Biotecnologie per la Salute. Invito alla frequenza: “più socialità, meno social”

A Biotecnologie per la Salute tutto è pronto per ripartire. Come noto, l’accesso al Corso è disciplinato da una nuova modalità di selezione da un anno e prevede una combinazione numerica di due fattori ponderati: la tempestività della richiesta di iscrizione e il voto conseguito con il diploma di maturità. Le iscrizioni si sono chiuse il 31 agosto e, in attesa dei numeri, che nel 2025 raccontano di 1100 iscritti totali su tutti e tre gli anni, Ateneapoli ha contattato il prof. Massimo Mallardo, Coordinatore della Triennale.

“L’ordinamento – spiega – non prevede cambiamenti”. Quanto al primo semestre, il pacchetto di insegnamenti con cui si confronteranno i nuovi iscritti porta in dote Chimica Generale e Inorganica con Laboratorio, Fisica con Laboratorio, Matematica e Tecniche Computazionali, Inglese. Sulla Matematica una precisazione importante: “coloro che matureranno degli Obblighi formativi aggiuntivi, come noto, dovranno affrontare un percorso per superare il debito”.

Parentesi anche a proposito degli studenti che arriveranno tra la fine del 2026 e l’inizio del prossimo anno dal semestre filtro: “ancora non è stato deciso nulla sul semestre esteso, provvedimento che abbiamo adottato l’anno passato in corso d’opera, e dipenderà molto dai numeri e da quando questi studenti riusciranno a iscriversi; un conto è farlo a dicembre, un altro a marzo come già accaduto”. Da ricordare che il semestre esteso è un piano straordinario di erogazione delle attività didattiche del primo semestre per gli studenti provenienti dal semestre filtro, ma pure per quelli immatricolati con ritardo, in realtà.

Sul sistema della didattica che ha assunto Biotecnologie da qualche anno, tutte conferme: “non lo definiamo più innovativo, ormai è routine e qualche risultato tangibile si sta iniziando a vedere, i numeri sono migliorati”. Mallardo poi si sofferma sull’accoglienza dei prossimi iscritti: “ci prenderemo un pomeriggio di settembre per dare loro il benvenuto”. E dà un’anticipazione di quello che in sede di presentazione dirà alle matricole: “glielo ripeterò almeno 20 volte: devono frequentare l’università.

Hanno a disposizione delle strutture belle e accoglienti e professori attenti. Perdere questa opportunità è come pagare il biglietto per un concerto e non andarci”. Le conseguenze della mancata frequenza, al di là di problemi burocratici: “innanzitutto, studiare da soli è più complicato che avere una guida. Se non si capisce qualcosa nella lezione precedente, si può dissipare il dubbio chiedendo al professore. Interagire con i propri colleghi, inoltre, aiuta a comprendere e ad arricchirsi. E poi, ci sono delle comunicazioni che avvengono dentro le mura universitarie e si ha maggiormente il polso di come stanno andando le cose”. Il docente chiude con una battuta: “direi più socialità, meno social”.

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Ateneapoli – n.15 – 2026 – Pagina 28

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