Interesse internazionale per il progetto Emerge

Una nuova scala di misura della personalità negli adolescenti: l’obiettivo della ricerca di un team del Dipartimento di Psicologia

Una indagine innovativa sullo studio della personalità, con risultati  interessanti a livello internazionale. Il progetto ‘Emerge’ – hExaco Model adolEscent enviRonment Gene intEraction –, che si inserisce nel programma di finanziamento a sostegno della ricerca VALERE dell’Università Vanvitelli,   è condotto dal prof. Augusto Gnisci, professore di Psicometria alla Triennale e di Metodologia e Tecnica della ricerca applicata alla Magistrale, Dipartimento di Psicologia, insieme al team di colleghi formato dai professori Lucia Abbamonte, Lucia Ariemma, Roberto Marcone, Andrea Millefiorini, Vincenzo Paolo Senese, dalla dott.ssa Ida Sergi, con la collaborazione esterna del prof. Marco Perugini, Università di Milano Bicocca. Lo scorso 28 ottobre si è tenuto online il primo incontro di restituzione per presentare agli studenti del Corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche i risultati ottenuti della ricerca. Il calendario prevede altri appuntamenti (sempre su piattaforma Teams): il 18 novembre con il prof. Perugini, il 9 dicembre il prof. Gnisci incontra gli studenti della Magistrale in Psicologia Applicata.

L’obiettivo della ricerca è stato quello di sviluppare una nuova scala di misura della personalità negli adolescenti (fascia 10-14 anni) che potesse valutare anche aspetti finora poco indagati. Per farlo, si è preso a riferimento il modello HEXACO, che include sei diversi fattori: H= Onestà/Umiltà, E= Emotività, X= Estroversione, A= Piacevolezza, C= Coscienziosità, O= Apertura all’esperienza. Sviluppare questo strumento ha permesso al gruppo di lavoro anche di comprendere se in questa fase adolescenziale della vita di una persona la personalità è già parzialmente o totalmente strutturata, e quindi stabile, o se piuttosto si evolve e cambia. Lo strumento che è stato sviluppato è un questionario formato da 192 domande, somministrato a circa duemila adolescenti campani. “Il progetto nasce legato al territorio. Abbiamo scelto di contattare le scuole da coinvolgere per spiegare loro il progetto, farlo approvare, presentarlo anche ai genitori e ai ragazzi e solo in seguito proporre il loro coinvolgimento volontario degli adolescenti. Per noi, questo aspetto è molto importante, tanto che, sin da subito, abbiamo ragionato nell’ottica di una parte finale di restituzione dei risultati, sia agli studenti universitari che ai giovani ragazzi che hanno partecipato al progetto”, racconta il prof Gnisci.

Avviato nel 2019, gli anni di pandemia hanno reso più complicato il lavoro. Nonostante questo imprevedibile cambio di programma, è stata riscontrata una partecipazione entusiasta di circa venti scuole medie della Campania. I risultati hanno confermato l’ipotesi iniziale dello studio, che si aspettava di trovare una struttura di persona a sei fattori nei soggetti intervistati. “Ci potevamo aspettare un cambiamento maggiore nel corso dei tre anni, una maturazione; invece, abbiamo trovato una struttura quasi invariata, piuttosto stabile. Questo significa che, in quella fase, alcuni aspetti sono sostanzialmente formati e hanno una loro stabilità, spiega il prof. Gnisci. Questa stabilità è stata dimostrata con un’ulteriore analisi: prendendo a riferimento alcuni ragazzi, questi sono stati intervistati sia al primo che al secondo anno, e hanno confermato gli stessi tratti emersi nella prima indagine. Attualmente è in corso l’analisi dei risultati per quanto riguarda la seconda parte della ricerca: comprendere il ruolo dei fattori biologici e ambientali nello sviluppo della personalità.

Lo studio, nuovo nel suo settore di ricerca, sta iniziando a raccogliere un crescente interesse in ambito internazionale: “diversi colleghi hanno iniziato a richiederci la scala da noi creata per poterla validare nei loro contesti, tra cui, ad esempio, uno australiano”, conclude il docente.

Agnese Salemi

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