7 appelli di esame accessibili a tutti gli studenti

Università Federico II: la proposta delle rappresentanze studentesche è passata nel Senato Accademico e nel Consiglio di Amministrazione

“Da quasi dieci anni perseguiamo l’obiettivo di avere almeno sette appelli accessibili a tutti gli studenti. Ora, finalmente, la proposta è passata al Senato Accademico, dove è stato approvato un regolamento secondo il quale i due appelli annuali straordinari, normalmente riservati a fuoricorso o laureandi, si aprono a tutti coloro che abbiano già seguito il corso relativo a quell’esame, aggiungendosi ai cinque ordinari di gennaio-febbraio, giugno-luglio e settembre. Per intenderci, lo studente che abbia seguito Diritto Privato nel primo semestre potrà sostenere subito l’esame negli appelli ordinari di gennaio e febbraio e anche ad aprile, appunto, l’appello straordinario, che di fatto diverrebbe ordinario. Abbiamo avuto anche l’okay dal Consiglio di Amministrazione. Mancano gli ultimi due passaggi, uno al Consiglio degli Studenti, l’altro è l’approvazione e la messa in regolamento ufficiale da parte del CUN, il Consiglio Universitario Nazionale”. Francesco Ferraiuolo, Presidente di ASE, Associazione Studenti Economia, interviene su una questione che sta particolarmente a cuore alla popolazione studentesca dell’Università Federico II. La proposta, spiega ad Ateneapoli, è partita proprio da ASE ed è stata sostenuta dal gruppo di Confederazione degli Studenti: “Fu presentata inizialmente al Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni nel quale effettivamente, da un anno, è ufficiale l’apertura a tutti di sette appelli. La situazione è diversa già al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, ma in generale i vari Dipartimenti dell’Ateneo finora hanno adottato comportamenti diversi”. L’aggiunta di ulteriori finestre “ci permetterà di organizzare il nostro studio con meno stress e, soprattutto, consentirà di recuperare più velocemente eventuali incidenti di percorso. Nell’arco degli anni abbiamo sempre incontrato un’opposizione basata sull’idea di non voler trasformare l’Università in un esamificio. Noi, invece, crediamo che avere più libertà nella gestione degli esami sia un punto di partenza per una maggiore partecipazione alla vita sociale e culturale dell’Ateneo. Anche a livello nazionale, comunque, si sta notando una maggiore apertura in tal senso”. Altre proposte: “Ce ne sono varie work in progress. Ad esempio, potenziare l’internazionalizzazione attraverso percorsi di laurea in cui si può frequentare un anno in sede e un anno all’estero, cercando di includere quanti più studenti possibile, soprattutto alla Magistrale. Vorremmo si aprisse a tutti i Magistrali anche il part time, a cui per ora si può accedere solo se si è al secondo anno”.

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