Ingegneria Industriale. Il prof. Livio Cricelli è il nuovo Direttore di un Dipartimento “grande ed eterogeneo”

“Mi toccherà iniziare ad utilizzare un cellulare perché me lo darà l’Ateneo e dovrò garantire la reperibilità. Naturalmente lo prenderò, ma non appena cesso dall’incarico tornerò alle vecchie abitudini”. Parole del prof. Livio Cricelli, napoletano di sessant’anni, nuovo Direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale. Si era candidato a subentrare al prof. Nicola Bianco, dimissionario dall’incarico per incompatibilità con la nuova funzione di Prorettore, ed è stato eletto con circa 120 voti. Una settantina in più dell’altro candidato, che era il prof. Antonio Lanzotti.

Ma torniamo al cellulare, l’assenza del quale iscrive di diritto il docente alla non molto nutrita schiera dei ‘resistenti’ all’invadenza dei social nelle nostre vite iperconnesse. “Non ne ho mai posseduto uno in vita mia – chiarisce il docente – per scelta ideologica. Io sono molto organizzato e finora ne ho potuto tranquillamente fare a meno senza pregiudizio alcuno per la mia attività lavorativa.

Rispondo alle mail in tempi brevi, ho il telefono fisso all’università, naturalmente, e ho il computer. Nella vita personale credo di aver tratto grande giovamento dal non avere mai posseduto un cellulare, perché ho evitato di perdere tempo sui social e l’ho dedicato ad attività più interessanti e stimolanti. Senza cellulare, secondo me, il cervello si mantiene più attivo”.

Allievo del prof. Raffa

Cricelli insegna Gestione Aziendale e Sistemi di Controllo Manageriale ed è un allievo di Mario Raffa, il docente che ha fondato a Napoli il Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale, ha svolto attività politica di base (era un cattolico col cuore che batteva a sinistra) e nelle istituzioni perché è stato anche assessore al Comune di Napoli. “Mi laureai con lui – racconta il neo Direttore – ma nell’ambito del Corso di Laurea in Ingegneria Aerospaziale (che sono orgoglioso di aver frequentato) perché all’epoca della mia immatricolazione non esisteva ancora Ingegneria Gestionale a Napoli. Era un progetto di là da venire.

Ho poi cambiato ambito per una casualità: dopo aver sostenuto con profitto e con interesse fino ad allora tutti gli esami previsti dal percorso Aerospaziale, seguii per mera curiosità il corso in Economia ed Organizzazione Aziendale con il prof. Raffa. Mi appassionai e scelsi di chiedere a Raffa la tesi di laurea. Lui, come sa bene chi lo ha conosciuto, era una persona capace di trasmettere entusiasmo. Era un docente a tutto tondo, che aveva davvero a cuore il rapporto con i suoi studenti. Abbinava competenze scientifiche indiscutibili alla capacità di stabilire un rapporto empatico e molto umano con chi gli stava intorno. Anche con me, che da semplice laureando ebbi la fortuna di incontrarlo e di formarmi fino alla discussione della tesi di laurea”.

Dottorato a Roma Tor Vergata, docenza per diversi anni all’Università di Cassino e il rientro, nel 2018 (“questa volta da professore”), alla Federico II: le tappe della carriera del prof. Cricelli. Ed ora assume la guida di Ingegneria Industriale, uno dei più grandi Dipartimenti dell’Ateneo con 150 docenti e più di 40 tecnici ed amministrativi. Se si considerano anche borsisti ed assegnisti, la comunità arriva a più di 250 persone. Gli studenti dei vari precorsi di laurea sono diverse migliaia. “Mi sono candidato – racconta il docente – perché sento con forza il senso di appartenenza all’istituzione universitaria e credo si debba restituire almeno una parte di quello che si è ricevuto dall’università pubblica. Sono stato il vice di Bianco e per questo, quando lui è stato nominato Prorettore, ho sentito di candidarmi”.

Gli obiettivi del programma: “Siamo un Dipartimento grande ed eterogeneo con diverse anime: aerospaziale, meccanica, navale e gestionale. I Direttori che mi hanno preceduto le hanno integrate molto bene ed anche per questo abbiamo ricevuto il riconoscimento di Eccellenza, ottenuto ottimi risultati nella valutazione della qualità della ricerca. E abbiamo Corsi di Studio tra i più numerosi di Ingegneria. Mi riprometto di lavorare in continuità con chi mi ha preceduto e di consolidare i risultati che sono stati raggiunti”. Cricelli vorrebbe “allargare la squadra di governo, coinvolgendo docenti di generazioni successive alla mia”.

Arginare l’inverno demografico

Fondamentale nei prossimi anni, sottolinea poi, “sarà attrarre studenti anche al di fuori della Campania e dell’Italia, in ambito internazionale”. Si sofferma su questo aspetto: “Negli ultimi 17 anni le nascite sono diminuite in Italia del 40 per cento. Sono calate da 550.000 a 350.000 neonati all’anno. È l’inverno demografico del quale tanto si parla e si scrive. Vedremo dunque decrescere progressivamente in Italia il bacino dei potenziali immatricolati.

Si aggiunga che si allarga il fenomeno degli atenei telematici, che prima erano una realtà marginale, e si comprende bene che dovremo non farci trovare impreparati e rivolgerci ad un bacino di utenza internazionale. Questo si traduce in più corsi in inglese di quelli che offriamo già e in un’attenzione per gestire al meglio gli studenti internazionali. Mi riferisco per esempio ai visti in ingresso”. Un’altra priorità: “esercitare pressione come Dipartimento ed insieme agli altri affinché si trovino soluzioni per garantire agli studenti fuori sede alloggi decenti e a prezzi accessibili. Il momento molto positivo che Napoli vive ormai da tempo, relativamente ai flussi turistici, ha fatto sì che molti appartamenti siano stati sottratti agli affitti studenteschi e destinati a bed and breakfast”.

Quanto alla ricerca, “dobbiamo consolidare i risultati, continuare a far leva sulle nostre diverse aree culturali e incrementare la partecipazione dei nostri ricercatori ai bandi europei. Lì stiamo crescendo, ma c’è ancora tanto da fare e questo presuppone un sostegno di tutto il Dipartimento ai ricercatori anche nella fase di stesura e formalizzazione dei progetti che vanno a concorso”. C’è poi il tema della Terza Missione: “Abbiamo ottimi risultati sugli spin off e questo patrimonio può essere messo a sistema comune. Per esempio gli studenti potrebbero svolgere le proprie tesi di laurea negli spin off e questi ultimi possono essere un fattore propulsivo per i colleghi”.

Conclude con un messaggio agli studenti: “Come ho detto nel discorso di presentazione della candidatura, io sono stato orgogliosamente studente della Federico II. Esorto gli studenti di oggi a considerare il Dipartimento come una loro casa. Gli studenti in genere non hanno una percezione del Dipartimento come di qualcosa d’importante. Hanno difficoltà anche a capire dove sia la sede e cosa facciano i vari uffici. Ai miei tempi, quando c’erano le vecchie Facoltà, era tutto molto più semplice. Dico loro di superare queste difficoltà e di rivolgersi al Dipartimento per formulare proposte e segnalare problemi e criticità”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.18 – 2026 – Pagina 9

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