I sogni di Duaa, studentessa sudanese di Biotecnologie Mediche

La scelta di studiare all’estero, la burocrazia, l’accoglienza in città e all’Università

“Iwould like to take you in my journey as an international student in Italy”, “Vorrei accompagnarti nel mio viaggio di studentessa internazionale in Italia”. Inizia con un gentile invito il racconto di Duaa Mohammedelsadig, giovane di origini africane, arrivata a Napoli un anno fa per inseguire il suo sogno di diventare, un domani, una famosa biotecnologa in ambito medico. “Mi chiamo Duaa – si presenta ad Ateneapoli, in lingua inglese – Ho 24 anni e sono sudanese. Nel mio Paese ho studiato Farmacia. Sono cresciuta coltivando tanti sogni; uno di questi è essere una scienziata in ambito farmaceutico. Questo campo, tuttavia, in Sudan è raro e costoso, così ho deciso di studiare all’estero e ho inviato una candidatura all’Università Federico II, per il Corso (Magistrale, n.d.r.) in Biotecnologie Mediche. Una porta che si spalanca: “Non so esprimere quale felicità e gratitudine mi abbiano colta una volta saputo di aver ottenuto questa opportunità! E, in più, ho anche avuto una borsa di studio universitaria che mi ha aiutata a cominciare la mia carriera”. Carriera di cui si dice assolutamente soddisfatta. “I professori – prosegue – sono qualificati e ci stanno preparando al meglio attraverso lezioni interessanti e ricche di contenuti. Sono anche molto umani e disponibili ad aiutarci. All’inizio del Corso, ad esempio, io e altri colleghi internazionali abbiamo affrontato un ritardo per il visto con cui entrare in Italia e dall’università hanno aperto un canale di lezioni online per noi. Una volta arrivati, poi, molti professori si sono resi disponibili a fornirci ulteriori chiarimenti dopo le lezioni. Bello l’ambiente universitario e bene attrezzati i laboratori”. Un po’ rocambolesco, però, l’arrivo a Napoli: Trovare un alloggio è stato difficile e, di conseguenza, c’è stato un ritardo di undici mesi nell’ottenimento di una serie di documenti, dal permesso di soggiorno all’assicurazione sanitaria e non mi era nemmeno possibile andare dal medico. Nel mio Paese queste procedure sono più semplici”. Cita la massima dell’imprenditore Jim Rohn – ‘Se vuoi davvero fare qualcosa, troverai il modo. Se non vuoi veramente, troverai una scusa’ – a testimonianza del fatto che, lei, la sua strada l’ha trovata e imboccata con successo. “Dopo un anno qui mi sento più forte, consapevole e proiettata verso i miei obiettivi”, testimonia. E il nostro Paese agli occhi di uno straniero? “Sin da piccola ho guardato foto dell’Italia e letto del cibo, delle tradizioni e della cultura di questo Paese. Dal vivo è ancora più bello! Mi sono innamorata di Roma, di Sorrento e dei paesaggi naturali che sono incredibili”. E Napoli, “Napule è mille culure, Napule è mille paure…”, che cita proprio in napoletano, è la patria della pizza, delle persone gentili e del calore della casa. L’Italia, adesso, è davvero una seconda casa, in cui conserverà tanti bei ricordi. Arrivata con il marito, studente di Ingegneria, Duaa sarà presto mamma. “A tal proposito vorrei dire che la prof.ssa Momina Condorelli mi ha aiutata tanto durante la gravidanza e nel prendere appuntamento con il medico. L’ho veramente apprezzato”. E per il futuro? “Sfortunatamente mi resta solo un anno in Italia. Ma se trovassi un lavoro qui non esiterei ad accettare ed applicare tutte le conoscenze e le abilità che ho acquisito e continuo ad acquisire alla Federico II”.

Carol Simeoli

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