Scambi linguistici (e culturali) sorseggiando un caffè

Chi l’ha detto che una lingua non si possa imparare davanti ad un caffè? All’Università Parthenope, il momento della pausa diventa un’occasione per praticare una lingua straniera, incontrare studenti di altri Paesi e scoprire nuove culture, lontano dall’ansia di una lezione tradizionale. Si tratta del SEA-EU Inter-cultural Café, iniziativa dedicata al multilinguismo promossa dall’Alleanza universitaria europea SEA-EU in collaborazione con il Centro linguistico di Ateneo (CLA).

“L’obiettivo è offrire un’opportunità di scambio e di pratica della lingua straniera in un contesto più informale – spiega la prof.ssa Raffaella Antinucci, Ordinario di Letteratura inglese, Presidente del Comitato di indirizzo del CLA e coordinatrice dell’iniziativa insieme alla dott.ssa Giovanna Apice, Local Manager SEA-EU – Questo consente di ridurre il timore da valutazione che può emergere in aula, in una situazione di apprendimento più strutturata. Allo stesso tempo, è fondamentale la possibilità di conoscersi e di entrare in contatto con persone provenienti da contesti culturali diversi, oppure appartenenti allo stesso contesto ma che hanno l’occasione di incontrarsi attraverso la pratica di una lingua straniera”.

Il programma prevede quattro incontri, a distanza di circa tre settimane l’uno dall’altro, ciascuno dedicato ad una lingua diversa. Per partecipare occorre compilare il modulo di iscrizione online: i posti disponibili sono al massimo 100, “per non incorrere in difficoltà logistiche”.

Lo scorso anno anche una tombolata

Il primo appuntamento, lo scorso 20 ottobre, si è svolto nei locali del CLA, accanto alla caffetteria di via Acton 38, ed è stato dedicato all’inglese. La partecipazione si è allargata a tutta la comunità accademica: “studenti italiani e internazionali, docenti e personale tecnico-amministrativo”. Per l’occasione, inoltre, “hanno partecipato anche colleghi provenienti da altri atenei dell’Alleanza, presenti a Napoli per una staff week dedicata alla gestione delle risorse umane”.

E alla pratica linguistica si è affiancata la scoperta di alcune tradizioni gastronomiche: “Sono stati offerti non soltanto il caffè espresso, in quanto siamo a Napoli, ma anche diverse tipologie di tè, cupcake e altri dolci delle tradizioni dei Paesi anglofoni”. Perché, sottolinea Antinucci, “lo scambio passa anche attraverso il cibo”. Dopo l’inglese, il calendario prosegue con lo spagnolo, il 13 novembre, mentre la data dell’incontro dedicato al francese è ancora da definire. A dicembre toccherà all’italiano, con un appuntamento rivolto soprattutto agli studenti internazionali ed Erasmus della Parthenope. Anche in questo caso, la lingua sarà un’occasione per avvicinarsi alle tradizioni del territorio.

“Lo scorso anno abbiamo organizzato una tombolata: tutti si sono cimentati con i numeri in italiano, che venivano poi tradotti in napoletano. Tre lingue sono state dunque adoperate: inglese, italiano, napoletano”, ricorda la docente. L’idea è riproporre l’esperienza anche quest’anno, “per far conoscere agli studenti stranieri aspetti della nostra cultura attraverso un gioco popolare”.
Gli incontri durano circa un’ora e mezza e hanno una regola precisa: si parla esclusivamente la lingua scelta per quella giornata. “È l’unica condizione”. Non è previsto un livello minimo formale, ma è necessario avere almeno le basi per sostenere una conversazione: “Chi partecipa deve avere obiettivi realistici rispetto alla lingua del giorno: se non si mastica per niente lo spagnolo, ad esempio, può essere difficile seguire l’incontro”.

Accanto agli appuntamenti in presenza, SEA-EU mette a disposizione della comunità accademica anche il Virtual Language Tandem Exchange, una piattaforma attiva da due anni che permette di incontrare interlocutori delle università aderenti all’alleanza con cui praticare reciprocamente le rispettive lingue: “Chiunque abbia un account uniparthenope può iscriversi e trovare una persona con cui praticare una lingua straniera, offrendo la propria lingua madre. In questo caso, non c’è un livello minimo di conoscenza richiesto”.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di internazionalizzazione dell’Ateneo: “fortemente voluto dal Rettore che comprende anche i programmi di double degree e joint degree, sviluppati dentro e fuori l’alleanza”. Un percorso nel quale si inserisce anche il CLA, pronto “a farsi promotore di tante altre iniziative a supporto dell’intercultura”. Per non perdersele? “Restare sempre aggiornati sui nostri canali di comunicazione”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.18 – 2026 – Pagina 30

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