Esercitazioni, prove  intercorso, testimonianze aziendali segnano il ritorno in aula

Numeri consistenti, ma gestibili, studenti curiosi, felici di aver trovato una stabilità con il ritorno in aula, ma ancora lievemente incerti dal momento che le lezioni sono cominciate solo da poche settimane e non sono ancora entrate nel vivo. È il quadro dipinto dai docenti di Economia che insegnano al primo anno. “Quest’anno siamo ripartiti a pieno regime, con tre lezioni a settimana, anziché quattro come in passato, di cui due in aula e una in didattica a distanza. Il sistema funziona, gli studenti sentono di essere tornati alla normalità e mi sembrano contenti e partecipi anche nella lezione in dad”, commenta la prof.ssa Roberta Marino (Istituzioni di Diritto Privato, lettere E-O, Economia Aziendale). Il canale in cui insegna la docente conta circa 300 matricole. Siamo nelle aule unificate T2/T4 – e informa – Presto saranno oggetto di manutenzione come molti dei nostri aulari. Speriamo che questo non interferisca con il decorso delle lezioni poiché abbiamo necessità di completare il programma entro la fine di dicembre”. Programma che è sicuramente impegnativo: “Il Diritto si studia solo in pochi istituti tecnici per cui è una materia nuova, oltretutto vasta e complessa, trattando di tutti gli istituti giuridici, e che richiede l’acquisizione di un linguaggio tecnico”. Quindi c’è da impegnarsi e il consiglio è sempre lo stesso: seguire le lezioni. “Io porto in aula tanti casi pratici raccordandomi alla realtà proprio perché il Diritto è realtà. Più avanti proporrò un esperimento che ho già condotto in altri anni, cioè una lezione interamente in inglese, e poi numerosi seminari attinenti anche a rami innovativi come il Diritto dello Sport. C’è differenza tra lezioni in presenza e lezioni a distanza? “Non nel mio caso – risponde la docente – In aula mi muovo tantissimo e utilizzo la lavagna mentre in dad impiego delle slide, ma non ne seguo l’ordine, e le fornisco come materiale aggiuntivo”. Sono positive anche le prime impressioni della prof.ssa Simona Catuogno (Ragioneria ed Economia Aziendale I, lettere A-K, Economia e Commercio) che infatti dice: “L’aria che tira quest’anno è davvero buona. L’anno scorso, con la didattica mista, mi ritrovavo in aula con pochi alunni e adesso, invece, ho la G4 che è praticamente piena. Le due lezioni, da due ore ciascuna, portano gli studenti a trascorre a Monte Sant’Angelo quasi l’intera giornata, il che permette loro di vivere la sede e di entrare realmente nel ritmo universitario”. Anche la docente, infatti, nota un certo entusiasmo della classe, oltre ad una rinnovata tendenza a fare domande ed esprimere pareri. Il corso – prosegue – è molto interattivo. Rinnoviamo il format dello scorso anno grazie al quale ho portato in aula la PricewaterhouseCoopers, con il partner napoletano Pier Luigi Vitelli, con il duplice obiettivo di completare le conoscenze di base e aprire una finestra sul mondo del lavoro”. Le testimonianze aziendali copriranno 20 ore, dal 25 ottobre al 16 dicembre e si incentreranno su tematiche quali continuità aziendale, revisione delle poste di bilancio e responsabilità del revisore”. Ragioneria ed Economia Aziendale, “come ci fa capire la denominazione stessa, è molto applicativo e infatti sono partita subito anche con le esercitazioni, sin dalla terza settimana di lezione”. Essendo una disciplina nuova, però, può risultare un po’ più complessa. Ci sono argomenti percepiti come particolarmente difficili? “Per esperienza posso dire che chi segue non incontra particolari difficoltà e, anzi, completa la prova scritta senza errori e sa ragionare all’orale”. In aula ho circa 240 studenti – prosegue il prof. Roberto Maglio (Ragioneria ed Economia Aziendale I, lettere P-Z, Economia Aziendale) – Noi siamo nelle grandi T1/T3, ben attrezzate, anche con dei pannelli per vedere le slide, e in cui gli studenti riescono tutti ad accomodarsi tranquillamente, senza alcun problema”. Sulle lezioni: “Abbiamo delineato l’economia aziendale come oggetto di studio e adesso stiamo cominciando ad affrontare la parte più quantitativa. A novembre, poi, proporrò una prova intercorso che, se superata con profitto, consentirà un alleggerimento dell’esame finale. Sarà scritta, con degli esercizi, ma la definirò meglio più avanti”. La prova intercorso, spiega ancora il docente, “oltre che a valutare lo studio effettuato fino a quel momento, serve a tenere alta l’attenzione ed evitare dei cali in vista della sessione di esami. In genere circa il 90% degli iscritti tende a sostenere l’esame subito, tra gennaio e febbraio”. Con che risultati? “Sono davvero molto variegati perché si va dai trenta ai respinti, passando per diverse votazioni intermedie. Mi stupirei del contrario. Ma è vero, come si dice, che i primi appelli sono i più proficui, probabilmente perché a presentarsi subito sono gli studenti più motivati”. È sulla stessa lunghezza d’onda dei colleghi la prof.ssa Marialaura Pesce (Metodi Matematici, lettere E-O, Economia Aziendale). “Io non prevedo prove intercorso – dice – ma un esame comprensivo di scritto e orale come avviene anche negli altri canali di Metodi Matematici”. Matematica, tradizionalmente, è la materia che più spaventa la matricola: “Io invito sempre a chiarire i dubbi chiedendo spiegazioni a ricevimento o dopo la lezione e capita che degli studenti si avvicinino alla scrivania per porre domande”. Qualche suggerimento per studiare con profitto: Tenersi al passo con le lezioni, esercitarsi – io lascio sempre agli studenti il file con gli esercizi – e non lasciare nulla in sospeso. In queste settimane abbiamo tenuto un po’ di lezioni introduttive, che sono sempre utili per ripetere e omogeneizzare il livello della classe, per cui non si può ancora dire di essere entrati pienamente nel ritmo. Ci vorrà qualche settimana”.

Carol Simeoli

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