Secondo posto per la squadra federiciana all’University Vet Talent

La finale della competizione studentesca nazionale si è svolta a Cremona

Medaglia d’argento ex aequo con Pisa per il Dipartimento di Veterinaria della Federico II all’University Vet Talent. La competizione a squadre, rivolta agli studenti del IV e V anno di Medicina Veterinaria, è riservata agli studenti italiani e ha come obiettivi il rafforzare la motivazione dei futuri medici veterinari, facilitare l’incontro con i colleghi di domani per intessere relazioni durevoli e condividere esperienze, nonché valorizzare il lavoro di squadra. La squadra federiciana era composta da Luciana Cozzolino, il capitano, e da Flavio Acri, Carlotta De Iasio, Lucia Ammaturo, Salvatore Padricelli. “Era la prima edizione della competizione – racconta Cozzolino, che si è laureata da qualche mese e sta per compiere 25 anni – e si è svolta il 10 settembre a Cremona, a palazzo Trecchi, la sede dell’Associazione italiana medici veterinari. Prima di essere ammessi abbiamo partecipato ad una preselezione, una sorta di girone eliminatorio, che si è svolta però online. Ogni squadra gareggiava nella sua città. Superata la preselezione, siamo stati ammessi alla vera e propria competizione, una sorta di campionato italiano degli studenti dei Corsi di Laurea in Veterinaria”. Prosegue: “A Cremona c’erano esperti europei i quali illustravano casi clinici relativi a piccoli animali e a diverse specializzazioni: cardiologia, dermatologia, medicina di urgenza. Ciascuna squadra doveva rispondere, terminata l’esposizione dei casi clinici da parte degli esperti, a quattro domande relative alla scelta più gusta che avrebbe dovuto compiere il veterinario per affrontare e risolvere quelle situazioni. In sostanza, era una simulazione di quel che accade ogni giorno ai veterinari impegnati nell’attività professionale. L’esposizione del caso durava trenta minuti. Ogni squadra era composta da cinque studenti. Noi della Federico II abbiamo commesso in totale tre errori. Milano, che si è classificata in prima posizione, ha dato due risposte inesatte. Pisa pure ha commesso tre errori e per questo siamo arrivati appaiati al secondo posto”. Al di là del premio – i federiciani hanno vinto ciascuno un buono Amazon del valore di 150 euro – il bilancio della partecipazione, secondo quel che racconta il capitano della squadra, è estremamente positivo: “L’aspetto più interessante di questa esperienza è stata la consapevolezza che esiste una rete di futuri professionisti pronti a farsi valere e la possibilità di confrontarsi con essi. Fare rete è fondamentale in un mondo nel quale occorrono più specializzazioni ed ognuno deve avere il proprio ruolo in una ipotetica squadra, in un network. Non si ragiona come singolo veterinario, ma come parte di una squadra che comprende l’anestesista, il cardiologo, il chirurgo ed altri esperti. È stato bello, inoltre, andare a Cremona perché abbiamo potuto metterci alla prova su casi clinici che talvolta erano piuttosto complessi. Per esempio, quelli relativi alla dermatologia sono stati per noi molto impegnativi”.

Al primo anno “si va in sala settoria, l’impatto è forte”

Cozzolino ha conseguito la laurea a luglio. Ecco le sue impressioni sul dopo laurea di un veterinario: “Ci si dà da fare, ci sono opportunità. I primi mesi servono a capire ed inquadrare con precisione quali sono le proprie aspirazioni, a non perdere di vista gli obiettivi. Oggi c’è molta richiesta di laureati in Veterinaria in vari settori, dal Servizio sanitario nazionale alla Clinica dei piccoli e dei grandi animali. È importante specializzarsi e capire al meglio quale sia la propria strada. Io, per esempio, sono molto affascinata dal discorso della One Health, delle interconnessioni tra salute animale e salute umana. Il mio sogno è quello di lavorare alla WOAH, l’equivalente in ambito veterinario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel frattempo sto per cominciare un tutorato senior di Clinica medica, lavorerò con l’Ateneo. Sarò il supporto didattico delle attività degli studenti presso l’Ospedale veterinario della Federico II”. Incontrerà, dunque, studenti già piuttosto avanti con la carriera universitaria. Ai più giovani, ai nuovi immatricolati, dice: Il segreto per partire con il piede giusto è ascoltarsi, ascoltare chi è vicino, chiedere consulto ai professori e crederci sempre. Studio e talento ci aiutano ad arrivare dove vogliamo. Possiamo farlo”. Ricorda: “Durante il primo anno del Corso di Laurea si è quasi sommersi dalle attività pratichee si affrontano insegnamenti impegnativi come Anatomia. Si va in sala settoria e si fa pratica sugli animali morti. L’impatto è forte, ma si matura e ci si perfeziona”. Aggiunge un consiglio: “Bisogna mettersi in discussione al di là del sentimento e dell’empatia che si può provare verso gli animali. Noi siamo professionisti chiamati a visitare anche i macelli, a compiere ispezioni sugli alimenti di origine animale, a contrastare la diffusione di malattie come la brucellosi o la tubercolosi”.

Fabrizio Geremicca

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