Terzo settore, quando il tirocinio diventa ponte tra università e territorio

Creare un ponte stabile tra università e territorio, offrendo agli studenti occasioni concrete di formazione e inserimento professionale nel mondo del sociale. Con questo obiettivo si è svolto lo scorso 14 aprile il seminario ‘UNINA incontra ETS Accoglienti’, promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali, un appuntamento dedicato ai tirocini curriculari negli enti del terzo settore.

Ad aprire i lavori è stato il prof. Francesco Pirone, Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Innovazione Sociale, che ha sottolineato il valore strategico della collaborazione tra Ateneo ed enti del territorio: si tratta di un’iniziativa inserita “all’interno di una cornice di collaborazione più ampia che vede collaborare l’università con gli enti del terzo settore, soprattutto nell’ambito della formazione e della ricerca”. Pirone ha poi evidenziato l’importanza occupazionale del comparto: “crediamo molto nello sbocco professionale dei nostri laureati all’interno di questo mondo”.

Centrale, in quest’ottica, il tirocinio curriculare, definito come un’esperienza decisiva sia nei percorsi Triennali sia Magistrali, con una duplice funzione: orientamento e socializzazione alla cultura pratica vissuta negli enti. La prof.ssa Giustina Orientale Caputo, Coordinatrice del Corso di Laurea in Sociologia, ha richiamato invece la missione formativa del Corso: insegnare agli studenti ad assumere uno sguardo critico, capace di osservare, comprendere, analizzare e immaginare forme di intervento sulla realtà sociale.

Ha inoltre invitato a superare una visione esclusivamente negativa del mercato del lavoro, ricordando che esiste anche “la possibilità di avere un altro sguardo sul lavoro, sul rapporto che si può avere con il territorio e sul tipo di lavoro che un sociologo o una sociologa possono fare”.

Tra gli interventi principali anche quello di Mauro Giannelli, Coordinatore nazionale del progetto FQTS, percorso di formazione promosso da diversi organismi del terzo settore. Giannelli ha ripercorso la storia del progetto, nato circa vent’anni fa per la formazione dei quadri dirigenti del terzo settore, quando il settore stesso appariva ancora poco definito e necessitava di strumenti e confronto. Oggi il progetto guarda soprattutto alle competenze e ai giovani under 35, coinvolti direttamente nella costruzione dei percorsi formativi, sia nei contenuti sia nelle modalità.

Due gli obiettivi messi al centro negli ultimi anni: il contrasto alla desertificazione sociale e la promozione di nuove forme di imprenditorialità. Sul primo punto, Giannelli ha parlato della necessità di restituire vita ai territori svuotati, rilanciando il concetto di “ritornanza”, cioè la possibilità concreta di tornare per chi è partito. Ha poi insistito sul valore dell’incontro tra persone e realtà sociali, condizione indispensabile per qualsiasi avanzamento collettivo. Da qui anche la volontà di trasformare il tirocinio in una vera esperienza formativa, non soltanto in un passaggio utile alla laurea. In chiusura, un invito all’azione rivolto agli studenti: “ma se non facciamo niente, niente accade”.

Sul rapporto tra competenze universitarie e impegno civico si è soffermato Umberto Cristadoro, Presidente di CSV Napoli ETS. Ha ricordato che gli enti del terzo settore sono “per natura accoglienti” e che spesso operano quotidianamente a stretto contatto con i bisogni delle persone, talvolta supplendo alle carenze delle istituzioni.

Il Centro servizi per il volontariato, ha spiegato, accompagna associazioni ed enti nel loro percorso di crescita, ma avverte anche l’esigenza di competenze nuove. Cristadoro ha inoltre invitato i giovani a vivere queste esperienze con apertura e spirito di iniziativa: “ai giovani dico di affrontare il percorso con curiosità, con passione, con voglia di fare conoscenza, operare e sbagliare anche. È un mondo dove sbagliare non viene considerato come qualcosa da punire, ma si cerca di apprendere e di andare avanti sui propri errori”.

A chiudere la prima parte dell’incontro è stato Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum terzo settore della Campania, che ha definito il tirocinio come un percorso da riempire di significato e da scegliere con consapevolezza: non uno stage qualsiasi, ma un’esperienza da vivere sapendo che dall’altra parte c’è qualcuno pronto a costruire insieme qualcosa di importante.

La seconda parte del seminario è stata dedicata alla presentazione di alcune realtà del territorio disponibili ad accogliere tirocinanti. Tra queste il Consorzio CO.RE, impegnato nell’area vesuviana con attività di progettazione sociale, comunicazione e servizi educativi; il Giardino Segreto di Roccaromana, nato nel 2022 nelle aree interne del casertano e attivo tra slow tourism, cammini e contrasto allo spopolamento;

IRFORM, impegnato nella formazione come strumento per leggere la complessità del mondo contemporaneo; Cilento Youth Union APS, associazione giovanile attiva nell’educazione non formale e nei programmi Erasmus; MEDINA, Consorzio di cooperative sociali nato nell’area di Acerra e presente anche nei progetti di rilancio dell’ex base NATO di Bagnoli.
L’incontro ha mostrato agli studenti come il tirocinio possa diventare molto più di un obbligo curriculare: un’occasione per misurarsi con i bisogni reali dei territori, mettere in pratica le competenze acquisite e immaginare nuove forme di partecipazione sociale e professionale.
Daniela Francesca De Luca

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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 22

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