Tradizioni, pratiche sociali e saperi culinari del patrimonio culturale immateriale legato al cibo. Giornata del Made in Italy

Valorizzare tradizioni, pratiche sociali e saperi culinari riconosciuti come patrimonio culturale immateriale: i capisaldi per celebrare la Giornata del Made in Italy, che l’Università Parthenope ha programmato per il 4 maggio, alle ore 9.30 presso l’aula 1.1 di Palazzo Pacanowski. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Studi Aziendali ed Economici diretto dal prof. Raffaele Fiorentino e coordinata dall’Osservatorio Socio-economico della Pizza Napoletana, è realizzata in collaborazione con l’Osservatorio sulla Dieta Mediterranea, l’Associazione Verace Pizza Napoletana, la FIPE Campania e il CNR-DSU.

Rientra tra le attività approvate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della giornata nazionale dedicata al settore (15 aprile). A raccontarne contenuti e obiettivi è il prof. Rocco Agrifoglio, ordinario di Organizzazione Aziendale e coordinatore dell’Osservatorio: “Il valore del Made in Italy non risiede solo nella qualità dei prodotti, nella loro estetica o nel design, ma anche, e forse soprattutto, nel patrimonio culturale che li sostiene.

Non è solo ciò che produciamo, ma come lo produciamo: ed è proprio in questo ‘come’ che si concentra un insieme complesso di saperi, competenze ed esperienze che vivono nelle relazioni e si trasmettono nel tempo”. Al centro del convegno tre simboli della gastronomia italiana riconosciuti dall’UNESCO: l’arte del pizzaiuolo napoletano, la dieta mediterranea e la cucina italiana.

“Rappresentano elementi fondamentali dell’identità culturale del nostro Paese e offrono una chiave di lettura privilegiata per comprendere il legame tra dimensione economica e valore sociale”. L’evento si rivolge a studenti, imprenditori, professionisti e cittadini interessati. “Come Ateneo riteniamo fondamentale creare occasioni di dialogo tra mondo accademico, istituzioni e società. È parte integrante della Terza missione: diffondere conoscenza e rafforzare la consapevolezza del patrimonio culturale sul territorio”.

In questo quadro si inserisce anche il contributo dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana. “Mette in relazione gli aspetti economici con quelli sociali e culturali – chiarisce il docente – evidenziando come l’arte del pizzaiuolo napoletano rappresenti un esempio emblematico di patrimonio immateriale capace di generare valore per il territorio. Può favorire il dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni e contribuire alla definizione di strategie di sviluppo sostenibile”. Intenso il programma della Giornata, tanti gli ospiti attesi: docenti universitari, esperti del settore, esponenti di associazioni. E anche uno chef stellato.

Per il Dipartimento si tratta di un ambito strategico di sviluppo. “Stiamo lavorando molto su questi temi – evidenzia Agrifoglio – attraverso un’offerta formativa articolata: il Corso di Laurea in Management delle Imprese Turistiche, che include un percorso sul patrimonio culturale, e il Corso Magistrale, in lingua inglese, in Fashion, Art and Food Management, dedicato proprio alle filiere del Made in Italy”.

A questi si affiancano strumenti di ricerca e confronto come il Fashion, Art and Food Innovation Lab e lo stesso Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana. “Puntiamo a costruire un percorso formativo completo e rafforzare il dialogo con scuole, istituzioni e territorio, per diventare un punto di riferimento nella formazione e ricerca sul Made in Italy”.

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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 39

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