Saltare più in alto, dentro e fuori l’Università: la storia di Francesca tra interior design e sport

“Impegnatevi lo stesso, se siete davvero appassionati ad uno sport troverete un modo per conciliare l’attività con lo studio”. È con questo spirito determinato che Francesca Novi, matricola, a un passo dai vent’anni, del Corso di Laurea Triennale in Design per la comunità alla Federico II, racconta la sua doppia vita tra aule universitarie e piste di atletica. Un percorso iniziato quasi per caso, come lei stessa spiega: “non conoscevo l’esistenza di questo Corso di Laurea, l’ho scoperto quando mi ero già iscritta all’università; era a numero chiuso e quindi ci ho provato quest’anno”, lasciandosi alle spalle l’esperienza dell’anno precedente a Scienze dell’Architettura.

Un cambiamento che l’ha portata a scoprire un mondo poliedrico e stimolante: “è un Corso di Laurea che fa riferimento a tanti aspetti come la comunicazione social e il graphic design”. I progetti per il futuro: “vorrei specializzarmi in interior design”. Ma la sua seconda grande casa è la pista di atletica del CUS Napoli a Cavalleggeri, vicinissima a casa: “ho iniziato nel 2018 con il nuoto, poi sono passata all’atletica perché avevo voglia di provare qualcosa di nuovo”, una scelta coraggiosa che l’ha guidata passo dopo passo verso traguardi eccellenti.

Oggi, infatti, Francesca è campionessa regionale di salto in lungo, un titolo conquistato con la tenacia di chi ha iniziato a gareggiare seriamente soltanto nella scorsa stagione accademica, arricchendo il proprio podio anche con un prestigioso terzo posto nei 100 metri ai campionati regionali e dimostrando che per lei quello di oggi è “soltanto l’inizio” di una lunga serie di soddisfazioni.

Gestire una vita così intensa non è semplice. Il segreto, secondo la campionessa, risiede tutto nella pianificazione quotidiana: “per conciliare studio e atletica basta un po’ di organizzazione; per esempio, io in università seguo sia la mattina che il pomeriggio e dopo vado ad allenarmi”. Una routine rigorosa che prevede sedute di circa due ore dal lunedì al venerdì, escludendo il mercoledì come giorno di riposo sulla pista, aperta tutti i giorni. Questa ferrea disciplina si intensifica progressivamente con l’avvicinarsi della stagione delle gare che partono da marzo, pur seguendo una regola d’oro che demolisce un falso mito comune: “proprio nei giorni precedenti alla gara non bisogna sforzarsi troppo; soprattutto entrati nella settimana della competizione, ci si preserva”. Un equilibrio perfetto guidato anche dal punto di riferimento tecnico rappresentato dal suo allenatore, Gianni Munier, fondamentale per mantenere alta la concentrazione.

Il CUS Napoli si conferma così non solo un centro di allenamento d’eccellenza, ma una vera e propria comunità di crescita: “per me resta un punto di riferimento, è un bell’ambiente sia per quanto riguarda i compagni e altri coetanei universitari, ma anche per quanto riguarda gli istruttori e i tecnici”, un contesto ideale per affrontare le inevitabili fatiche del primo semestre che Francesca definisce senza mezzi termini “bello impegnativo”.

Di fronte alla classica domanda su quale sia la fonte di maggiore ansia tra una prova accademica e una competizione sportiva, la risposta della giovane atleta è immediata: “senza dubbio per un esame, perché la gara l’affronto con molto più piacere”, a testimonianza di come la pista rappresenti per lei uno spazio di libertà e gioia pura. Questo stile di vita non viene vissuto come una privazione o una rinuncia, ma come la massima espressione della sua identità: “questo è lo stile di vita che mi piace avere, sono fatta così: una ragazza sempre attiva e in movimento”. Chiude con lo sguardo rivolto al domani nella speranza che “ci saranno altre occasioni e gare ancora più importanti”, pronta a saltare sempre più in alto, sia nella vita che nello sport.
Lucia Esposito

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Ateneapoli – n.18 – 2026 – Pagina 35

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