Il test di accesso a Medicina “una prova che non perdona”

Il test di accesso a Medicina “una prova che non perdona”

Il medico? Una missione! dice il prof. Marco De Sio guardando negli occhi la platea di aspiranti medici – Chi di voi sceglierà questa professione affronterà molti sacrifici, ma ne trarrà in cambio enormi soddisfazioni”.

Una professione di cui non si è mai parlato tanto come durante il periodo del Covid quando gli ‘angeli in camice’ hanno sacrificato sé stessi per arginare la pandemia. Una professione che pone gli esseri umani di fronte agli esseri umani, che richiede prima di tutto empatia, umanità, altruismo.

Non è una professione per tutti. La sala è gremita, gli studenti dei licei, spalla a spalla, guardano assorti lo schermo dove adesso campeggia una sigla che desta non poca preoccupazione: Tolc. Sono tante le novità riguardo al test somministrato dal Cisia, che da quest’anno potrà essere effettuato in due diverse tornate, accessibili agli studenti a partire dal quarto anno delle superiori. Aprile e luglio i mesi in cui si svolgeranno. Gli studenti avranno l’occasione di dare il meglio di sé di fronte allo schermo. Sì, perché un’altra novità è proprio questa. Dalle parole di De Sio: “Non è più il tempo del cartaceo e i test si svolgeranno al computer. Avrete così modo di accedere direttamente al vostro risultato”. E poi l’avvertimento: “Non prenderei sottogamba il test. Scordatevi l’interrogazione in classe a cui siete abituati. La maggior parte di voi non è abituata al test a risposta multipla (50quesiti in 90 minuti), ma sappiate che questa è una prova che non perdona. Non lo dico per spaventarvi, ma per far sì che capiate l’impegno che vi state assumendo e che lo affrontiate come si deve”. Più occasioni per provare, certo, ma non per la stessa area disciplinare: Non si può scegliere di concorrere due volte per Medicina (Tolc-Med) o per Veterinaria (Tolc-Vet), ma una singola volta per ognuno degli ambiti”, aggiunge il docente. Consigli per affrontare il test al meglio? “Prendetevi il giusto tempo e leggete attentamente le domande, nel frattempo esercitatevi nell’apposita sezione sul sito del Cisia, che da quest’anno offre la possibilità di effettuare simulazioni sui quesiti delle precedenti edizioni.

“Siate sempre inclini all’ascolto”

Il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (durata 6 anni) si disloca su due sedi, Caserta e Napoli (310 posti la prima e 260 la seconda), e va a “formare gli studenti sotto il profilo professionale e specialmente umano”, come ha sottolineato il prof. Marco Montella, docente di Anatomia patologica. Si parla di un Corso di Laurea abilitante, che permette cioè di svolgere la professione dopo il conseguimento del titolo: Vi sarà richiesto molto impegno. I corsi sono obbligatori e sin dal primo anno verrete collocati in reparto, verrete abituati alla reperibilità e al contatto con i pazienti. Ricordatevi sempre che i medici hanno a che fare con i momenti più difficili della vita delle persone, quindi siate sempre inclini all’ascolto, siate vicini alle esigenze delle persone e siate umani. Corsi, turni in corsia, sedute d’esame impegnative e tanto, tanto sacrificio, ma anche tante occasioni. A differenza della didattica ‘statica’ delle superiori, “l’università si fonda su un tipo di conoscenza mutevole nel tempo – prosegue Montella – che si sviluppa grazie alla ricerca e che viene divulgata attraverso le più illustri riviste scientifiche, come Springer, alle quali il nostro Ateneo è abbonato, garantendone la libera consultazione da parte degli studenti”. Da non sottovalutare la possibilità di partecipare al programma Md/Phd, percorso di formazione di eccellenza che si affianca al Corso di Laurea, accessibile a partire dal secondo anno. Un’occasione per mettersi in gioco se non si è interessati esclusivamente all’ambito clinico, ma anche a quello della ricerca.

Il Corso di Laurea in Medicine and Surgery (55 posti), con sede a Napoli ed equivalente in inglese di Medicina e Chirurgia, sembra un perenne Erasmus – racconta Giorgia, studentessa al terzo anno – ed è possibile interfacciarsi con studenti che provengono da tutto il mondo. È richiesta una conoscenza di base della lingua inglese, ma non temete, dopo qualche tempo imparerete a parlare fluentemente. A me è successo così”. “Destreggiarsi tra i vari corsi non è semplice e all’inizio può essere disorientante – dice Serena (Medicina e Chirurgia) – ma non verrete lasciati soli e potrete contare su apposite figure dette tutor. Io sono tutor di Anatomia umana e ho il compito di seguire gli studenti e accompagnarli nel loro percorso, per supportarli nel caso in cui avessero bisogno”.

Sorrisi smaglianti, incisioni e suture su cosce di pollo, estrazioni da teste di suini e interventi ambulatoriali: sono queste le immagini che inaugurano la presentazione del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, mentre alcuni studenti si accingono a lasciare il loro posto e a immettersi nei corridoi. Il Corso (55 posti con sede a Napoli) spiana la strada ai dentisti del domani, cioè a quelle figure che si occupano della prevenzione, della cura e della riabilitazione delle patologie dentarie e più ampiamente del cavo orale. La pratica è un aspetto fondamentale del percorso considerando specialmente che dopo la laurea si è abilitati a svolgere la professione.

Ma, una volta iscritti, che si fa? Come si superano gli esami? “La mole di studio non è quella delle superiori, e neanche il metodo – riprende il prof. Montella – dovrete quindi reinventarvi. Avrete a disposizione moltissime aule studio e zone ricreative, ci aspettiamo che le sfruttiate. La vita universitaria non si affronta da soli, servono condivisione e confronto, anche solo per sfogarsi su una sessione particolarmente pesante. Ritrovatevi, studiate insieme, formate gruppi e stringete nuove amicizie. Alla fine dei sei anni vi sembrerà che il tempo sia volato”.

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