Dibattiti a L’Orientale sul conflitto israelo-palestinese

Per L’Orientale si prospetta un maggio ricco di discussioni sulla guerra in atto nei territori palestinesi occupati. A partire dal convegno interateneo del 13 e 14 maggio in collaborazione con La Sapienza di Roma intitolato ‘Giornate della Nakba: diritti, informazione, attualità’ e dalla presentazione del 17 dello stesso mese del libro ‘J’accuse’ di Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sul territorio palestinese occupato, giurista, nota anche ai non addetti ai lavori per le diverse partecipazioni a talk show televisivi nei quali si è sempre espressa a sostegno della causa palestinese.
Della genesi e del senso dei due eventi ne ha parlato la prof.ssa Daniela Pioppi, docente ed esperta di Medio Oriente e Nord Africa, che farà da moderatrice sia per ‘Race, Apartheid, and Settler Colonialism in Palestine’, conferenza che rientra nella due giorni organizzata con l’Ateneo romano, che per l’appuntamento con Albanese, nel quale sarà accompagnata pure dalla prof.ssa Sara Borrillo e da Luigi Daniele (Nottingham Law School).
“L’Orientale – spiega Pioppi ad Ateneapoli – organizza di continuo eventi sulle diverse aree geografiche che studia e così, ovviamente, sul Medio Oriente; soprattutto ora che c’è una crisi in corso. Negli ultimi mesi alcune situazioni sono diventate più chiare, il quadro legale internazionale è cambiato anche a seguito della sentenza della corte dell’Aja del 23 gennaio. In quell’occasione, come noto, la Corte di Giustizia ha dichiarato plausibile che in Palestina sia in corso un genocidio e ha promulgato una serie di ordinanze alle quali gli Stati membri devono attenersi mentre il caso viene portato avanti, e ci vorranno anni. Tutto questo segue alla gravità degli eventi a Gaza, in Cisgiordania, cioè in tutti i territori palestinesi occupati. Fatti che potrebbero avere risvolti a livello regionale con un allargamento del conflitto”.
Da docente che si occupa di Storia contemporanea dei paesi arabi, Pioppi ribadisce l’impegno a portare avanti “la solita attività di ricerca, che si fa da sempre”. Ma non è tutto. Alle due conferenze citate si aggiungono collateralmente altri incontri: lo scorso 23 aprile è stato organizzato un seminario – ancora visibile sul canale Youtube dell’Ateneo – intitolato ‘Israele, l’industria delle armi e il ruolo delle università’ organizzato con la Società di studi sul Medio Oriente in Italia; “qui l’accento è stato posto sul fatto che l’industria militare italiana e non solo continua ad esportare armi a Israele in violazione del diritto internazionale – noi siamo il terzo fornitore”.
E ancora: il 16 maggio spazio al libro ‘Università e militarizzazione. Il duplice uso della libertà di ricerca’, presentato assieme all’autore Michele Lancione, professore del Politecnico di Torino. Nel frattempo, anche i dottorandi di Scienze umane e sociali stanno organizzando incontri su temi legati alla Palestina. In generale, ben oltre L’Orientale, il dibattito sulla guerra in corso nei territori palestinesi occupati vede il mondo universitario – italiano e no, basti pensare alle americane Harvard e Columbia – teatro di proteste pro-Palestina a favore del boicottaggio degli accordi con le Università israeliane.
A questo proposito, lo scorso 24 aprile, al Corriere della Sera, il Rettore Roberto Tottoli derubricava tutto a opera di pochi estremisti – “agli scontri si vedono sempre le stesse facce: quelli de La Sapienza sono quelli della Federico II e quelli che ho visto qui da noi (a novembre, ndr)” – e continuava affermando: “noi ci siamo sempre battuti contro qualsiasi boicottaggio, non è inclusivo, e lo dico nonostante abbia docenti che firmano alcuni appelli”. Riferimento, quest’ultimo, affatto casuale: il giorno prima di queste dichiarazioni, dunque il 23 aprile, infatti, si riuniva il Senato Accademico e nel documento relativo all’ordine del giorno, pubblico e tuttora accessibile sul sito dell’Ateneo, alla voce ‘Comunicazioni’, si legge di una lettera “di un gruppo di docenti sulle convenzioni de L’Orientale con Fondazione Med-or e Università israeliane”. Si attendono sviluppi.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.08 – 2024 – Pagina 29

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