Un semestre di studi tra Napoli e Almaty, in Kazakistan, e la possibilità di conseguire un doppio titolo di Magistrale riconosciuto da entrambe le università. Si rafforza la collaborazione internazionale dell’Orientale, che ha avviato un nuovo percorso formativo con la Kazakh Ablai Khan University of International Relations and World Languages. L’intesa, al centro dell’incontro del 9 ottobre a Palazzo du Mesnil, coinvolge il biennio in Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa dell’Ateneo partenopeo e quello in International Relations dell’Università kazaka. I primi sei studenti provenienti da Almaty sono attesi a Napoli nel settembre 2027, mentre restano da definire le modalità di mobilità per gli studenti outgoing. –
A illustrare le caratteristiche e le prospettive del programma è il prof. Tommaso Trevisani, responsabile dell’accordo: “Almaty, ex capitale del Kazakistan fino al 1997, è ancora oggi la città più popolosa del Paese, oltre che uno dei principali centri economici e culturali dell’Asia centrale. Una città ricca e moderna, una sorta di Milano dell’Asia centrale. È una grande metropoli ai piedi delle montagne del Tian Shan, in una regione prossima alla Cina e, dunque, particolarmente interessante anche dal punto di vista geopolitico”. È in questo contesto che opera l’Ateneo kazako, un’istituzione dalla lunga tradizione nella formazione linguistica e diplomatica.
“L’università si occupa di relazioni internazionali e di lingue orientali e occidentali. Nacque per formare il personale destinato alla diplomazia sovietica e ha mantenuto questa vocazione anche dopo l’indipendenza del Kazakistan. È un Ateneo privato e molto prestigioso, con criteri di selezione rigorosi e strutture di ottimo livello”. Un ambiente che, secondo le testimonianze raccolte da Trevisani, offre condizioni particolarmente favorevoli agli studenti internazionali. “Diversi nostri iscritti che hanno già svolto periodi di mobilità ad Almaty raccontano di un campus meraviglioso, con strutture sportive, dormitori a costi molto contenuti, mense e biblioteche, il tutto in pieno centro città”.
La collaborazione tra le due istituzioni, del resto, non nasce oggi. I rapporti sono consolidati da sette anni, durante i quali si è sviluppato un flusso di mobilità studentesca, soprattutto dal Kazakistan verso Napoli. “Abbiamo già una collaborazione molto intensa con questa università. La novità emersa dalla visita della delegazione rettorale del 9 ottobre, al termine di un percorso piuttosto complesso, è l’avvio proprio di questo programma di doppio titolo”. L’accordo, almeno in questa prima fase, presenta caratteristiche asimmetriche legate ai differenti ordinamenti. “Per L’Orientale coinvolge la Magistrale in Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa, coordinato dalla prof.ssa Francesca Bellino, in particolare il curriculum Asia, erogato interamente in lingua inglese. Per la nostra controparte, invece, il riferimento è il Master in Relazioni internazionali. Sono due programmi molto vicini, che potremmo definire fratelli, pur con alcune differenze”.
Sul piano amministrativo manca ancora un ultimo passaggio, ma il calendario delle prime attività è già delineato. “L’accordo dovrà essere sottoposto al prossimo Senato Accademico, prima della firma definitiva del Rettore. Ma è tutto pronto, tanto che abbiamo già programmato l’arrivo dei primi sei studenti kazaki a Napoli”. Resta invece da organizzare nel dettaglio la mobilità in direzione opposta, da Napoli verso il Kazakistan. “Dobbiamo ancora stabilire quanti studenti dell’Orientale potranno partecipare e, soprattutto, individuare il programma di studi più adatto, così da garantire la piena compatibilità dei percorsi formativi”.
La portata dell’intesa potrebbe andare ben oltre il singolo programma. Trevisani guarda infatti alle prospettive di sviluppo delle relazioni accademiche tra Napoli e una regione che sta acquisendo sempre più centralità negli studi internazionali. “È un accordo molto importante. Da anni cercavamo di formalizzare e rafforzare una collaborazione già in essere. Non ho esitazioni a definirlo un momento apripista per ulteriori accordi con altri Atenei dell’Asia centrale, ai quali stiamo già lavorando”.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.18 – 2026 – Pagina 33







