Centoventi milioni di euro dal 2026 al 2031 finanzieranno borse di dottorato di ricerca per le Accademie di Belle Arti, i Conservatori e in generale il settore dell’istruzione superiore italiana dedicato ad arte, musica, danza, teatro e design (AFAM). “Si tratta di un provvedimento di portata storica”, commenta la prof.ssa Giovanna Cassese che tra i vari incarichi ricoperti finora è stata la prima donna a dirigere l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Napoletana, dal 2023 è al timone del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale (CNAM), che è l’equivalente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) per i Conservatori, le Accademie e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche. “Esprimo profonda soddisfazione e sincero ringraziamento – dice Cassese – al Ministro Anna Maria Bernini. Si tratta di un provvedimento di portata storica per il nostro sistema di alta formazione artistica e musicale. Si compie un passaggio decisivo: i dottorati di ricerca nelle istituzioni AFAM non sono più legati a finanziamenti straordinari e come tali incerti e discontinui, ma entrano a pieno titolo nella programmazione ordinaria del Ministero. È il riconoscimento definitivo della ricerca artistica come componente essenziale e autonoma del sistema della ricerca italiano”.
“I nostri giovani erano costretti ad emigrare”
L’incremento da 250 a 282 borse di dottorato, integralmente finanziate per due cicli, “non rappresenta soltanto un dato quantitativo. È il segnale di una volontà politica chiara di investire sulla ricerca nelle arti, nel design, nella musica, nella danza, nel restauro e nel teatro. Le ricerche dottorali condotte nelle istituzioni AFAM sono per loro natura transdisciplinari e innovative, capaci di collocarsi in quello spazio fecondo tra humanities e sciences che oggi costituisce una delle frontiere più avanzate della conoscenza.
Si tratta di un contributo peculiare e insostituibile che il sistema AFAM può e deve offrire nell’ambito più ampio della ricerca italiana, rafforzandone il profilo e la competitività in ambito internazionale”. L’istituzione dei dottorati di ricerca nell’ambito è recente. “Il primo ciclo di dottorato – spiega Cassese – è partito nel 2024 ed è stato finanziato su fondi del PNRR. Nel 2025 ha preso il via il secondo ciclo, ma affinché il progetto fosse stabilizzato era necessaria una previsione di spesa stabile e strutturale, che non fosse legata più soltanto alle risorse del PNRR. Per questo il recente provvedimento è così importante e significativo”.
La richiesta da parte dei diplomati nei confronti dei dottorati non manca, garantisce Cassese, e lo dimostrano i numeri: “Il primo ciclo ha avuto 95 iscritti. Il secondo 54. Ciascun dottorato dura tre anni, proprio come quelli universitari, ed è il primo passo per chi abbia il desiderio e le capacità di insegnare e svolgere ricerca nei Conservatori, nelle Accademie di Belle Arti e negli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche. Prima che fossero istituiti anche da noi, i nostri giovani artisti o designer o musicisti che volevano frequentare il dottorato erano costretti ad emigrare, a trasferirsi all’estero.
Era un paradosso e una perdita di giovani validi e capaci che impoveriva il nostro Paese e le nostre istituzioni culturali. Adesso la situazione è completamente cambiata e non solo perché i nostri, se validi e capaci, possono continuare a formarsi presso di noi. Abbiamo avuto negli ultimi due anni anche studenti stranieri di dottorato in Italia, provenienti da diversi Paesi. Non stupisce, d’altronde, perché i nostri Conservatori e le nostre Accademie sono un modello per tutto il mondo”. Si sbilancia in una previsione: “Ne arriveranno sempre di più grazie al finanziamento del Ministero che permetterà di stabilizzare le offerte e le proposte di dottorato. Si apre un percorso che sarà certamente importante per il settore in Italia”.
Da Diplomi a Lauree
Il CNAM, come si diceva, è l’equivalente del CUN. Ne fanno parte 27 componenti. “Abbiamo lavorato molto negli ultimi tempi – rivendica la presidente Cassese – ed abbiamo ottenuto risultati importanti, che vanno al di là del finanziamento stabile dei dottorati. Tra essi, la riformulazione dei settori disciplinari. Sono passati da oltre 400 a 127 e sono inoltre diventati unici per tutti gli istituti. È stata poi introdotta l’abilitazione artistica nazionale per chi vorrà lavorare come professore e ricercatore”.
Uno dei prossimi obiettivi, dice Cassese, è portare a termine la riforma che era stata prevista dalla legge 508 del 1999, quella che ha trasformato Conservatori e Accademie in istituzioni di rango universitario. “Bisogna che si approvino – chiarisce – altri due regolamenti che diano piena dignità alle istituzioni di alta formazione artistica e musicale. Chiediamo che ci sia il riconoscimento dello status giuridico ed economico dei docenti, in analogia con le università, e che ci sia la valutazione della ricerca.
Per noi è inoltre fondamentale che il titolo di studio diventi Laurea e Laurea Magistrale per non creare equivoci. Ora si chiama Diploma accademico di I e II livello. Ne ho parlato anche qualche tempo fa nel corso di un’audizione che si è svolta nella VII Commissione (Cultura, Scienza ed Istruzione) della Camera dei Deputati”. Il Consiglio, nella sua attuale composizione, è in proroga e rimarrà in carica fino al 31 dicembre di quest’anno.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 4








