Pausa didattica ed esami ad aprile: per alcuni “la situazione è un po’ tragica”

Nuovo regolamento, la parola agli studenti

Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento didattico di Ateneo nel maggio 2023 il Collegio di Ingegneria ha stabilito per l’anno accademico 2023/24 l’obbligo di almeno 5 appelli ordinari (a gennaio, febbraio, giugno, luglio e settembre) e almeno 2 appelli di recupero obbligatori per gli esami in debito, rivolti agli studenti fuoricorso o che hanno già frequentato il corso del relativo insegnamento (ad ottobre/novembre e aprile), e l’introduzione del periodo di sospensione delle lezioni, una pausa didattica durante ciascun semestre, a novembre e ad aprile. Ma cosa pensano gli studenti di queste modifiche? Per alcuni la nuova organizzazione è stata deleteria.
Andrea, terzo anno di Ingegneria Meccanica, ritiene l’organizzazione della sessione invernale ‘infattibile’: “È impossibile sostenere tutti e quattro gli esami del primo semestre, perché non sono semplici e per ciascuno servono anche un paio di mesi di studio. Quindi, se non ci si organizza bene, tutta la sessione se ne va per un solo esame”. Infatti, anche se alcuni professori sono stati “molto disponibili e hanno inserito date anche a marzo”, gli appelli di recupero a metà aprile coincidono con “un mese e mezzo di corsi del secondo semestre, e non è possibile contemporaneamente seguire, recuperare esami arretrati, per noi dell’ultimo anno preparare anche la tesi e laurearsi a luglio o settembre e magari avere anche del tempo per rilassarci e fare vita sociale. La situazione è un po’ tragica”.
L’amico Francesco, iscritto allo stesso anno di Ingegneria Meccanica, condivide le stesse perplessità: “Le date di esame ci sono, ma è molto a discrezione dei professori se fissare prove intercorso o aggiungere appelli a marzo; quindi, è complicato rimanere in corso e recuperare gli esami in arretrato. Inoltre non tutti poi rispettano date e orari, e questo vale anche per i corsi. Io sono di Salerno, quindi impiego due ore a venire e due a tornare dall’università”. Le sue proposte per rendere più fruibile il Corso: “Magari dare la possibilità di seguire in dad, poiché alcune sedi sono difficili da raggiungere e gli orari spesso sono poco bilanciati; distanziare le date degli appelli; suddividerli in moduli per gli esami più pesanti, o comunque tenere vicini esami propedeutici l’uno all’altro così che gli argomenti sono ancora freschi”.
Per Roberta Ferrante, all’ultimo anno della Magistrale in Ingegneria Chimica, con gli appelli di aprile “non si esce mai dalla sessione”. Bene o male, sottolinea: “abbiamo esami tutti i mesi, ma adesso marzo è facoltativo. Io sono stata fortunata e ho potuto sostenere il mio esame a scelta, Sustainable Technologies for Pollution Control, ma non è stato per tutti così. Inoltre con gli appelli di aprile, stiamo sostenendo esami ininterrottamente da sei mesi, è abbastanza estenuante”. Tuttavia la passione per ciò che studia la spinge ad andare avanti: “Mi piace moltissimo quello che studio, ho scelto il curriculum ‘Sustainable Engineering’, perché credo che sia un argomento di fondamentale importanza oggi e con numerose prospettive lavorative, e adoro la ricerca che sto svolgendo per la tesi con il prof. Salatino sui reattori”.

“È un po’ difficile stare al passo con tutto”

Delia e Chiara, terzo anno di Ingegneria Chimica, scherzano: “il problema forse siamo noi”, ma poi aggiungono: “la pausa didattica ha rovinato un po’ tutto, perché ora solo alcuni professori fissano appelli a marzo. La pausa di aprile dura solo una settimana e le date di esame sono tutte vicine, abbiamo le prove una dietro l’altra. Quindi, se si punta a voti alti, se ne può sostenere al massimo una. È come se ci avessero tolto un mese”.
Altri colgono aspetti sia positivi che negativi nelle modifiche di regolamento. Giuseppe Sollazzo e Sabrina Gioielli, secondo anno di Ingegneria Edile, credono che la pausa didattica ad aprile sia stata un bene, ma i professori “ci hanno caricato di cose da fare; ieri avevamo un esame, lunedì un altro, più delle consegne per i corsi del secondo semestre. È un po’ difficile stare al passo con tutto”.
Per Sara Mariniello e Francesca Imparato, secondo anno di Ingegneria Chimica, la nuova organizzazione è “un po’ caotica, perché ci si ferma a dicembre, poi ci sono gennaio e febbraio di sessione, poi ci si ferma di nuovo a marzo, e poi si riprende ad aprile con gli appelli di recupero”. Concludono: “Forse era meglio quando la sessione si concludeva a marzo, ma crediamo che aprile potrebbe essere utile per distribuire il peso dello studio, dovrebbe essere solo più lineare l’alternanza tra pause e appelli.
Per Camilla Pappalardo e Angela Autieri, primo anno della Magistrale di Ingegneria Chimica, la sessione sta andando “bene, ma non benissimo”. I professori “sono abbastanza aperti e hanno inserito date aggiuntive a marzo; quindi, per il nostro Corso è come se ci fosse ancora. Però anche se abbiamo avuto la possibilità di dividere gli esami a metà tra scritto e orale con le prove intercorso, è comunque impossibile sostenerli tutti, perché sono troppi”.
Per altri la sessione fila liscia come l’olio. Luigi Amodio, al primo anno di Ingegneria Aerospaziale, pensa che questo semestre non sia stato affatto tragico: “Tutti i professori hanno dato la possibilità di svolgere prove intercorso e per ora ho dato quasi tutti gli esami; mi resta soltanto Fisica, che sto ripassando adesso per la prova di oggi”. Aggiunge: “Il professore spiega e tu studi, bisogna imparare a gestire il tempo, ma, con gli appelli a disposizione e la pausa didattica, si riesce a fare tutto”.
Anche Riccardo, al terzo anno di Ingegneria Gestionale, non ha esami arretrati. “Durante la pausa di novembre sono riuscito a sostenere le prove intercorso e poi a dicembre a completare due esami; poi ho sostenuto gli altri a gennaio e febbraio. Adesso sono in corso e sto pensando alla tesi, e approfitterò di questi appelli di aprile per sostenere altre prove intercorso”. Per Martina, al terzo anno di Ingegneria Chimica, le date di appello sono “disposte bene” e i professori “molto disponibili”. Aggiunge: “Quest’anno abbiamo esami che valgono molti crediti, quindi ce ne sono meno da affrontare e si riescono a sostenere, per l’organizzazione e perché i professori all’occorrenza cambiano le date o ne inseriscono di aggiuntive”. Grazie alle pause didattiche ha sostenuto ben 4 prove intercorso ed è già “diretta verso la tesi”.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.08 – 2024 – Pagina 13

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