Il prof. Francesco Pennacchio è il nuovo Direttore del Dipartimento di Agraria

Novantanove voti per il prof. Francesco Pennacchio, 68 per la prof.ssa Stefania De Pascale, una scheda nulla ed una bianca. Si è conclusa così la sfida per decidere chi subentrerà alla guida del Dipartimento di Agraria della Federico II. Il Direttore uscente, Danilo Ercolini, terminerà il suo secondo mandato consecutivo a fine anno e non era rieleggibile. Gli subentrerà dunque Pennacchio, che dal 2021 ad oggi è stato il vice di Ercolini. È Ordinario di Entomologia e Direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca ‘Bioinspired Agro environmental Technology – BAT Center’.

“Gli aventi diritto al voto erano 187, hanno votato 169 persone. Do merito al Dipartimento per la partecipazione attiva ad un evento così importante. Sono consapevole che mi avvio ad assumere un incarico molto impegnativo, anche perché ho già ricoperto diversi ruoli istituzionali. Spero di fare del mio meglio per il Dipartimento. Il ruolo del Direttore, a mio avviso, è quello di guidare una comunità garantendo un’organizzazione efficiente e affidabile, dotata di strumenti di riscontro condivisi, capaci di garantire stabilità e crescita, lungo un percorso progettato e costruito assieme”. Relativamente alla didattica, sottolinea il docente: “Il Dipartimento dispone di un’offerta formativa ampia e diversificata.

Quattro Corsi di Laurea Triennale, sei di Magistrale, di cui uno internazionale, la partecipazione al programma Erasmus Mundus in Food Innovation and Product Design, il doppio titolo con la An-Najah National University (Nablus) e due corsi di dottorato innovativi a carattere industriale, che coinvolgono complessivamente più di 60 dottorandi. Le opinioni degli studenti e i dati AlmaLaurea evidenziano, nel complesso, un buon livello di soddisfazione per la qualità e l’organizzazione della didattica. Il progressivo consolidamento del Corso in Sustainable Food Systems conferma, inoltre, il potenziale di crescita dell’offerta a vocazione internazionale e la capacità di intercettare una domanda formativa più ampia. Uno dei principali punti di forza è rappresentato dalla consistenza e dalla multidisciplinarità del corpo docente, che conferisce una grande flessibilità nel rispondere alle evoluzioni del mondo del lavoro.

La presenza di competenze numerose e diversificate consente non soltanto di sostenere l’offerta esistente, ma anche di aggiornarla e rafforzarla, sviluppando contenuti e percorsi capaci di rispondere alle differenti esigenze culturali, professionali e organizzative degli studenti”. Il Dipartimento può inoltre contare “su un sistema strutturato di assicurazione della qualità, su laboratori, aziende agrarie e infrastrutture che permettono di integrare formazione, ricerca ed esperienza applicativa. Negli ultimi anni sono state rafforzate le attività di orientamento e tutorato, il monitoraggio delle carriere e la qualità degli spazi e dei laboratori”. Permangono, tuttavia, alcune criticità, “in parte comuni al sistema universitario nazionale. In particolare il numero di abbandoni, la capacità ancora limitata di attrarre studenti da altre regioni e dall’estero e, soprattutto, la riduzione delle immatricolazioni.

Quest’ultima assume particolare rilievo nei nostri Corsi di studio, nei quali agli effetti dell’inverno demografico si aggiunge una progressiva perdita di attrattività nei confronti delle nuove generazioni”. Criticità che richiedono “una risposta attiva, coraggiosa e coordinata, ma al tempo stesso differenziata in relazione alle caratteristiche dei singoli Corsi di Studio. Il Dipartimento dispone delle competenze, delle strutture e del capitale umano necessari per affrontare queste trasformazioni. La sfida è mettere maggiormente a sistema tali risorse”. L’offerta formativa, sostiene il nuovo Direttore, “dovrà essere sottoposta a una revisione coordinata, verificando per ciascun Corso di studio identità, attrattività, sostenibilità, coerenza tra gli insegnamenti e capacità di rispondere all’evoluzione delle conoscenze e delle professioni”.

Il processo coinvolgerà le Commissioni di Coordinamento Didattico, la Commissione Paritetica Docenti Studenti e gruppi di lavoro permanenti, con il compito di rafforzare il raccordo tra percorsi Triennali e Magistrali. Il Comitato di Indirizzo sarà aggiornato e ampliato e una specifica delega ne coordinerà il contributo alla progettazione dell’offerta. La revisione dovrà portare all’aggiornamento degli Ordinamenti e dei Regolamenti didattici e alla “definizione di curricula e profili formativi più flessibili”. Sarà inoltre valutata l’opportunità di attivare Master, corsi di alta formazione e altri percorsi post-laurea. Particolare attenzione sarà dedicata “al rafforzamento dell’adozione della lingua inglese nelle Lauree Magistrali e alla promozione di percorsi internazionali e di doppio titolo, valorizzando le esperienze già sviluppate nell’ambito del programma FIPDes (Food Innovation & Product Design) Erasmus Mundus Joint Master e di accordi con università cinesi”.

Aggiunge: “La formazione disciplinare andrà integrata da un piano dipartimentale per lo sviluppo delle competenze trasversali, con attività dedicate al lavoro di gruppo, alla comunicazione scientifica, al public speaking, alla gestione dei dati, all’intelligenza artificiale applicata al sistema agroalimentare, all’etica professionale, alla proprietà intellettuale e all’imprenditorialità. Tali competenze potranno essere riconosciute attraverso Open Badge o altre forme di certificazione.

Verranno elaborate linee guida che stabiliranno principi condivisi per garantire un uso trasparente, etico e consapevole dell’intelligenza artificiale nell’insegnamento, nello studio e nelle modalità di valutazione”. A supporto di queste azioni sarà istituito un Programma dipartimentale per l’innovazione della didattica, finalizzato alla formazione dei docenti, alla diffusione di metodologie attive e al miglioramento delle modalità di insegnamento e valutazione, anche in linea con le diverse iniziative di Ateneo su questo tema: “Un primo gruppo di docenti, formato anche con il contributo di competenze specialistiche esterne, potrà successivamente svolgere una funzione di accompagnamento e diffusione delle pratiche innovative all’interno del Dipartimento”. Potenziamento dell’internazionalizzazione, della ricerca, della terza missione sono altri aspetti del programma sui quali il docente ha chiesto ed ottenuto il consenso della maggioranza di Agraria.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.18 – 2026 – Pagina 5

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