head of Legal Outsourcing and Operations di Enel, insiste invece sulla necessità di costruire un profilo professionale versatile: “non bisogna restare ingabbiati in un’unica specializzazione, oggi è necessario dialogare anche con altri ambiti”.

E suggerisce agli studenti di non perdere mai la curiosità e la capacità di mettersi in gioco. Nel suo percorso ha trovato spazio, infatti, anche il tirocinio formativo presso la Corte d’Appello di Napoli, nella sezione penale, un’esperienza di diciotto mesi che consiglia indipendentemente dalla carriera scelta, in quanto “vi insegna a scrivere, e per il futuro è una cosa importantissima”. Dopo il tirocinio è poi arrivata la chiamata di Enel. Martina Di Cresce, laureata nel 2023 e attualmente Customer Claims Coordinator nell’area Regulations, Costumer Relations & Customer Advocacy di Eni Plenitude, racconta un percorso universitario attraversato da incertezze e da un’esperienza lavorativa.

“L’insegnamento di Diritto dell’energia mi è stato di grande aiuto”, sottolinea. E ricorda anche la partecipazione alla Edison Summer Week dove ha appreso un metodo di lavoro che continua a riconoscere nella propria attività professionale: il confronto tra esperti provenienti da ambiti diversi chiamati a ragionare insieme. La sua testimonianza apre anche una riflessione sulla presenza femminile nei tavoli decisionali delle aziende: “sono ancora poche le donne e questo dispiace tanto”. Lorenzo Graziosi, oggi Legal Counsel Midstream gas di Eni, invita a non sottovalutare le opportunità offerte dalle aziende di dimensioni medio-piccole e a dare valore alle scelte compiute all’inizio della carriera. Nel suo percorso si è occupato di numerose attività, non soltanto strettamente legali, esperienze che considera utili proprio perché ampliano le competenze.

Umberto Migliaccio, Team Reference Leader Business Development Italy di Enel Green Power, si sofferma sul ruolo del giurista d’impresa, una figura che “non può essere ridotta a quella di un semplice controllore chiamato a verificare la conformità delle decisioni nelle norme. Il suo contributo è più ampio: comprendere le esigenze dell’azienda, dialogare con gli altri settori e partecipare ai processi decisionali”.

Michele Vitiello, consigliere ed esperto energia del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) e segretario generale di WEC Italia (Comitato Nazionale Italiano del World Energy Council), ricorda il valore del lavoro di gruppo, dei progetti da presentare e delle connessioni costruite tra università e industria. Un’esperienza che, a suo giudizio, ha reso il corso utile anche per comprendere da vicino le dinamiche del settore. Accanto a loro, la giornata riunisce esperienze professionali e di ricerca che restituiscono la varietà degli sbocchi legati al mondo dell’energia: Federica Eroico, Regulatory Affairs Specialist di Optima Italia; Angela Tavoletta, Legal Counsel di Tetagreen Energy; Massimiliano Senese e Annalisa Taddeo, dottori di ricerca rispettivamente in Diritto commerciale (Università Vanvitelli) e in Diritto internazionale (Università Federico II).

Dalle imprese alla ricerca, dalla regolazione alla consulenza, il quadro che emerge è quello di un settore in cui la preparazione giuridica può tradursi in ruoli molto diversi. Le testimonianze convergono tutte su un punto: la necessità di non considerare il diritto una competenza isolata, ma una base da integrare con curiosità, capacità relazionali e conoscenza dei contesti in cui le norme trovano applicazione. Per la prof.ssa De Maio, rivedere gli ex studenti è stato anche un bilancio personale, che restituisce il senso del lavoro svolto negli anni. La soddisfazione nasce dal constatare che “un’intuizione iniziale si è trasformata in un progetto riconoscibile, capace di coinvolgere studenti, colleghi, imprese e professionisti”.
Annamaria Biancardi

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.18 – 2026 – Pagina 18-19

- Advertisement -




Articoli Correlati