Chi finanzia un messaggio politico on-line? Come distinguere un contenuto sponsorizzato da una notizia? E quale impatto hanno le strategie di comunicazione digitale sulla formazione dell’opinione pubblica? Sono alcune delle questioni al centro di Recup (Regulating digital political communication and protecting EU democracy), il progetto con cui la prof.ssa Anna Papa, Ordinaria di Diritto costituzionale e già Presidente della Scuola Interdipartimentale di Economia e Giurisprudenza della Parthenope, ha conquistato una cattedra Jean Monnet della Commissione europea per un triennio durante il quale attraverso didattica, ricerca e confronto con i cittadini, si approfondirà il rapporto tra regolamentazione della comunicazione politica digitale e tutela della democrazia europea.
“Le cattedre Jean Monnet sono iniziative finanziate dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+ per promuovere l’insegnamento e la ricerca sui temi europei nelle università – spiega la prof.ssa Papa – Per ottenerne una, i docenti partecipano ad un bando della Commissione europea, presentando un progetto dedicato a una specifica tematica.
Quest’anno ne sono state assegnate meno di 80 in tutta l’UE e la mia proposta ha vinto il bando”. La posta in gioco è alta: la qualità della democrazia. “Nel diritto costituzionale si avverte molto quanto l’informazione e la comunicazione siano fondamentali per la formazione dell’opinione pubblica, soprattutto in un periodo come questo, in cui sono presenti strategie di disinformazione. Il passaggio epocale che sta vivendo la comunicazione ha un impatto molto forte sui nostri sistemi democratici”, dice Papa.
Una riflessione che trova un riscontro concreto nelle nuove regole europee sulla pubblicità politica che introducono “obblighi di trasparenza per rendere riconoscibili i messaggi pubblicitari politici e identificare chi li finanzia”, prosegue. E il confronto con i media tradizionali mette in luce le difficoltà del nuovo scenario: “I mass media tradizionali hanno avuto e hanno obblighi di trasparenza importantissimi. Nel digitale, invece, anche per l’attività delle piattaforme, la situazione è più complessa”.
Su questi nodi si svilupperà il progetto, che prevede 92 ore di attività didattica all’anno, affiancate da convegni e seminari. Le lezioni confluiranno nell’insegnamento di Diritto dell’informazione e della comunicazione, che Papa porta avanti da oltre un decennio. Accanto alla didattica, gli incontri extracurriculari saranno occasioni di confronto tra ambiti e competenze differenti, “coinvolgendo studiosi di altri settori giuridici, esperti di economia e professionisti della comunicazione”.
Un approccio trasversale che, “pur muovendo dal diritto costituzionale, permetterà di allargare lo sguardo ad altre prospettive”. Il dialogo coinvolgerà anche la società civile, perché “l’opera di disseminazione per questo tipo di progetti è di rilevanza molto ampia”. La comunicazione politica, del resto, non è una questione riservata agli specialisti, ma “riguarda il modo in cui circolano le informazioni, si forma il dibattito pubblico e i cittadini si rapportano alle istituzioni”.
Per ampliare ulteriormente la portata del progetto sono previsti anche “un sito dedicato, una serie di podcast, a partire dal secondo anno, e un volume conclusivo nel quale confluirà il lavoro svolto”. Non solo. Tra le iniziative della cattedra figura anche la possibilità di ospitare per sei mesi un dottorando o una dottoranda proveniente da un Paese extraeuropeo, “che potrà svolgere un periodo di ricerca alla Parthenope e confrontarsi con il gruppo di lavoro”. La rete coinvolgerà docenti della Parthenope, studiosi di altre Università ed esperti, “tra cui rappresentanti dell’AGCOM”. Papa ci tiene a chiarire: “La cattedra è stata assegnata a me, ma alla base c’è un gruppo di persone con cui lavorerò a stretto contatto nel corso del prossimo triennio”.
La docente ringrazia l’Ateneo, l’Ufficio Internazionalizzazione e i colleghi che hanno contribuito alla candidatura, riconoscendo nel supporto “una componente importante dell’esperienza”. Il traguardo porta con sé anche un significato personale. Nel suo percorso di formazione ricorda il legame con una docente, “la mia Maestra”, che l’ha accompagnata nella crescita professionale, a sua volta titolare di una cattedra Jean Monnet all’Università di Milano. Ora tocca a Papa raccogliere questa sfida. “Io amo insegnare e poterlo fare con questo riconoscimento e con una metodologia completamente nuova mi rende, se devo individuare due aggettivi, emozionata ed entusiasta”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.18 – 2026 – Pagina 29







