“Un’occasione per mettersi alla prova, imparare sul campo e partecipare a un evento di respiro internazionale”. Questo è YLab 2025, secondo la prof.ssa Chiara Ghidini. Si tratta infatti di un’esperienza che coinvolgerà 20 studentesse e studenti (cui si candida entro il 10 giugno) come parte di una giuria durante il Prix Italia, la cui 77esima edizione si terrà proprio dal 20 al 24 ottobre a Napoli.
In particolare l’YLab è un’esperienza formativa unica, anzi “un’opportunità per riflettere sul futuro e per plasmare la comunicazione di domani, grazie alla presenza di esperti del settore che sosterranno la creatività e le idee dei giovani partecipanti. Un laboratorio creativo che coinvolge gli studenti in uno scambio di esperienze con esperti e ospiti internazionali favorendo lo sviluppo di competenze e l’acquisizione di crediti formativi”, si legge sulla pagina dedicata. In generale, il Prix, premio internazionale dedicato all’innovazione nei contenuti radiofonici, televisivi e digitali, è gestito dalla Rai.
E per l’edizione di quest’anno, in cui il tema sarà documentare il reale, “la figura principale sarà Yamazaki Shuichiro, giapponese molto famoso che si occupa di Tokyo Docs, cioè di documentari per la NHK”, spiega Ghidini. Che poi prosegue: “l’occasione ci è sembrata un’opportunità importante, parteciperanno ragazze e ragazzi dell’Orientale, così come di altri Atenei campani, e diventeranno di fatto membri della giuria dei documentari in concorso”. E qui si viene al requisito più importante che gli studenti devono possedere per presentare la propria candidatura: il C1 di lingua inglese, dato che tutti i contenuti saranno accompagnati da sottotitoli.
L’esperienza sul campo sarà di quelle da incorniciare: formazione online dedicata e accesso all’archivio delle opere in concorso, partecipazione diretta ai lavori della giuria, anche in presenza durante il Prix Italia, ingresso libero a tutti gli eventi, comprese le sessioni riservate alle giurie internazionali, possibile riconoscimento di crediti formativi in base al proprio percorso di studi, profilo pubblicato sul sito ufficiale del Prix Italia e, ultimo non per importanza, il confronto con autori, registi e professionisti da tutto il mondo.
“Potranno inserire tutto questo non solo nel proprio bagaglio culturale, ma nel curriculum; si eserciteranno nell’utilizzo della lingua, cureranno l’interesse per il cinema (noi in Ateneo ce ne occupiamo da tanto). Insomma, la partecipazione sarà tutt’altro che passiva. Dovranno mettersi in gioco, il ritorno formativo è reale per la situazione e gli argomenti che verranno trattati. In piena linea con gli obiettivi dell’Orientale. Non capita spesso di poter offrire progetti di questo tipo”, conclude la docente.
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Ateneapoli – n. 10 – 2025 – Pagina 36